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LA TEMPESTA PROSSIMA VENTURA E LA SINDROME DELLA SCIALUPPA

La congiuntura economica internazionale è pesantissima. Il voto non potrà creare le condizioni per un governo all’altezza della situazione. Quanto sarebbe stato meglio se oltre all’UDC ci fosse stata una formazione autonoma composta da laici,liberali, repubblicani, socialisti, socialdemocratici, radicali, in grado di superare il 4 %.
Di Nicola Cariglia

di Nicola Cariglia | 11 Marzo 2008

Finita la fase della presentazione delle liste, delle trattative e degli accordi stipulati o saltati, delle promesse mantenute e considerate carta straccia, il quadro su ciò che aspetta gli italiani dopo il voto è sufficientemente chiaro. E permette ad ognuno di prepararsi a ciò che deve fare, secondo le proprie aspettative ed i sentimenti verso gli attuali equilibri politici.
Primo: nella gente sta maturando un senso di ripulsa forte per lo strapotere di ristrette oligarchie e per la totale spoliazione delle prerogative dei cittadini-elettori. Finalmente si sta verificando una presa di coscienza collettiva. Tutti hanno realizzato, questa volta più della precedente, che nei più nascosti recessi delle sedi di partito non si compilavano le liste dei candidati. Si nominavano direttamente senatori e deputati. Ciascuno per la propria parte, e tutti assieme secondo criteri che niente hanno a che fare con il merito che, comunque, dovrebbe essere sancito dai cittadini.
Secondo: se il sistema delle preferenze aveva portato ad una diffusa corruzione, l’abolizione ha provocato una gravissima degenerazione del sistema democratico. Ormai non siamo più in mano ad oligarchie politiche. Peggio: c’è un simulacro di democrazia le cui fila sono tirate da oligarchie burocratiche, non in proprio ma per conto di poteri industriali, finanziari, sindacali, categoriali, confessionali, etc. Talvolta qualche rappresentante di questi “danti causa” viene sollecitato a scendere direttamente nell’agone, con una duplice funzione: di garanzia e di orientamento. Come a dire : di questo partito vi potete fidare, difende i nostri interessi e, in ogni caso, ci sono i nostri a farci stare tranquilli. Tutto il peggio cui abbiamo assistito, veline, testimonial, segretarie, portaborse, etc., non sarebbe stato possibile se ci fosse stata la preferenza.
Terzo: il dopo elezioni preannuncia tempesta. La congiuntura economica internazionale è pesantissima. Il voto non potrà creare le condizioni per un governo all’altezza della situazione. La vittoria piena di Berlusconi è sempre meno sicura. Dando per scontato che il PDL prevalga alla Camera, il Senato con ogni probabilità sarà incerto come nella precedente legislatura. Berlusconi sconta il prezzo pagato a Fini per il suo “atto di sottomissione”: giocheranno un ruolo decisivo non solo i voti che andranno all’UDC di Casini e alla Destra di Storace, Santanchè e Buontempo, ma anche quelli dispersi nell’altra dozzina di liste presentate grazie alla semplice firma di due parlamentari. La stessa ipotesi di grande coalizione potrebbe non reggere. E Veltroni, se avrà un buon risultato, potrebbe accarezzare l’ipotesi di un ritorno a nuove elezioni per conseguire quella vittoria oggi impossibile. Oltretutto ci vorrà una nuova legge elettorale: realizzata dal parlamento o direttamente dagli elettori tramite il referendum.
Quarto: pensiamo quanto sarebbe stata migliore la situazione se oltre all’UDC ci fosse stata a correre da sola una formazione autonoma composta da laici,liberali, radicali, repubblicani, socialisti, socialdemocratici, in grado di superare il 4 %.
Invece, uno dopo l’altro, ultimi i radicali, i partiti laici sono caduti vittima della “sindrome della scialuppa”. Si sono calati in barchette messe a disposizione da astuti comandanti, convinti di approdare su spiagge sicure dove ritemprarsi e ripartire per nuove imprese. Non si sono accorti che si trattava dell’ultimo viaggio.
Quinto: nonostante ciò, l’unica cosa da fare, per chi ancora crede nella democrazia vera e non in questo scadente sistema che ci avvolge da tre lustri, è togliere il più possibile di legittimazione popolare ai due partiti che ne sono i maggiori responsabili. Ovviamente escludendo dalla scelta alternativa l’estrema destra e l’estrema sinistra.
Dopo le elezioni, dovremo impegnarci nuovamente per dare vita ad un partito di ispirazione laica, liberale e riformatrice. Ma, è bene che si sappia, non sotto l’egida di sigle storiche ormai svilite da nomenclature con mediocri ambizioni che dovranno necessariamente farsi da parte.
Chi era con noi a Bertinoro è in grado, meglio di altri, di comprendere e, ci illudiamo, di apprezzare questa nostra affermazione.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Primo piano

