
Per la Commissione Europea, Egitto, Tunisia ed altri sono paesi sicuri dove rispedire i migranti velocemente.
L’Egitto, il paese che ha torturato e ucciso Giulio Regeni, secondo Amnesty International, nel 2023 ha intensificato la repressione contro il dissenso pacifico, ricorrendo ad arresti arbitrari. Migliaia di persone critiche verso il governo o percepite come tali sono rimaste arbitrariamente detenute e/o perseguite ingiustamente. I casi di sparizione forzata e di tortura e altro maltrattamento sono dilaganti.
La Tunisia, il paese che scarica camion di migranti nel deserto, dove tutti hanno visto l’altra settimana il dramma di una bimba abbandonata, ha intensificato la repressione contro dissidenti, giornalisti, avvocati, attivisti e membri dell’opposizione, utilizzando arresti arbitrari, processi politicizzati e leggi restrittive per soffocare il dissenso. Il Parlamento è stato sospeso e 50 persone, tra cui leader dell’opposizione, sono attualmente detenute per motivi politici e rischiano la pena di morte.
Anche India, Marocco, Colombia, Kosovo e Bangladesh per Von der Leyen sono paesi sicuri.
Vediamo.
In India, la libertà di espressione e i diritti degli oppositori politici sono sotto pressione, soprattutto nella regione del Jammu e Kashmir. Le autorità continuano a utilizzare leggi come il Public Safety Act e l’Unlawful Activities Prevention Act per detenere arbitrariamente attivisti e critici del governo.
Il Marocco mantiene una reputazione di stabilità e sicurezza, tuttavia permangono preoccupazioni riguardo al rispetto dei diritti umani, in particolare per la libertà di espressione e la situazione nel Sahara Occidentale. Ci sono dubbi sulla sicurezza per gli oppositori politici nel paese.
La Colombia continua a essere uno dei paesi più pericolosi per i leader sociali e gli attivisti. Nel 2024, sono stati registrati 157 omicidi di leader sociali, con una media di uno ogni due giorni. La violenza è particolarmente intensa in regioni come il Cauca, Chocó e Arauca, dove operano gruppi armati illegali. Nonostante gli sforzi del governo per negoziare la pace, la protezione degli attivisti rimane insufficiente.
Il Kosovo presenta un sistema democratico con elezioni generalmente credibili. Tuttavia, il paese affronta sfide significative, tra cui la corruzione endemica e l’intimidazione dei giornalisti, specialmente sui social media. Il sistema giudiziario soffre di interferenze politiche e disfunzioni, limitando l’efficacia dello stato di diritto.
Il Bangladesh ha vissuto una fase di instabilità politica nel 2024, culminata con le dimissioni forzate della premier Sheikh Hasina a seguito di massicce proteste studentesche e della perdita del sostegno militare. Durante le manifestazioni, le forze di sicurezza hanno represso duramente i dissidenti, con un bilancio di oltre 1.400 morti tra luglio e agosto 2024, secondo un rapporto delle Nazioni Unite. Attualmente, il paese è governato da un esecutivo provvisorio guidato da Muhammad Yunus, ma la situazione rimane tesa.
L’Europa scivola a destra, nega la realtà della repressione dei diritti umani e politici in Paesi dove chi si oppone al potere non è sicuro. Alza un muro per migranti il cui rimpatrio potrebbe mettere a rischio la vita.
La destra nostrana di Meloni e Salvini squittisce di gioia perché potrà riempire i campi dí concentramento in Albania e continuare la sua propaganda contro i migranti per turlupinare voti agli italiani. Per loro anche la Libia del torturatore e stupratore Almasri è un paese sicuro.
Il PD di Elly Schlein ha fatto una battaglia coerente e coraggiosa contro gli orrendi e costosissimi lager albanesi.
Ma allora che senso ha avere dato in Europa il sostegno a Von der Leyen?
È il momento di un chiarimento che si può fare solo con gli iscritti e gli elettori del partito.
Enrico Rossi

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