Gentile redazione,
vorrei sottoporre alla Vostra attenzione alcune considerazioni in merito ad un argomento affrontato dai media, secondo me, sempre e solo per i suoi aspetti marginali. Si tratta della Massoneria. Non ho incarichi di alto livello nella Istituzione Massonica (Grande Oriente d’Italia) né svolgo un lavoro per il quale il manifestarmi massone può procurarmi dei contraccolpi, quindi scrivo liberamente i miei pensieri con la precisazione che essi esprimono solo la mia posizione personale al riguardo e nient’altro. Ho detto che della Libera Muratoria si esaminano sempre e solo gli aspetti marginali perché non capita mai di sentire analisi sul suo profondo e forte sistema educativo (nel senso più lato del termine) che ne è il fondamento e la ragione d’essere, né vengono mai nominati i valori che sono alla base di tale sistema. Sinceramente sono stufo di sentire i nomi dei massoni famosi levati a scudo contro le accuse di affarismo e di “intrallazzi”. Dal confronto di questi due modi di descriverla non esce la sua essenza e credo che chi ha a cuore la visione laica del mondo perde elementi importanti di conoscenza se si ferma a questo. Essere massone significa mettersi in discussione in ogni momento, lavorare su se stessi per liberarsi dai dogmi del comune pensare perché la visione delle cose sia sempre più limpida, sottoporre al vaglio della propria ragione i propri atti e affermazioni, significa cercare incessantemente di comprendere il disegno, il progetto che sta a monte di ciò che cade sotto i nostri sensi. E’, nello stesso tempo, un lavoro introspettivo e di confronto con gli altri “fratelli”. Ecco, che si parli di questo quando si vuole parlare di Massoneria e si lascino nell’ambito che compete loro, da noi come in qualsiasi altra associazione, le manifestazioni della limitatezza o, per contro, della grandezza dei singoli. Giungo a dire che la società laica dovrebbe agevolare la diffusione della Libera Muratoria perché questa è l’unica organizzazione a livello planetario che affratella gli uomini lasciando libere le coscienze. Vi prego di riflettere su questo, anche alla luce di quanto sta succedendo nel mondo.
Cordiali saluti
Danilo Di Mambro

Carissima Sor:. Carola,
prima di sentirvi discriminata, dovreste valutare se chi avete di fronte è disposto a riconoscervi come sorella.
Una volta effettuata questa verifica, potrete legittimamente protestare.
Chi scrive è contrario alle Massonerie miste, per ragioni storiche e di principio che sarebbe lungo spiegare qui: ma ha sempre accettato di dialogare con tutti su piano di parità. Suppongo anche il Fr:. Di Mambro farebbe lo stesso, occorrerebbe magari interpellarlo.
Salute & Fraternità
Vittorio, da Perugia
Ha ragione la Carola Ferruta.
La presenza femminile nella massoneria ha la medesima valenza che ha nella società.
Prima che le donne, anche se poche, diventassero in carriera, manager, dirigenti, capitani d’industria, politiche e ministre, era facile farsi riconoscere tra uomini.
Oggi, se il mio importante interlocutore è donna, come faccio a riferirmi alla catena d’unione?
L’avvocato di Ravenna deve mettere in agenda questo problema; prima la fa meglio sarà.
Renato Traquandi Arezzo
Fortunata vuole che sia da una parte che dall’altra in Toscana vi sono numerosi liberi muratori nelle istituzioni che senza palesarlo possono svolgere il loro ruolo senza pregiudizi altrui. E spesso bene e spesso male, come da limiti umani
L’italia è un paese che discrimina i Massoni.
Ai magistrati è vietato essere iscritti a logge massoniche ma è consentito essere iscritti a partiti, chiese, associazioni di qualunque altro tipo.
Ai massoni è interdetta l’iscrizione ai seguenti partiti: DS, Alleanza Nazionale, Lega Nord, UDC-CCD, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani ecc..
Ai Massoni non vengono conferiti incarichi pubblici nelle regioni: Marche, Toscana, Friuli e forse altre.
E’ una autentica vergogna!!!
Non avrei lasciato nessun commento alle parole dell’e-mail, che comunque condivido in pieno, se avessi potuto chiamarne l’autore “fratello” come sarebbe logico, dato che appartengo alla G.L.M.F.I., ma la sua Obbedienza non riconosce l’iniziazione delle donne.
E allora tutto quello che dichiara a proposito di fratellanza, di morale, di etica politica, viene vanificato da questa discriminazione.
Nel 1723 le donne di buoni costumi non erano libere, poichè erano sicuramente sotto la tutela di un uomo, marito o padre che fosse e se erano libere non erano certo di “buoni costumi”, ma nel 2000…! andiamo…! E non mi venga a dire che le “Stelline” sono il nostro equivalente perchè non è vero.
In politica possono entrare uomini e donne senza differenza alcuna e da anni sono sinceramente convinta che le mie idee liberali e miei ideali massonici siano le strade migliori per conquistare il benessere comune. Sono alla ricerca di condivisioni e
e plaudo all’idea di formazione di gruppi anche attraverso la “rete”, ma…….le dicriminazioni sessuali sono fuori dalla mia comprensione.
Saluti cordialissimi, Carola