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Danilo Di Mambro

    25 Marzo 2008 alle 15:02

    Il guaio più grande del nostro paese, il peso più grande che condiziona in negativo la politica di qualsiasi governo è il debito pubblico. Propongo di estinguerlo stampando nuova moneta e restituendo quella ai nostri creditori.

    Rispondi
  2. Franco Da Rif

    18 Marzo 2008 alle 01:52

    Io voto socialista, voto per il partito socialista italiano, l’unico partito socialista in Italia.
    Non c’è bisogno di essere radicali e liberali, basta e avanza essere socialisti, la Francia e la spagna insegnano.
    Avevano detto che il socialismo era al tramonto in Europa questi nostri comunisti fascisti democristiani belusconiani e che il nuovo era il partito democratico e il partito del popolo delle liberta, le solite balle, questi partiti nuovi non esistono in Europa in Europa c’è il socialismo e le cose vanno bene, in Italia ci sono i partiti inventati da ex democristiani comunisti e fascisti e le cose vanno male.
    Io voto socialista e basta, voi radical-liberal-socialisti svegliatevi, anche questo è un partito nuovo che non esiste in Europa ma solo nelle teste di qualche italiano che non ha capito nulla.

    Rispondi
  3. Francesco Attolico

    17 Marzo 2008 alle 00:55

    Continuo a sostenere la legittimità di esprimere la protesta verso un sistema che procede in senso antidemocratico, con responsabili principali (unici in campagna elettorale) PD-PDL. I perchè e i per come il rifiuto di altri soggetti ad accettare in maniera organica, esplicita e trasparente, nel bene e nel male, un rapporto con il PLLS, sarà oggetto di analisi successiva.
    E’ chiaro che nessuno ha in tasca la soluzione per il 15 aprile, nessuno potrà considerare il PLLS ruota di scorta e rendita di posizione, fuori da accordi formali ed espliciti ed anche le condizioni muteranno a seconda dell’esito elettorale e delle proporzioni effettive.
    Il compagno Di Maro (e tanti come lui) si goda(no) questa defilata campagna elettorale, non lasciandosi tirare per la giacchetta, sapendo di aver generosamente dato senza risparmio di energie e che un voto in più o in meno sono poca cosa rispetto ad un’intelligenza serenamente critica che continueremo a chiedergli, a prescindere dal suo voto che sarà comunque legittimo e ponderato.

    Rispondi
  4. antonio fancellu

    16 Marzo 2008 alle 18:43

    Tutto bene, limpida l’analisi, rigorosa la diagnosi, fumosa la proposta… Ancora rimandare, sapere che domani verrà… E nel frattempo votare, votare, votare. Perchè? Perchè partecipare a un sistema che è fatto solo per ingannare e spartire potere? Fino a quando sorbirsi cucchiaiate di questa melassa, ricacciando in gola i conati? PERCHE’? PER CHI? FINO A QUANDO?
    Forse è giunto il momento di liberarsi di questa irenica calma, e vomitare lo schifo e la rabbia!

    Rispondi
  5. Giampaolo Mercanzin

    15 Marzo 2008 alle 08:33

    E cosa altro dovrebbe votare una persona di cultura laica: Casini?
    Titolare di un partito personale che si sdoppia, stripla, squadrupla, quando i soci non vanno più d’accordo come Follini; Tabacci, Baccini; O Giovanardi?
    Non sono certamente entusiasta di Boselli che sembra più uno CHE FRENA il PS piuttosto che STIMOLARLO. Ma so che è il PS: un nome; un cognome, una storia, una famiglia (europea ed internazionale), NON UN PARTITO PEERSONALE.
    Non mi dilungo Puccio perché io non riesco a prendere in considerazione QUELLI DELLA II^ REPUBBLICA, figli del TANTOPEGGIOTANTOMEGLIO, finanziato con i soldi dell’Unione Sovietica e desiderosi di passare col PATTO DI VARSAVIA, piuttosto che con la NATO (la battaglia contro i missili a Comiso insegna) che ha distrutto il ’68 fantasioso e liberatorio, per portare l’autonomia operaia e le BR, funzionali alla disgregazione dello Stato ed al GOVERNO FORTE? (non ti dicono niente le battaglie libertarie di quegli anni contro lo STATO CONFESSIONALE, che proprio gli anni del terorismo hanno fatto sminuire?)
    Vai tranquillo: SIAMO PICCOLI, MA CRESCEREMO. Abbiamo solide radici LIBERTARIE, EUROPEE anche se, come tutti i laici siamo più abituati a litigare piuttosto che legare.
    Abbi fiducia: non serve neanche, come consigliava un TOSCANACCIO COME TE, turarsi il naso!

