• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La Sinistra contro le due culture e lo spirito critico dei Liberali

Presentato il 23 aprile presso la Sala Minerva del Senato, il libro “Contro le due destre”, uscito per l’Editrice Futura con postfazione di Andrea Pancani e curato da Andrea Del Monaco, raccoglie venti contributi ispirati alla tesi già espressa da Marco Revelli nel 1996. Il volume analizza criticamente l’evoluzione politica degli ultimi trent’anni, denunciando la deriva delle due principali culture di governo e l’incapacità della sinistra profonda di proporre risposte costruttive. In un mondo che evolve grazie alla diversità e allo spirito critico degli individui, la persistente diffidenza verso il liberalismo finisce per favorire, paradossalmente, il dominio delle due destre.

di Raffaello Morelli | 28 Aprile 2025

Presentato lo scorso 23 aprile presso la sala Minerva del Senato il libro “Contro le due destre”, uscito il mese scorso per i tipi dell’Editrice Futura, con postfazione di Andrea Pancani, composto, a cura di Andrea Del Monaco, da venti contributi tutti  sul filo della tesi espressa nel titolo, lo stesso dell’omonimo volume di Marco Revelli del 1996 edito da Bollati e Boringhieri.

Il libro esprime bene il pensiero e i sentimenti della sinistra fuori del PD, attualizzati ad oggi.  E conferma l’attitudine di questo mondo della sinistra a non tener conto dell’esperienza basata sui fatti, ed a ostacolare senza volerlo  l’evolversi delle relazioni politiche democratiche.

I fatti, di per sé, vengono visti come appaiono. Però non se ne coglie il tessuto connettivo, e perciò non se ne intende la prospettiva di sviluppo. Che non è mai deterministica, ma sempre probabilistica. E che di conseguenza non può essere mai imposta ma solo favorita creando le condizioni volute e attendendo poi per vedere se  si sviluppino davvero nel senso auspicato.  

Il libro di oggi, come quello del 1996, testimonia questo errore di prospettiva e lo ripete. Indica in modo realistico i limiti di ciascuna delle due culture – quella dell’area PD e quella dell’area berlusconiana  che si sono via via ripetute. A partire dalla contrapposizione dell’Ulivo e del Polo delle Libertà, divenuta  nel decennio successivo  bipolarismo monopolistico tra Berlusconi e Veltroni, trasformatasi negli anni seguenti,  sotto l’ombrello UE all’insegna dell’austerità, nel governo dei tecnici e comunque in quelli del presidente. Infine negli ultimi anni arrivata a Draghi, timoniere della tecnocrazia ma al governo in nome di tutti, e poi alla destra centro di Giorgia Meloni.  Infine, la logica delle due destre prevale anche nella UE schierata come parabelligerante nella guerra alla Russia e al suo autocrate.

In tale trentennio, sostiene il libro, le culture di governo hanno nella sostanza seguito un progetto simile. Si è iniziato  dalla fine della centralità del lavoro salariato, dalla constatazione dell’inutilità di sprecare energie in un esercito organizzato del lavoro , dalla retrocessione del problema della povertà da questione sociale a questione individuale, dall’adottare l’ordoliberismo reazionario, fino a perseguire ai giorni nostri non il welfare bensì il warfare.

In sintesi, questo libro “Contro le due culture” è il tipico grido di dolore della sinistra profonda. Di fronte agli avvenimenti, esibisce i propri desideri  ancestrali circa il dover essere ed evita con cura di proporre risposte costruttive capaci di sciogliere i nodi esistenti al momento. Una linea siffatta ha l’effetto opposto al voluto e perpetua di continuo l’egemonia delle due destre.  

La sinistra profonda non ha finora accettato che il motore evolutivo della convivenza umana sono gli individui e la loro intima diversità, con il loro incessante applicare il proprio spirito critico, che esprime  giudizi, iniziative, desideri, valori, e valutandone i rispettivi risultati nell’incidere sugli strumenti del convivere. Per questo, la sinistra profonda bistratta i liberali, addirittura confondendoli con la destra conservatrice. Perché i liberali seguono il cammino politico opposto, mettendo prima di tutto la libertà del cittadino e la diversità di ognuno. E quindi parlano di individuo e non di persona (onde valorizzare lo spirito critico al posto del relazionarsi) e rifuggono concetti irrealistici tipo il bene comune  o le dannose parole d’ordine impositive.

Bistrattando i liberali, la sinistra profonda danneggia non poco le dinamiche del convivere. Per il motivo che, lavorando contro i liberali , agevola il dominio delle due culture quando si affrontano i nodi del vivere. Lo agevola indebolendo parecchio il loro avversario fisiologico, il liberalismo, il quale sarebbe per loro pericoloso poiché portatore di proposte puntuali e moderate, che, senza bisogno di vellicare amicizie e burocrazie, danno soluzioni flessibili aderenti al reale. Quando non vittima di martellanti campagne disinformative, talvolta venate di livore, Il metodo liberale, con il suo realismo, favorisce il cambiamento,  usando le libertà individuali del cittadino, per costruire la società aperta e per evitare di chiudersi in comunità. 

Inoltre, i liberali non puntano mai a sostituire gli altri partiti e culture, bensì ad avere una  minima quantità di consenso per  far valere le idee di libertà e i comportamenti liberali negli indirizzi del dibattito. Perché, come insegna lo sperimentare quotidiano, il mondo evolve nutrendosi della diversità esercitata nella libertà e rifuggendo libri sacri ed ideologie. Ed è dannoso governare senza tenerne abbastanza conto.

Raffaello Morelli

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: anni, berlusconi, bipolarismo, consenso, convivenza, diversità, draghi, governo, lavoro, Liberali, meloni, mondo, pd, sviluppo, veltroni

Info Raffaello Morelli

Per lunghi anni esponente del Partito Liberale Italiano, del quale è stato Vicesegretario nazionale, è stato Consigliere Regionale per la Toscana. Tra i promotori del referendum sulla responsabilità civile dei magistrati e di quello per la riforma Democratica, nonché del referendum per la Riforma ELettorale del 1992. E’ stato vice Presidente del Comitato contro il referendum Renzi del 2016 e componente del Comitato per il SI alla Riduzione dei parlamentari nel 2021.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti