
Nel saggio introduttivo, Catà compie un excursus storico-letterario dentro la vita dei più famosi libertini e le loro opere, una cui selezione è poi riportata nella seconda parte del libro, che termina con una fanta-intervista al calciatore nordirlandese George Best, il quale non produsse certamente opere filosofiche o letterarie ma incarnò alla perfezione l’icona di una vita anti-sistema fatta di scandali e di eccessi. I testi presenti in questa significativa antologia, proposti con nuove e inedite traduzioni, cercano di tessere un filo dalla classicità di Ovidio e di Saffo fino al nostro tempo, e quello che il lettore incontrerà non sarà l’immagine storica del libertino, ma il libertino come archetipo: l’archetipo appunto del ribelle d’amore.
Da un corteggiatore romantico come Lord Byron a una poetessa-cortigiana come Veronica Franco; da uno scrittore porno-splatter come il Marchese de Sade a una mistica come Marguerite Porete; dal dandy per eccellenza Oscar Wilde a un’autrice visionaria come Anne Sexton: la cifra comune di questi personaggi sta nella scandalosità delle loro opere, una licenziosità erotica non fine a stessa, ma che scaturisce da una visione dell’amare fuori da ogni schema, in cui vita e letteratura si confondono.
Cesare Catà (1981) è filosofo e performer teatrale. Dottore di ricerca in Filosofia del Rinascimento, è autore di saggi, drammi, traduzioni e del libro di racconti Efemeridi. Storie, amori e ossessioni di 27 grandi scrittori (2017). Vive a Porto San Giorgio nelle Marche.
Cesare Catà (a cura di), Libertini libertine. Avventure e filosofie del libero amore da Lord Byron a George Best, Liberilibri 2018, collana Altrove, pagg. 222, euro 17,00, ISBN 978-88-98094-49-3
Ufficio stampa LiberilibriMaria
Stefania Gelsomini

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