    Rispondi
  6. Puccio cartoni

    14 Marzo 2008 alle 16:57

    Dunque: noi siamo laici,liberali e socialisti , e pertanto dobbiamo intrupparci solo nel PS ! Che magari di socialista ha poco ,ma suona bene , e poi sarebbe accreditato anche in Europa,per via del nome. Non importa se l’Europa adesso edificata è quella che disconosce e contrasta le proprie radici culturali , che considera l’Italia ( ma fino a quando ?) solo come meta turistica , che combatte i forni da pizza e le fosse da invecchiamento alimentare , che critica e dileggia il nostro Paese in nome di un asettico regolamentarismo. L’importante è essere saliti sul carro ,come sostengono tutti i nostri Commissari ed europarlamentari , che personalmente riescono ad insegnare qualcosa ( riguardo a compensi ,prebende ed utilità ) a tutti i loro colleghi ( europei e mondiali). Saremo socialisti solo se saremo nel partito europeo ! Come logica non fa’ una grinza! E non perdiamoci dietro alla storiella dei valori , del popolo o della democrazia….è tutto oppio dei popoli !
    Certo ,tra votare annullando la scheda e il non andare a votare si lascia libero spazio alle attuali cosche e camarille ( su tre votanti ,basta che ci sia accordo tra due e questi comandano ) , ma il significato o messaggio delle due scelte mi sembra molto diverso. A meno che…se invece del messaggio si preferisce la ripicca ,tutto va bene! Comunque io personalmente , da socialista ,non posso che diffidare di chi utilizza ed indica una sola bandierina ,o magari due, ignorando completamente la terza: mi puzza ! Di fanatico o di comunista .

    Rispondi
  7. valerio giannellini

    14 Marzo 2008 alle 00:04

    in effetti mi sembra che il grido di dolore di Siracusa sia stato frainteso.
    Laici, liberali e socialisti.
    Calma, e cerchiamo innanzitutto di capirci.
    Valerio Giannellini

    Rispondi
  8. Marzio Siracusa

    13 Marzo 2008 alle 15:51

    Bigotti in vita mia ne ho conosciuti, ma di razza come i laici lettori di Pensalibero mai. Bene, bene, si continua a non capire niente. E continuate per conto vostro. M.S.

    Rispondi
  9. Marzio Siracusa

    13 Marzo 2008 alle 15:51

    Bigotti in vita mia ne ho conosciuti, ma di razza come i laici lettori di Pensalibero mai. Bene, bene, si continua a non capire niente. E continuate per conto vostro. M.S.

    Rispondi
  10. Raffaele MAURO

    13 Marzo 2008 alle 13:49

    Se la società politica avesse più rappresentanti femminili si starebbe meglio, concordo con Laura !
    Per quanto riguarda la mia esperienza personale devo dire che in 30 anni di insegnamento ho avuto modo di conoscere e apprezzare tantiisime colleghe. Se è vero che ci sono anche docenti coinvolti in affari poco puliti per lo più si tratta di docenti di sesso mschile.

    Rispondi
  11. laura del buono caleri

    13 Marzo 2008 alle 13:26

    “Ci rendiamo conto di quante irreprensibili signore si danno saltuariamente come prostitute? Lavoratrici, insegnanti, professioniste, addette ai beni culturali, impiegate e ricercatrici, ogni settore del mondo femminile è chiamato alla prostituzione saltuaria, fenomeno diffusissimo che è sotto occhi e di cui nella retorica femminista nessuno parla.”

    Complimenti all’autore.

    Non entro nel merito della discussione impostata dal bell’ articolo di Nicola, anche se l’argomento attiene alla nostra quotidianità come mai fino ad ora e sono condivisibili le forti preoccupazioni di chi fa parte della società civile, ma mi sono irritata nel leggere espressioni come quelle sopra riportate e non posso fare a meno di commentare che di queste considerazioni vetero/storiche ne facciamo volentieri a meno. Anzi si rifletta che se la società politica avesse più rappresentanti femminili forse ci sarebbero meno scandali, meno corruzione e meno avidità personali. O mi sbaglio?? Al momento non mi pare ci siano persone di genere femminile implicate in affari illeciti e casi di interessi privati curati e finanziati dalle proprie attività pubblico/politiche.

