Luigi Lonardi ci ha lasciati. La grande fede, che gli ha permesso di affrontare il male con una serenità esemplare, lo accompagna. Fino all’ultimo ha seguito le vicende del Coordinamento Nazionale del Risorgimento che ha fondato, con altri amici delle associazioni italiane nella primavera del 2004 e poi ha guidato sempre. Non aveva potuto partecipare, pochi giorni fa, alla riunione che doveva prendere atto, con grande rammarico, della sua dichiarata impossibilità a tenere ancora l’incarico di coordinatore nazionale. Ha saputo egualmente che, nonostante la sua decisione, l’assemblea l’aveva acclamato all’unanimità presidente onorario del Coordinamento, non per riguardo formale, ma perché a tutti era parso indispensabile giovarsi del suo impulso e del suo consiglio, magari da lontano. L’ultimo suo messaggio risale a domenica scorsa a dimostrazione che è morto senza abdicare al suo pensiero e a ciò che sentiva come dovere morale.
Ora il consiglio di Luigi non ci sarà più. Ma non mancherà l’impulso che la sua bella figura di alpino, di cattolico liberale, di personaggio legato al principio dell’Unità italiana e al significato della sua terra, al ruolo storico delle colline Moreniche, continueranno a suggerire. La sua lotta per il riconoscimento del 17 marzo, quella per i simboli della Nazione italiana libera, unita, indipendente e democratica, condotta insieme a donne e uomini dalle diverse formazioni politiche e culturali è stata l’esempio più concreto della strada da seguire. Egualmente di grande valore è stata la lotta perché ragioni diverse da quelle ideali non conducessero la sua terra di Solferino a perdere la sua identità. L’amore per il suo Comune si espresse anche nell’incitamento a unirsi intorno ai grandi valori condivisi dalla nazione. Ricordo un passo di una sua lettera del 2013 ai concittadini:
« ricordando l’azione del Presidente emerito Carlo A. Ciampi, che il 4 novembre 2001, in Visita di Stato a Solferino e San Martino, ha richiamato i cittadini italiani all’amore verso il Tricolore, auspicando che ogni famiglia custodisse nella propria casa un tricolore italiano […]. L’auspicio è che questo simbolo continui ad essere l’elemento unificante della nostra complessa identità nazionale, una nazione ricca di città capitali e di città martiri, che attraverso un difficile percorso risorgimentale ha raggiunto l’Unione, esaltandone l’italianità e affermando valori sui quali si basa la nostra Costituzione».
Luigi ci ha lasciati poco tempo dopo la dipartita di Carlo Azeglio Ciampi, ma i valori che entrambi hanno testimoniato nella coerenza non ci lasciano e il loro ricordo ci rende più convinti ancora dei concetti nei quali abbiamo creduto insieme, ogni volta ritrovandoli nelle parole e nello sguardo di Luigi e nella saggezza della sua guida, sempre sorridente e serena, alla quale il Coordinamento Nazionale del Risorgimento continuerà ad ispirarsi. Al suo Comune e alla sua famiglia va il cordoglio e il saluto delle associazioni che fanno parte del Coordinamento Nazionale.
Per il Coordinamento Nazionale del Risorgimento
Prof. Fabio Bertini
[box type=”note” ]Luigi Lonardi, nato il 17 aprile 1950, professore di materie artistiche, fine disegnatore, già sindaco di Solferino dal 1999 al 2004, poi vicesindaco fino al 2009, quindi consigliere delegato fino al 2014, è morto nella sua città il 24 ottobre 2016. Era appena stato nominato presidente onorario del Coordinamento Nazionale del Risorgimento che aveva fondato a Gavinana nel 2004 e che aveva retto sempre fino agli ultimi giorni come coordinatore. Vecchio alpino e liberale di profonda fede religiosa, aveva contribuito al rilancio della cultura storica legata alla battaglia di Solferino ed alla nascita della Croce Rossa e si era impegnato fino all’ultimo in difesa dei valori del Risorgimento, dei suoi simboli e, in particolare del principio nazionale unitario. [/box]

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