Mi reputo (a giusta ragione e con orgoglio) la punta più a sinistra dei collaboratori di Pensalibero. Per questa mia collocazione sinistrosa (in passato detta estremista, termine in disuso), che mi porto dai 16 anni, il direttore Cariglia mi avrebbe censurato 100 volte, ma non lo ha mai fatto per quell’amore sfegatato che contraddistingue bestie come noi di una razza testarda e amante della libertà (soprattutto di quella altrui) ormai forse all’estinzione.
E ritorno su Pensalibero, dopo una lunga assenza di cui mi scuso, per parlare proprio di Sinistra. Ma invito tutti, Cariglia in testa, a interrogarci sul modo e sul microfono dato a tanti su come è o dovrebbe essere la Sinistra in questo Paese.
Leggo Roberto Caputo, di cui condivido il taglio dei suoi interventi, ma mi chiedo: perché Montanari (o Speranza o Pisapia) possono intervenire un giorno si e l’altro pure a dettare l’agenda degli interrogativi sulla Sinistra e non viene data risonanza mediatica a Caputo (o Di Maro) se non su Pensalibero e Facebook?
Parto da questo interrogativo, sospettoso (sono avvocato), per arrivare di seguito nel merito di un’estate intera riscaldata non solo dal sole torrido, ma anche dalle uscite dei pochi legittimati ad avere risonanza mediatica. Ed in primo luogo il mio conterraneo “Sciur tentenna” che ha avuto la capacità di confondere tutto e tutti senza che mai ci siamo posti, noi poveri sudditi, l’interrogativo della consistenza numerica di Pisapia (o Montanari o Speranza).
Se qualcuno si è ormai rotto mi segua e ragioniamo su come è (e come si è ridotta) la sinistra oggi. E come dovrà essere la Sinistra domani.
Non viene il dubbio a nessuno che qualcuno decide chi deve essere il megafono della Sinistra? Chi? Bruno Vespa?
E questo interrogativo è propedeutico a quanto ci diremo dopo.
Gino Di Maro

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