• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La vendita per corrispondenza fa chiudere i negozianti

Se prefiguriamo di vedere delle città senza negozi, il panorama che ci si presenterà è triste.

di Roberto Fronzuti | 2 Gennaio 2018

Il commercio elettronico ha superato le vendite dei negozi e grandi magazzini negli Stati Uniti. Com’è accaduto in altri ambiti nei decenni passati, sono gli Usa a tracciare il percorso riguardante il nostro futuro prossimo.

La conseguenza di questa situazione è la chiusura massiccia dei negozi tradizionali, che avrà pesanti ricadute sui Comuni, che vedono crollare le proprie entrate tributarie; meno negozi, minori entrate.

In Italia, nel corso del 2017 si registra un incremento del commercio elettronico (il cosiddetto on line) del 17% per complessivi 23 miliardi e 600 milioni. Seguendo questi ritmi di incremento delle vendite per corrispondenza, è facile prevedere che presto si verificherà il sorpasso anche in Italia; il commercio elettronico supererà il fisso. E questo sarà un brutto giorno.

La nostra non è una posizione ideologica: ubbidisce a delle considerazioni di tipo pratico, che cercheremo di rappresentare ai nostri lettori.

Una città senza negozi è brutta e meno sicura. Una città con le “saracinesche abbassate” priva gli anziani  dei cosiddetti negozi di vicinato, dove si comprano le piccole cose e dove si fanno quattro chiacchiere con il titolare e qualche volta si chiede aiuto nei casi di bisogno. Non deve sfuggire la funzione socio-economica dei negozi.

Se prefiguriamo di vedere delle città senza negozi, il panorama che ci si presenterà è triste. Tutti i giorni chiudono negozi per la diminuzione del giro d’affari, complice la crisi economica che dura da dieci anni e la vendita  per corrispondenza, che sottrae giorno dopo giorno quote di mercato ai negozianti. Di fronte a questa situazione di tipo epocale, che fare?  Non è facile suggerire delle soluzioni. Ma è fin troppo chiaro che solo lo Stato e la politica possono dare una risposta adeguata, attraverso un intervento pubblico.

Se lo Stato non dovesse intervenire, lo scenario che ci troveremmo a contemplare è la perdita di milioni di posti di lavoro e migliaia di piccoli imprenditori allo sbando, senza un’occupazione e con un futuro molto  incerto.

L’alternativa è aiutare i titolari di negozi, attraverso la detassazione, incentivi per l’innovazione, e l’accesso facilitato al credito attraverso prestiti garantiti dallo Stato.

Le misure si rendono necessarie anche per evitare che la crisi dei negozi si riverberi sui Municipi, che traggono buona parte delle proprie entrate dalle attività commerciali.

Uno dei comparti del commercio che è già stato falcidiato riguarda le edicole. Se si fa eccezione per le rivendite di giornali dei centri cittadini, le periferie rimangono senza edicole giorno dopo giorno.

Il potere pubblico sta lasciando che, giorno dopo giorno, si distrugga un patrimonio di professionalità rappresentato dagli edicolanti e si cancellino dei presidi nei quartiere da sempre punto di riferimento per gli abitanti.

Se la politica ignorerà il problema del commercio, i negozi seguiranno la sorte delle edicole.

Negli ultimi anni ha chiuso un negozio su 10; siamo passati dai 962 mila prima della crisi agli 871 attuali. Sono 630mila i negozi sfitti.

 

Roberto Fronzuti

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, considerazioni, crisi, crisi economica, futuro, giornali, italia, lavoro, mercato, misure, posti di lavoro, stati uniti, usa

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti