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La sicurezza nazionale spiegata al PD

Quando si parla di sicurezza nazionale, soprattutto in contesti ad altissima esposizione internazionale come le Olimpiadi, sarebbe opportuno mettere da parte la propaganda e recuperare un minimo di alfabetizzazione istituzionale. È un esercizio che il Partito Democratico sembra aver smarrito, preferendo la polemica spicciola alla comprensione dei fatti. Chi decide la sicurezza dei capi di Stato? Durante grandi eventi internazionali, la protezione dei capi di Stato e di governo stranieri non è una materia discrezionale del Paese ospitante. È il risultato di protocolli multilaterali, accordi bilaterali e prassi consolidate di cooperazione tra apparati di sicurezza.
Pensare – o peggio insinuare – che il Governo italiano possa “scegliere” chi protegge un leader straniero significa ignorare deliberatamente come funziona la sicurezza internazionale.

di Luca Rampazzo | 29 Gennaio 2026
Due mezzi blindati dell’Ice già in circolazione a Milano per le Olimpiadi invernali

Quando si parla di sicurezza nazionale, soprattutto in contesti ad altissima esposizione internazionale come le Olimpiadi, sarebbe opportuno mettere da parte la propaganda e recuperare un minimo di alfabetizzazione istituzionale. È un esercizio che il Partito Democratico sembra aver smarrito, preferendo la polemica spicciola alla comprensione dei fatti.

Chi decide la sicurezza dei capi di Stato

Durante grandi eventi internazionali, la protezione dei capi di Stato e di governo stranieri non è una materia discrezionale del Paese ospitante. È il risultato di protocolli multilaterali, accordi bilaterali e prassi consolidate di cooperazione tra apparati di sicurezza.
Pensare – o peggio insinuare – che il Governo italiano possa “scegliere” chi protegge un leader straniero significa ignorare deliberatamente come funziona la sicurezza internazionale.

https://www.aljazeera.com/wp-content/uploads/2015/11/438909cb79fb427d88e529ea124a973a_18.jpeg?quality=80&resize=770%2C513

Intelligence e sicurezza: una distinzione che il PD finge di non capire

Ancora più grottesca è l’idea che un dipartimento come il Department of Homeland Security possa essere escluso dalle attività di intelligence solo perché al suo interno opera l’Immigration and Customs Enforcement.
Il DHS è, per definizione, l’architrave della sicurezza statunitense contro minacce interne ed esterne: terrorismo, cyber-attacchi, interferenze straniere, criminalità transnazionale. Separarlo artificialmente in “buoni” e “cattivi” a seconda della convenienza ideologica è un’operazione infantile, non una posizione politica.

Manifestare contro la sicurezza è irresponsabile

Manifestare contro questi apparati non è solo ridicolo, è pericoloso. È una provocazione inutile che indebolisce la credibilità del Paese ospitante, espone a rischi concreti e manda un segnale devastante ai partner internazionali: l’Italia come terreno di scontro ideologico, non come alleato affidabile.

Questo non è dissenso. È sciacallaggio populistico, il riflesso automatico di chi non si lascia sfuggire alcuna occasione per una polemica superficiale, anche quando sono in gioco sicurezza, relazioni internazionali e responsabilità istituzionali.

Il punto più basso

La manifestazione di sabato rappresenta il punto più basso raggiunto di recente da un partito che, nei fatti, dimostra di non amare l’Italia, perché non ne tutela gli interessi fondamentali: sicurezza, credibilità internazionale, rispetto delle regole che governano il mondo reale.

La sicurezza nazionale non è uno slogan da piazza. È una cosa seria. E trattarla come una caricatura ideologica dice molto più su chi protesta che su chi governa.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Editoriale

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

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