La dichiarata volontà di Hollande – in caso di vittoria al secondo turno – di rimettere in discussione il patto fiscale della Ue è oggi la nostra ultima speranza.

A questo punto, visto che la politica tradizionale nulla può contro i potentati economici e le oligarchie internazionali, non ci resta che sperare della vittoria di Francois Hollande. La sua dichiarata volontà – in caso di vittoria al secondo turno – di rimettere in discussione il patto fiscale della Ue è oggi la nostra ultima speranza.
Questo segnale che viene dalla Francia ha risvegliato anche i dirigenti della sinistra moderata nostrana. Qualcuno ha ricordato a Bersani che l’appoggio al governo dei banchieri ha voluto dire approvare indirettamente il pugno di ferro della Merkel, dando campo ad una politica di normalizzazione nel paese che colpisce in definitiva solo le classi più deboli e povere. Anche il presidente Napolitano ha capito che l’Italia non può reggere alla cura Monti, soprattutto quando i metodi ‘bocconiani’ del professore sembrano favorire elettoralmente solo il movimento qualunquista di Beppe Griillo. Giorni fa, infatti, dal Quirinale si è auspicato un cambio di rotta e subito il Governo supportato di ABC è sembrato adeguarsi.
Forse la svolta francese e la sicura vittoria elettorale del ‘Movimento 5 stelle’ agevoleranno paradossalmente un pensionamento anticipato del professor Monti, soprattutto perché la base popolare è esasperata dalle misure severe del governo e comincia a riflettere sulla necessità di riappropriarsi della politica per imporre un auspicabile rivoluzione dei principi del mandato elettorale nel nostro paese.
Dalla sua unificazione del 1860 il popolo italiano non mai stato sovrano ed una vera democrazia non è mai esistita. Il popolo è stato chiamato a giudicare soltanto in occasione delle elezioni, per essere espropriato di ogni genere di controllo subito dopo il voto. Quindi il principio di eguaglianza è stata solo una pura finzione e gli italiani ne sono stati consapevoli complici. Dopo il crollo del comunismo nel 89 la cosa si ancora più evidenziata: finita l’ideologia, la sinistra si è spostata sulla moderazione e si è omologata e cosi pure la destra ‘almirantiana’. Oggi si è arrivati alla confusione più totale di simboli e parole, e gli ex comunisti sono diventati riformisti e gli ex fascisti ‘rivoluzionari’. Oggi c’è l’avvento assoluto di forme autocratiche di alcune élite economiche che gestiscono attraverso i media sia le maggioranze, che le opposizioni. Oggi si fa politica nei talk-shows, e chi ha grandi capacità oratorie mettendo insieme il malcontento della gente, riesce a diventare una leader politico. Oggi la politica è uno strumento in mano a delle oligarchie, spesso autoreferenziali, che hanno completamente espropriato il popolo sovrano.
Probabilmente dalla Francia arriverà una nuova ventata rivoluzionaria. Se Hollande manderà a casa la nefasta coalizione Sarkozy-Merkel e se le fortune dei ‘grillini’ impauriranno i più saggi fra i detentori del potere si innescherà probabilmente anche quel processo di cambiamento delle regole di rappresentanza nel nostro paese.

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