
Per ex dirigenti di punta del PD, quali Matteo Renzi, Carlo Calenda e Sandro Gozi il futuro disegno politico si presenta piuttosto semplice.
Nel momento in cui rientrano nei ranghi del PD personalità politiche fuoriuscite ai tempi di Renzi (Roberto Speranza, Pierluigi Bersani e forse lo stesso Massimo D’ Alema) si crea oggettivamente uno spazio poltico da riempire.
E’ inevitabile che moderati (laici e cattolici) del PD diano vita ad una nuova specie di “Margherita” che potra’ correre alle elezioni europee del 2024 sotto l’ egida di Renew Europe.
Difficile prevedere se la nuova formazione politica sara’ solo la somma di Italia Viva e Azione (ovvero gli scontenti del nuovo PD ed in piccola parte di Forza Italia) o sara’ in grado di rappresentare un elettorato più ampio e variegato.
Nella speranza di allargare i consensi della nuova formazione in questi giorni e’ molto corteggiato il partito +Europa di Emma Bonino nella speranza che esso possa costituire la “terza gamba” del “terzo polo”.
Se impostata cosi’ è una prospettiva di scarso respiro. La tradizione politica del Partito Radicale è, infatti, molto lontana dalle posizioni “neocentriste” e moderate di Calenda e Renzi.
Tuttavia per quanto difficile é una delle opzioni possibili per le europee del 2024.
Molto dipendera’ dalla consistenza e dal respiro strategico della piattaforma politica che uscirà dal congresso di +Europa (e naturalmente da come reagìranno i potenziali alleati). .
La mia opinione è che al prossimo Congresso (24/26 febbraio) +Europa debba presentarsi come il partito che in Italia combatte con maggior coerenza e determinazione i nemici della democrazia in Europa e nel mondo.
In particolare e’ finalmente necessaria una nuova politica estera molto più attenta alla tutela dei diritti umani. L’ opinione pubblica non ha, infatti, capito che la caduta del muro di Berlino ha solo spostato i confini, ma non ha superato la grande divisione tra mondo libero e dittature.
Per questa ragione +Europa deve battersi perché l’ Italia faccia sino in fondo la sua parte, a partire dall’ Iran e ovviamente dall’ Ucraina.
Diciamo la verità, nel decennio passato non è stato così. Quando era leader del PD e presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ceduto una parte significativa di SNAM E TERNA ai cinesi; Carlo Calenda da Ministro dell’ Industria ha favorito le sperimentazione del 5G con le aziende cinesi Huwaei e ZTE.
E nell’ ultimo decennio Gazprom e Lukoil hanno aumentato l’ influenza russa nella vita pubblica italiana.
Se non vuole tradire i valori essenziali della sua migliore tradizione politica +Europa deve proporre – anzi pretendere dai potenziali alleati – un taglio netto con le pratiche compromissorie e i cordoni ombelicali tra Italia e autocrazie.
Mentre Mosca sostiene il governo iraniano e Pechino aiuta i golpisti miltari in Birmania serve una politica della fermezza capace di con coerenza le dichiarazioni in politica estera e I comportamenti della politica commerciale.
Italia Viva e Azione saranno disposti a seguire una scelta così radicale?
I ragazzi hanno premiato +Europa perché hanno sentito la sua coerenza in materia di diritti sociali e libertà civili.
I diritti umani devono diventare la stella polare in grado di rompere non un passato recente di eccessivi compromessi. Le eventuali alleanze per le elezioni europee non possono muoversi all’ insegna del piccolo cabotaggio che insegue il populismo domestico sul suo terreno.
Una dimensione transnazionale è indispensabile. Nel congresso di febbraio +Europa deve spingere tutte le forze politiche a misurarsi con queste grandi sfide globali perché l’ Europa torni ad essere una grande forza propulsiva delle libertà.
Marco Mayer

Ma +Europa non può essere identificato tout court con il Partito Radicale, che era ben altro!