    Vorrei, almeno su Pensalibero maggiore competenza e riflessioni di maggiore spessore intellettuale.
    LDB

    Rispondi
  12. Marzio Siracusa

    13 Marzo 2008 alle 08:40

    È il distacco illuminista ben ossigenato che ha portato i laici al nulla attuale. O si rimpiange la politica da salottino per bene, la serenità che fa il gioco d’una parte sola, quella che non ha più parole per averne spese troppo mentendo? Non credo che depurando il linguaggio si acceda alla razionalità, si diventa semplicemente invertebrati, educazione e equilibrio non sono l’educazione e l’equilibrio insegnati dalla mamma e da maestri più o meno memorabili. Chi ha deciso poi che la razionalità debba stare in media re? E la verità italiana non produce sdegno, repulsa, riprovazione e rigetto di ogni accomodamento, in parole povere intrasigenza radicale? O si ha paura che l’intrasigenza trabocchi contro la democrazia? E se ogni mediazione è caduta, perché è caduta, fra intrasigenza e recita democratica cosa si sceglie? La serenità?Vedo che mezzo secolo di narcosi cattolica dà ancora i suoi frutti. M.S.

    Rispondi
  13. Raffaele MAURO

    13 Marzo 2008 alle 00:40

    Concordo con Mercanzin. Ho partecipato in questi mesi alla costruzione della Costituente Socialista e ne ho visto i tanti limiti. Ho visto, nel lavoro quotidiano di compilazione delle liste, tanti socialisti pronti a stare in prima posizione e non in altre. Malgrado ciò oggi non vedo altra possibilità che votare PS alla Camera e al Senato

    Rispondi
  14. Francesco Attolico

    12 Marzo 2008 alle 23:34

    Si, ma depuriamo il linguaggio da livore viscerale e irrazionale; rimaniamo illuministi e ben ossigenati se l’ambiente ce lo consente. Il PD certamente ha la consapevolezza che la superiorità morale è certamente lontano ricordo e oggi nemmeno lontanamente ipotizzabile.
    Ognuno poi sa, specularmente, che il PDL ha sfondato a destra e che quindi nessun pazzo potrebbe scandalizzarsi della Santanchè più che della nipote del duce e del “Ciarra”, entrambi in forza al PDL come altri nazifascisti dislocati in periferia.
    Francesco A.

    Rispondi
  15. Marzio Siracusa

    12 Marzo 2008 alle 17:39

    È un dato positivo l’unanimità, almeno fra noi quattro gatti, nel non votare i dorotei del PD, il partito fogna dove confluisce il peggio di mezzo secolo di politica italiana. Arrivo a dire: meglio Bertinotti piuttosto che Veltroni, perché se il PD si consolida è finita, una nuova ondata di ceti filibustieri non si staccherà più dal potere. Questa gentaccia deve pagare il progetto perseguito per decenni di far scendere il lavoro a retribuzioni miserevoli in cambio dell’unità dei lavoratori e nel miraggio della conquista dell’egemonia nelle sovrastrutture, in realtà solo per ingrassare nuovi ricchi col denaro pubblico, i ricchi di sinistra! Ma Gramsci, anche se non è il grande che vollero farci credere, non prevedeva che l’egemonia diventasse clientela. Un esempio del fallimento farisaico della sinistra è dato dalle morti sul lavoro mai denunciate nella loro vera causa, la mortificazione d’una vita squallida che assilla, distrae e rende il lavoro psichicamente e fisiologicamente intollerabile. Allora l’alternativa per riparare alle lusinghe del mercato altrimenti chimere, sono un’attività al nero, il viaggio in Colombia per rifornirsi, e la compagna marchettara. Ci rendiamo conto di quante irreprensibili signore si danno saltuariamente come prostitute? Lavoratrici, insegnanti, professioniste, addette ai beni culturali, impiegate e ricercatrici, ogni settore del mondo femminile è chiamato alla prostituzione saltuaria, fenomeno diffusissimo che è sotto gli occhi e di cui nella retorica femminista nessuno parla. Paghiamo un operaio, un insegnante 500, 1000 euro in più e vediamo se le morti saranno le stesse, e se uguale sarà la prostituzione nascosta. Appartengo a una generazione molto colpevole nell’aver dato credito a una sinistra cialtrona, e tutta la questione italiana, poiché ormai anche a livello internazionale si dovrebbe parlare di una “questione italiana”, sta ancora una volta nel denunciare il trasformismo fatto passare come il “nuovo”, per cancellare mezzo secolo di gravissime colpe sia nel governo della vita pubblica sia nell’opposizione. Queste colpe sono un’eredità incancellabile, cattolica e socialcomunista, e chi furbescamente le ha ereditate credendo di scontarne il peso dopo averne avuto i privilegi deve pagare il conto elettorale. Non dimentichiamo che anche un Veltroni fu allevato nella nidiata di Berlinguer, l’inventore della “resistenza tradita”, il mediocrissimo portabandiera d’una generazione di sinistra, che appunto per riscattare la “resistenza tradita” inseguì i fantasmi della guerra civile di trent’anni prima, per poi prenderne le distanze in nome degli indifferibili valori repubblicani e cinematografici quando col caso Moro il gioco si fece pesante. Non dimentichiamo. M.S.

