• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La variante Draghi

La variante Draghi introdotta nel febbraio 2021 ha generato il commissariamento del sistema partitico italiano, che appare attualmente come congelato e relegato al ruolo subalterno di spettatore.

di Danilo Breschi | 3 Ottobre 2021

Chiunque abbia introdotto la variante Draghi, o ne abbia comunque favorito l’introduzione all’interno del sistema politico italiano, ha sicuramente ottenuto quel che voleva, ovvero: l’implosione finale del Movimento 5 Stelle, la scomposizione della coalizione di centrodestra, la cui ricomposizione si renderà più ardua a mano a mano che il governo Draghi proseguirà nel suo cammino. La Lega, in particolare, è sottoposta ad una pressione che potrebbe favorirne una prossima scissione; o meglio: potrebbe favorire il suo ritorno ad una dimensione macroregionale, partito espressione dei ceti produttivi del Nord, soprattutto Nord-Est, con debole o nullo radicamento al di sotto della pianura padana. I due terzi dei voti conseguiti alle elezioni europee del 2019 se ne sono già andati via.

Buona parte di essi accaparrati da Fratelli d’Italia, destinata a diventare l’opposizione di destra, contro cui probabilmente scatterà una conventio ad excludendum qualora dovesse crescere significativamente dal punto di vista elettorale, mentre la Lega ridimensionata è destinata a fagocitare una Forza Italia prossima al collasso finale, una volta che sarà scomparso il suo leader fondatore. Il Pd, dal canto suo, si agita dentro una profonda crisi d’identità e, al momento, appare come l’appendice, nemmeno più mascherata, dell’establishment, a cui aggiunge soltanto alcune battaglie per estendere sul piano dei diritti legalmente riconosciuti dallo Stato le aspettative crescenti dei cosiddetti ceti medi riflessivi, borghesia medio-alta, liberal e cosmopolita.

È in atto, insomma, una riconfigurazione degli schieramenti partitici. Più in generale, la variante (Draghi) introdotta nel febbraio 2021 ha generato il commissariamento del sistema partitico italiano, che appare attualmente come congelato e relegato al ruolo subalterno di spettatore, commentatore e, al massimo, esecutore più o meno entusiasta delle direttive del Commissario. Fino ad oggi non si era avuto esperienza analoga. Nemmeno con il governo Monti, rapidamente caduto nell’impopolarità, nonostante un arrivo ed un avvio ampiamente caldeggiati da establishment economico e media mainstream. Con Mario Draghi l’Italia, forse l’intera Europa, sta facendo pian piano conoscenza del primo autentico governo tecnocratico.

Certamente l’emergenza pandemica e la necessità di gestire con rapidità ed efficacia i circa 200 miliardi di euro del PNRR hanno posto le premesse perché ciò accadesse. Come altre volte nella storia, l’Italia si rivela laboratorio d’avanguardia, in cui si sperimentano idee congegnate a tavolino e dunque si calano energicamente nella realtà. L’Europa farà bene ad osservare con molta attenzione quanto sta accadendo in Italia.

Stiamo assistendo alla trasformazione di fatto della nostra forma di governo, da parlamentare a presidenziale. La costituzione materiale è così distante da quella formale, che si è realizzato ciò che in oltre trent’anni non si è riusciti a fare tramite commissioni bicamerali o referendum costituzionali: la riforma della seconda parte della Carta del 1948. Tutto molto interessante, da un punto di vista storico e politologico. Interessante ed inquietante, per la via inconsueta che è stata percorsa ed un approdo ancora ignoto.

Sull’asse Mattarella-Draghi si è costruito il perno attorno al quale ruota l’azione del governo del Paese. Il combinato disposto tra le prerogative, ampie e ficcanti, della presidenza della Repubblica (specie in caso di partiti deboli) e un prolungato stato di emergenza ha indubbiamente favorito una correzione in senso presidenziale della forma di governo parlamentare, che così viene razionalizzata per vie surrettizie, dopo decenni di fallite riforme costituzionali. Il meno “tecnico” dei governi tecnici finora avutisi in Italia è il più prossimo alla forma tecnocratica pura, forse proprio perché segnato dalla forte presenza di quasi tutti i partiti che, in nome dell’emergenza sanitaria e (conseguentemente) anche economica, sostanzialmente si allineano e sottoscrivono un’iniziativa politica che non nasce da loro, ma da Draghi e dalla componente tecnico-scientifica dell’esecutivo (pensiamo al ruolo del Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute e di ministri come Franco, Cingolani e Colao).

Danilo Breschi (www.danilobreschi.com)

Pubblicato su Il Corriere Nazionale

Per gentile concessione di entrambi

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, costituzione, crisi, draghi, elezioni, emergenza, espressione, euro, europa, governo, governo monti, italia, lega, mario draghi, monti, movimento, pd, presidenza della repubblica, punto di vista, referendum, repubblica, riforme, sistema politico

Info Danilo Breschi

Danilo Breschi è professore di Storia delle dottrine politiche presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma. Direttore scientifico de «Il Pensiero storico. Rivista internazionale di storia delle idee», è membro del comitato di direzione della «Rivista di politica» e consigliere di amministrazione della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice. Nei suoi studi si è occupato della tradizione liberale francese tra XIX e XX secolo e dei rapporti tra politica, filosofia e cultura nell’Italia contemporanea, dedicando attenzione sia al passaggio dall’età liberale al fascismo sia ai movimenti di contestazione degli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Ha indagato inoltre il ruolo degli intellettuali nella critica della società e i processi di formazione delle classi dirigenti in Europa. Tra le sue pubblicazioni recenti: Quale democrazia per la Repubblica? Culture politiche nell’Italia della transizione, 1943-1946 (Milano 2020); La globalizzazione imprevidente. Mappe del nuovo (dis)ordine mondiale (et al., Arcidosso 2020).

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti