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La sovranità monca è una caricatura

Lo Stato deve essere finanziariamente autonomo non dipendente da banche e banchieri privati nazionali o mondiali che la vocazione alla filantropia, se mai l’hanno avuta, non ricordano più dove l’hanno smarrita.

di Franco Luceri | 7 Febbraio 2021

Nell’occidente progredito, il mercato ha continuato a macinare profitti quasi ininterrottamente per 3 secoli, fino a convincere quasi tutte le “democrazie” del mondo che potevano disfarsi della sovranità monetaria e relativo potere finanziario e limitarsi a gestire quello tributario, scorticando vivo di tasse Pantalone e spendendo e rubando a man bassa.

E nell’attuale Italia pseudo democratica, tutto è filato diciamo “liscio” per 7 decenni. Poi negli ingranaggi del mercato si è infilato quel maledetto virus governato da dilettanti allo sbaraglio, fino a paralizzare a colpi di lockdown ogni forma di produttività possibile e a condannarci, con la borsa vuota, a spendere a debito una barca di miliardi (almeno 10 volte più del normale) per salvarci la vita. Forse!

Così sono risultate evidenti a tutti due cose: si può avviare una impresa a debito, avendo un banchiere onesto come socio finanziatore, e poi con i profitti contribuire anche al mantenimento dello Stato pagando le tasse; ma quando un intero popolo finisce vittima di una pandemia, con la borsa vuota e la vita in pericolo, non solo non può essere chiamato a finanziare un bel niente, ma deve essere addirittura finanziato dallo Stato per mangiare curarsi e vivere avviando quando e se può una nuova attività produttiva.

E per fare ciò lo Stato deve essere finanziariamente autonomo non dipendente da banche e banchieri privati nazionali o mondiali che la vocazione alla filantropia, se mai l’hanno avuta, non ricordano più dove l’hanno smarrita.

Perché uno stato privo di sovranità monetaria e quindi condannato ad attingere risorse dagli strozzini è uno stato monco, un falso stato di diritto e vero stato truffatore.

Fa credere ai propri cittadini che sta distribuendo aiuti a fondo perduto, ma per procurarsi quei soldi dai vampiri della Finanza, non firma vagonate di cambiali a nome proprio, ma a nome dei cittadini sovrani che in democrazia sono lo Stato. A nome di quei poveracci dei contribuenti in buona salute ma squattrinati da un anno di lockdown e persino a nome di quelli intubati e morenti negli ospedali che se hanno la “disgrazia” di salvarsi, domani sono condannati a fallire sotto il peso di imposizioni tributarie vampiresche impagabili.

Allora capite bene che un vero Stato di diritto può essere pienamente tale solo se dotato di ruota di scorta. Se può contare su una doppia circolazione monetaria: il risparmio e il credito privato gestito onestamente dalle banche; nonché il denaro emesso dallo Stato ogni volta che il gettito tributario risultasse inadeguato al fabbisogno della collettività e delle istituzioni.

Nei casi eccezionali di calamitá, carestia, pandemia, guerra, recessione, cioè quando lo Stato non può attingere tributariamente risorse dai contribuenti perché scarsamente o totalmente improduttivi, deve poter contare sulla propria sovranità monetaria per sopperire ai bisogni sociali e istituzionali stampando moneta propria: biglietti di stato.

Perciò nessuno stato può rinunciare alla sovranità politica, che in rappresentanza del popolo sovrano lo legittima a tassare i contribuenti produttivi; e alla sovranità monetaria che, ove i tributi non fossero sufficienti, gli consenta di emettere tutta la moneta necessaria a garantire ai cittadini improduttivi, malati, invalidi, o in difficoltà per le ragioni più varie, quel minimo vitale di diritti umani propri di uno Stato che si sia o che si voglia disfare (nel pieno rispetto della Costituzione) della barbarie dello strozzinaggio vampiresco fiscale e finanziario. Per decenni gli italiani sono andati in banca a chiedere un mutuo per curarsi la salute, salvare una impresa o pagare le tasse.

Ormai risulta evidente anche allo scemo del paese che lasciare il potere finanziario nelle mani del potere politico e istigazione a delinquere. Ma affidare risparmio e credito alla discrezionalità vampiresca dei Banchieri privati, è una istigazione a delinquere almeno altrettanto barbarica.

Il vero covid che sta mettendo in forse il futuro dell’umanità almeno da mezzo secolo, non è virale è finanziario. Ha declassato quasi tutti i “governanti” del mondo in GOVERNATI dai banchieri e persino dai bancari. E tutte le democrazie, in tirannie assassine di malati, poveri e onesti.

Franco Luceri 

Pubblicato in : EditorialeTag: banche, borsa, costituzione, democrazia, futuro, italia, mercato, mondo, recessione, soldi, tasse

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. luciano pallini

    10 Febbraio 2021 alle 22:43

    ma spero che le banconote le stampino nel distretto della carta: doppio velo e sottili, così avranno l’uso commisurato al loro valore… immagino i petrolieri arabi oche fanno la fila per darti petrolio in cambio di rotolini regina di M-Lire, Lire della Miseria.

    Rispondi

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