    Rispondi
  16. Gino Di Maro

    12 Marzo 2008 alle 16:10

    Caro Paolo,
    nel Polo laico liberale e socialista c’è stata più di una dimissione e più di una autosospensione.
    La mia autosospensione non so perché ha fatto più rumore.
    Comunque Ti rassicuro che è ritornata da tempo e sono sempre componente del Polo laico liberale e socialista. Come tale sono stato presentato tra i promotori dell’Assemblea del 1 marzo.
    Resta chiaro che ci aspettiamo dal Polo laico liberale e socialista un impegno concreto in questa campagna elettorale.

    Anch’io sono un laico, con i normali dubbi di un laico, e resto convinto serenamente nel non votare e soprattutto nel non votare PD, ma neppure il PS per le ragioni che Ti ho spiegato su Veneto Socialista.

    Rispondi
  17. Giampaolo Mercanzin

    12 Marzo 2008 alle 15:39

    Gino tu ha dubbi su tutti: anche su PENSALIBERO/I CENTOEUNO, dal rappresentare il quale ti sei gia dimesso alcune volte.
    Diversamente da te, io questa volta, sono un LAICO SENZA DUBBI e votero P.S.

    Rispondi
  18. Gino Di Maro

    12 Marzo 2008 alle 14:47

    Per i Socialisti sentimentali come il mio caro compagno Paolo Mercanzin non ho più cosa dire se non: BASTA!!!
    Concordo invece con il compagno Francesco Attolico, cui pubblicamente rinnovo tutta la mia stima per la coraggiosa autocandidatura rimasta senza riscontro, che bisogna puntare perché si verifichi il minimo dei consensi (tra schede nulle, astensione e voti a tutte le liste fuori dal biliderismo all’italiana) soprattutto al Partito Democratico che racchiude la sommatoria dell’ultima versione della vecchia DC da una parte e, dall’altra, quella sinistra stalinista fallita nella storia, che ha saputo e voluto solo riciclarsi depotenziando la svolta della Bolognina, che ha tentato di cancellare ogni riferimento al Socialismo, che è divenuta una casta ed è fallita per la seconda volta nella recente esperienza di governo Prodi.

    Questa gente deve perdere per cui ci vuole un sistematico non voto nei confronti degli stessi in ogni occasione prossima.
    Ed anche a chi bussa alla porta degli stessi: da Di Pietro alla Bonino ad altri.

    Vi annuncio che ho aderito e militerò attivamente nel Partito dei Socialisti astensionisti e della scheda nulla che, nell’ambito di una più vasta area astensionista e di elettori che annulleranno la scheda in segno di protesta contro la casta, sicuramente sarà determinante soprattutto in alcune regioni, come la Campania, o in alcuni settori dell’elettorato, come i giovani.
    Annulliamo la scheda o non andiamo a votare.
    Per i Socialisti è l’unica strada concreta.

    Se proprio è forte il culto laico dell’esercizio democratico del voto concordo con Attolico di dare il voto a una qualsiasi lista con un minimo di riscontro alla politica, anche una lista minore o di protesta (c’è la lista “Per il Bene Comune” o l’”Unione democratica dei Consumatori”), e purchè sia compatibile con la democrazia.

