
In questo momento, il solo Paese che ha riconosciuto ufficialmente il governo talebano in Afghanistan è la Russia. Il riconoscimento formale è stato annunciato il 3 luglio 2025, la Russia ha inoltre rimosso i talebani dalla sua lista delle organizzazioni terroristiche e ha stabilito relazioni diplomatiche più strette con Kabul, compreso l’invio di un ambasciatore talebano a Mosca.
Altri Paesi, come la Cina, l’Iran e varie nazioni dell’Asia centrale, pur mantenendo contatti diplomatici e cooperazione economica con il governo talebano, non hanno ancora riconosciuto ufficialmente il regime. Anche Paesi occidentali come Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti hanno avuto colloqui con i talebani, ma nessuno ha concesso un riconoscimento formale. Il 15 agosto scorso, i talebani hanno glorificano il quarto anniversario del loro ritorno al potere in Afghanistan. Ci sono state parate in diverse città, incluso il centro di Kabul, dove gli elicotteri hanno lanciato fiori e issato bandiere bianche e nere dell'”Emirato Islamico dell’Afghanistan” per celebrare il “Giorno della Vittoria”, in memoria della riconquista della capitale il 15 agosto 2021. Il governo talebano resta dunque in gran parte escluso dalla comunità internazionale, che critica duramente le sue misure repressive, applicate con un’interpretazione veramente rigida della legge islamica, e che colpiscono in particolare le donne. All’inizio di luglio, la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per due leader talebani accusati di persecuzione delle donne afghane, alle quali è vietato l’accesso a università, palestre, saloni di bellezza, parchi e molte tipologie di lavoro. Di recente i relatori speciali delle Nazioni Unite hanno esortato la comunità internazionale a non normalizzare le relazioni con i talebani, respingendo il loro “regime violento e autoritario”. Questi esperti indipendenti, incaricati dal Consiglio per i diritti umani, hanno giudicato che i talebani esercitano il potere “senza legittimità” e mostrano “un palese disprezzo per i diritti umani, l’uguaglianza e la non discriminazione”. Tornado sul tema Ucraina il Giappone intende ritagliarsi un ruolo all’interno delle trattative di pace condotte dal blocco occidentale con la Russia, che auspicabilmente porteranno alla cessazione delle ostilità in Ucraina. Lo ha detto il premier nipponico Shigeru Ishiba, dopo le dichiarazioni del Segretario generale della Nato, Mark Rutte, circa il ruolo del Giappone tra le circa 30 nazioni che stanno collaborando per trovare il modo di fornire garanzie di sicurezza a Kiev. “Svolgeremo il nostro ruolo in modo appropriato, valutando ciò che possiamo fare nel rispetto del nostro quadro giuridico e delle nostre capacità”, ha dichiarato Ishiba. Gli Stati Uniti intendono avere un ruolo minimo in qualsiasi garanzia di sicurezza per l’Ucraina. Lo ha detto il funzionario politico più alto in grado del Pentagono, Elbridge Colby, a un piccolo gruppo di alleati americani, secondo quanto riporta Politico citando alcune fonti.
La precisazione del sottosegretario alla difesa per le politiche è arrivata in risposta alle domande dei vertici militari europei riuniti in un gruppo presieduto dal capo di stato maggiore aggiunto americano Dan Caine. “L’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea non offre alcuna garanzia di sicurezza”, ha scritto su Facebook il primo ministro ungherse che in questi tre anni di guerra ha cercato di ostacolare in più di un’occasione l’invio di armi europee a Kiev o l’imposizione di sanzioni contro l’amico Putin. “Pertanto, collegare l’adesione alle garanzie di sicurezza è inutile e pericoloso”, ha affermato Orban dopo la telefonata con il presidente americano. “È stato dichiarato esplicitamente: niente truppe Nato come peacekeeper. La Russia non accetterà una simile ‘garanzia di sicurezza’”. Lo ha scritto su X il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev in seguito si è scagliato contro il presidente francese, Emmanuel Macron, definendolo un “gallo gallico senza cervello” che “non riesce a rinunciare all’idea di inviare truppe” in Ucraina. L’inviato speciale degli Stati Uniti per l’Ucraina, Keith Kellogg, ha dichiarato a Fox Business che sviluppare opzioni di garanzia di sicurezza è sensato, prima di tutto perché dà a Volodymyr Zelensky la possibilità di spiegare agli ucraini cosa otterrà Kiev da un potenziale accordo di pace con la Russia. Presidente Volodymyr Zelensky, era disubbidiente anche allora? Ha appena detto che lei ubbidisce solo a se stesso…
Giuseppe Basilico

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