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La vera sfida del congresso di +Europa

Difficile prevedere se la nuova formazione politica  sara’ solo  la somma di Italia Viva e Azione (ovvero gli scontenti del nuovo  PD ed in piccola parte di Forza Italia) o sara’ in grado di rappresentare un elettorato più ampio e variegato. La mia opinione è che al prossimo  Congresso (24/26 febbraio) +Europa debba presentarsi come il partito che in Italia combatte con maggior coerenza e determinazione i nemici della democrazia in Europa e nel mondo.

di Marco Mayer | 19 Gennaio 2023
dal sito ufficiale di +Europa

Per ex dirigenti di punta del PD, quali Matteo Renzi, Carlo Calenda e Sandro Gozi il futuro disegno politico si presenta piuttosto semplice. 

Nel momento in cui rientrano nei ranghi del PD  personalità politiche fuoriuscite ai tempi di Renzi (Roberto Speranza, Pierluigi Bersani e forse  lo stesso Massimo D’ Alema) si crea oggettivamente uno spazio poltico da riempire. 

E’  inevitabile che moderati (laici e cattolici) del PD diano  vita ad una nuova specie di “Margherita” che potra’ correre alle elezioni europee del 2024 sotto l’ egida di Renew Europe. 

Difficile prevedere se la nuova formazione politica  sara’ solo  la somma di Italia Viva e Azione (ovvero gli scontenti del nuovo  PD ed in piccola parte di Forza Italia) o sara’ in grado di rappresentare un elettorato più ampio e variegato.

Nella speranza di allargare i consensi della nuova formazione  in questi giorni e’ molto corteggiato il partito +Europa di Emma Bonino nella speranza che esso possa costituire la “terza gamba” del “terzo polo”. 

Se  impostata cosi’ è  una prospettiva di scarso  respiro. La tradizione politica del Partito Radicale è, infatti,  molto  lontana dalle posizioni “neocentriste” e moderate di Calenda e Renzi. 

Tuttavia per quanto difficile é una delle opzioni possibili per le europee del 2024. 

Molto dipendera’ dalla consistenza e dal respiro strategico della piattaforma politica che uscirà dal congresso di +Europa (e naturalmente da come reagìranno i potenziali alleati). . 

La mia opinione è che al prossimo  Congresso (24/26 febbraio) +Europa debba presentarsi come il partito che in Italia combatte con maggior coerenza e determinazione i nemici della democrazia in Europa e nel mondo.

In particolare e’  finalmente necessaria una nuova politica estera molto più attenta alla tutela dei diritti umani. L’ opinione pubblica non ha, infatti,  capito che la caduta del muro di Berlino  ha solo spostato i confini, ma non ha superato la grande divisione tra mondo libero e dittature. 

Per questa ragione +Europa deve battersi perché l’ Italia faccia sino in fondo la sua parte, a partire dall’ Iran e ovviamente dall’ Ucraina.

Diciamo la verità,  nel decennio passato non è stato così. Quando era leader del PD e presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ceduto una parte significativa di SNAM E TERNA ai cinesi;  Carlo Calenda da Ministro dell’ Industria ha favorito le sperimentazione del 5G con le  aziende cinesi Huwaei e ZTE. 

E nell’ ultimo decennio  Gazprom e Lukoil hanno aumentato l’ influenza russa nella vita pubblica  italiana. 

Se non vuole tradire i valori essenziali della sua migliore tradizione politica +Europa deve  proporre –  anzi pretendere dai potenziali alleati – un taglio netto con le pratiche compromissorie e i cordoni ombelicali tra Italia e autocrazie.

Mentre Mosca sostiene il governo iraniano e Pechino aiuta i golpisti miltari in Birmania serve una politica della fermezza capace di  con coerenza le dichiarazioni in politica estera e I comportamenti della politica commerciale.

Italia Viva e Azione saranno disposti a seguire una scelta così radicale? 

I ragazzi hanno premiato +Europa perché hanno sentito la sua coerenza in materia di diritti sociali e libertà civili. 

I  diritti umani devono diventare la stella polare in grado di rompere non un passato recente  di eccessivi compromessi. Le eventuali  alleanze per le elezioni europee non possono muoversi all’ insegna del piccolo cabotaggio che insegue il populismo domestico sul suo terreno.

Una dimensione transnazionale è indispensabile. Nel congresso di  febbraio +Europa deve spingere tutte le forze politiche a misurarsi con queste grandi sfide globali perché l’ Europa torni ad  essere una grande forza propulsiva delle libertà.

Marco Mayer

Pubblicato in : SituazioneTag: bersani, caduta del muro, democrazia, elezioni, emma bonino, europa, futuro, governo, iran, italia, Laici, matteo renzi, mondo, opinione pubblica, partito radicale, pd, pierluigi bersani, presidente del consiglio, renzi, speranza, terzo polo, tutela dei diritti

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giuseppe Boccarello

    20 Gennaio 2023 alle 09:52

    Ma +Europa non può essere identificato tout court con il Partito Radicale, che era ben altro!

    Rispondi

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