    Rispondi
  19. Giampaolo Mercanzin

    12 Marzo 2008 alle 14:29

    Anche se concordo, con Marzio Siracusa, in quanto il Popolo della Libertà, è meno “totalizzante” del Partito Democratico, io senza se e senza ma, voterò PARTITO SOCIALISTA. E’ l’unico Partito EUROPEO in lista. Può far riemergere la speranza in un recupero ideale e storico di TUTTE le esperienze LAICHE europee.
    Capisco la delusione di molti di noi, ma in questa situazione di emergenza dove le varie “anime” socialiste avevano mille gatte da pelare per riuscire ad andare d’accordo, non si poteva certo pensare di AGGIUNGERE CONFUSIONE A CONFUSIONE: Già alcuni “socialisti” propostii in seconda fila si sono adontati e quindi ritirati (megalomani!), ti so dire se non si dava MASSIMA VISIBILITA’ a qualche laico (minore, come si diceva) di ALTO LIGNAGGIO. Articoli a tutta pagina sui quotidiani nazionali (il battage su Ciarrapico sarebbe scomparso: siamo noi i veri nenici!)di ognuna delle due “sponde”, che già adesso ci hanno oscurato, facendo passare anche Zapaterro per “uomo della sinistra europea” e non nominando MAI, la parola SOCIALISTA, anzi escludendola come abbiamo sentito da Bertinotti.
    E’ anche per questo che il voto UDC è inutile. Perché della stessa specie, perché tutela la stessa CASTA e pronto a tutto per il potere (soprattutto quello edilizio-romano che sappiamo), nonostante forti poteri spingano in quella direzione. Non ha neanche la caratura di rappresentante dei cattolici, perché come diceva un laico, B. CROCE, SIAMO TUTTI CRISTIANI!
    Credetemi, Votiamo tutti convintamente socialista, anche se, PER QUALCUNO c’è da turarsi il naso. Un successo di quella lista significa il RITORNO ALLA VITA PER TUTTI NOI.

    Rispondi
  20. Francesco Attolico

    12 Marzo 2008 alle 00:15

    A noi della vittoria “tecnica” degli uni o degli altri interessa quasi nulla.
    Più interessante è mirare al massimo della delegittimazione politica, che è determinata dal minimo dei consensi all’accoppiata “veltruscona”: meno dei due terzi sarebbe un buon risultato.
    Intanto il 15 aprile credo che non sarà facile riprendere il bandolo della matassa ed il ceto politico dirigente emergente dovrà necessariamente essere diverso da quello che vive oggi il tramonto.
    La vecchia nomenklatura dovrà essere accompagnata fuori dalla scena ed i “meriti” non potranno essere più latitanti in una politica davvero caduta in basso.
    Affinchè il terzo degli elettori libero dalla diarchia antidemocratica PD-PDL cresca sempre più, per evitare una qualsiasi deriva illiberale e anticostituzionale, qualsiasi voto, di destra, di centro o di sinistra (o l’astensione) sono voti per la democrazia e per il pluralismo.
    Francesco Attolico
    Democrazia Sociale Euromediterranea Puglia 338.3156505 attolico.dsepuglia@tele2.it

    Rispondi
  21. Federico Baldini

    11 Marzo 2008 alle 23:48

    Il progetto bipartitico può incepparsi solo e soltanto se il PD avrà un risultato modesto(poco sopra il 30% quindi sui livelli della lista Ulivo alla Camera del 2006..): allora verrà messa la leadership bipartitica di Veltroni e riprenderà fiato il tandem tedesco D’Alema-Marini. Io sono arrivato alla conclusione che tecnicamente la soluzione migliore sarebbe votare al Senato UDC perchè nelle regioni dove è forte il PD potrebbe togliere senatori al PDL, e nelle regioni dove è forte il PDL li toglierebbe al PD. Questa mi sembrerebbe una scelta saggia per tutti coloro che sperano di costruire una forza laica, liberale e riformista dopo il 14 aprile. Alla Camera invece potrebbe andare bene anche un voto di testimonianza a seconda dei gusti al PLI o al PS anche perchè li’ la partita è già vinta in partenza da Berlusconi.

    Rispondi
  22. Marzio Siracusa

    11 Marzo 2008 alle 23:14

    Torno a dire che i successi di PD e PDL non hanno uguali conseguenze. Se il PD si afferma per laici e liberalsocialisti la partita è chiusa per sempre. Non così se vince il PDL, che dopo l’uscita di Berlusconi conflagherà. La sconfitta del PD è più importante della vittoria del PDL. Né è credibile la sconfitta di entrambi. M.S.

    Rispondi

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