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La sinistra russa alle elezioni per il rinnovo della Duma

In Russia si stanno tenendo le elezioni legislative, processo iniziato il 18 settembre 2026 e che si concluderà il 20 settembre. Tre i partiti di sinistra – socialista e comunista – presenti e che si contrappongono al partito liberal-capitalista al governo, Russia Unita. Parliamo del Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF), guidato da Gennady Zjuganov e maggior partito di opposizione alla Duma e nel Paese; “Comunisti di Russia”, guidato da Sergey Malinkovich ed il socialdemocratico “Una Russia Giusta”, guidato da Sergey Mironov.

di Luca Bagatin | 20 Settembre 2026

In Russia si stanno tenendo le elezioni legislative, processo iniziato il 18 settembre 2026 e che si concluderà il 20 settembre.

Tre i partiti di sinistra – socialista e comunista – presenti e che si contrappongono al partito liberal-capitalista al governo, Russia Unita.

Parliamo del Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF), guidato da Gennady Zjuganov e maggior partito di opposizione alla Duma e nel Paese; “Comunisti di Russia”, guidato da Sergey Malinkovich ed il socialdemocratico “Una Russia Giusta”, guidato da Sergey Mironov.

Il Partito Comunista della Federazione Russa, che purtroppo non potrà schierare uno dei suoi esponenti più forti, ovvero Nikolay Bondarenko, escluso dalle autorità, il 7 settembre scorso, con accuse infondate (la sua vicenda l’ho riassunta in questo articolo: https://amoreeliberta.blogspot.com/2026/09/russia-nikolay-bondarenko-kprf-il.html), ha presentato da tempo il suo corposo Programma per la Vittoria.

Un programma che, secondo il KPRF, “incorpora l’esperienza di successo dell’Unione Sovietica e della Cina moderna” e si propone quale “piano per la transizione pacifica e democratica della Russia verso la via dello sviluppo socialista”.

Fra i punti programmatici del KPRF: l’abolizione della riforma delle pensioni, con un abbassamento dell’età pensionabile a 55 anni per le donne e a 60 anni per gli uomini; un aumento delle pensioni per tutte le categorie di pensionati; la promozione di una sanità e di un’istruzione gratuita e di alta qualità; massicci investimenti in ricerca e sviluppo (in particolare sulle nuove tecnologie e sulla robotica); nazionalizzazione dei settori strategici dell’economia e del sistema bancario; stop ad ogni privatizzazione di imprese attualmente statali e municipali; rinuncia della Russia di aderire all’Organizzazione Mondiale del Commercio ed al Fondo Monetario Internazionale; introduzione di un’imposta progressiva sul reddito e esenzione delle imposte per i cittadini a basso reddito; eliminazione dell’IVA e della tassa sull’estrazione mineraria; abolizione delle accise sui prodotti petroliferi; ammodernamento delle infrastrutture e dei trasporti; creazione di imprese cooperative agricole e di consumo; controllo pubblico dei prezzi dei beni essenziali; lotta alla corruzione e alla burocrazia; unione della Russia e della Bielorussia in un unico Paese; lavorare per l’unità delle forze patriottiche di sinistra.

Sebbene i “Comunisti di Russia” di Sergey Malinkovich siano fortemente critici nei confronti del KPRF ed abbiano un’impostazione marxista-leninista più rivoluzionaria, il loro programma non si discosta troppo da quello del Partito Comunista della Federazione Russa e punta sempre a una Russia più democratica e orientata al socialismo, superando l’attuale sistema oligarchico e capitalista.

Una Russia che, secondo i “Comunisti di Russia”, adotti una Costituzione socialista, trasferisca il potere ai lavoratori e ai loro organi di autogoverno (ovvero i Soviet); che elimini ogni forma di sfruttamento e reddito parassitario e favorisca l’espansione del settore pubblico e dell’economia reale, sulla base dello sviluppo dei mezzi di produzione ad alta tecnologia.

Anche “Una Russia Giusta”, partito di ispirazione socialista democratica guidato da Sergey Mironov (fondatore peraltro della rete socialista e anti-imperialista internazionale Sovintern), ha un programma decisamente più avanzato, sociale e di sinistra, rispetto ad un qualsiasi partito “socialdemocratico” occidentale dei tempi odierni.

Il partito di Mironov, infatti, propone, fra le altre cose, una riforma fiscale che preveda un’imposta sul reddito per i più ricchi fino al 35% e l’abolizione di tale imposta per i ceti meno abbienti; una tassa sugli extra profitti delle banche e una imposta sui grandi patrimoni; l’eliminazione delle agevolazioni fiscali per gli esportatori di materia prime; l’abolizione della riforma fiscale per le piccole e medie imprese; il ritorno dell’IVA al 20% (attualmente è del 22%, come in Italia); un salario minimo dignitoso; l’aumento dei salari per operatori nel settore sanitario, scolastico e scientifico; l’introduzione della tredicesima mensilità per i lavoratori dipendenti.

Non è stato consentito di presentarsi, invece, ancora una volta, al partito di sinistra patriottica e nazionalbolscevica “L’Altra Russia di Eduard Limonov”, primo partito peraltro ad aver denunciato e a contrapporsi al nazionalismo di estrema destra russofobo nelle Repubbliche post-sovietiche, già negli Anni ’90 – quando aveva assunto la denominazione di Partito NazionalBolscevico ed era guidato dallo scrittore dissidente Eduard Limonov (unico partito politico ad essere stato ingiustamente vietato, con decisione confermata nel 2007 dalla Corte Suprema). E unico partito a proporre un ritorno all’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, ma attraverso il socialismo popolare e anti-burocratico.

Altri due partiti comunisti russi hanno scelto, invece, la via dell’astensionismo, ovvero l’Organizzazione dei Comunisti e il Partito Comunista Russo, nati dalla scissione del Partito Comunista Russo dei Lavoratori (il cui leader storico, nel 1991, fu il celebre giornalista e sindacalista Viktor Anpilov). Entrambi i partiti rifiutano l’intervento militare russo in Ucraina.

L’Organizzazione dei Comunisti, in una nota, ha denunciato la propaganda bellicista del governo, a fronte di un peggioramento del tenore di vita delle classi lavoratrici; l’esclusione dalle elezioni del deputato del KPRF Nikolay Bondarenko e del partito liberale Yabloko, critico nei confronti della guerra; il timore di brogli elettorali, in quanto il voto elettronico è totalmente sotto il controllo statale e non può essere verificato.

L’Organizzazione dei Comunisti, a fronte di tutto ciò, ha invitato all’astensione, sottolineando peraltro come “le elezioni non possano risolvere in modo sostanziale i problemi fondamentali della società moderna. Per risolverli, è necessario un cambiamento del sistema socio-economico, che non si realizza attraverso le elezioni, bensì tramite una radicale ristrutturazione della società, come avvenne nel 1917”.

Luca Bagatin

https://amoreeliberta.blogspot.com

Pubblicato in : Editoriale, Esteri, SocialismoTag: duma, Eduard Limonov, elezioni russia, l'altra russia di eduard limonov, partito comunista della federazione russa, Russia, russia unita, socialismo, una russia giusta

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

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