La battaglia per i massimi principi e la democrazia in pericolo in un paese che la democrazia la ha conquistata e difesa da 70 anni, mi sembra una retorica bolsa e piuttosto perditempo.
Francamente non vedo quale scontro di civiltà ci sia intorno all’opportunità di abolire il bicameralismo perfetto. Che esiste solo in pochissimi paesi, non certo all’avanguardia della democrazia concreta e , per quel che riguarda l’Italia, ha reso praticamente impossibile fare delle riforme che colpiscano degli interessi costituiti, i quali costituiscono una lobby e , una virgola alla camera, un errore di sintassi al senato, tirano avanti un rimpallo di dieci anni per arrivare all’approvazione di una legge. E nel frattempo, magari, vendono l’azienda a qualche pollo ignaro. Dopo di che altri 10 anni per il regolamento attuativo: l’assunzione di uno dei figli di uno dei 20 direttori generali che partecipano al “concerto” per stendere il regolamento e la carriera del rampollo sono sufficienti per continui rinvii. Nel caso dell’autoproduzione di energia elettrica, l’ENEL si è dotata di una dozzina di dirigenti non necessari e si è battuto il record dei 10 anni. Forse un’inchiesta parlamentare su questa vicenda sarebbe più utile di tante indignazioni.
Penso che si possa benissimo fare a meno del senato, anche se la cosa dispiace al corpo dei funzionari del senato medesimo, che sono ottimi e anche ottimamente pagati, e, come alla corte di Carlo Magno, praticano la successione dinastica. Oppure si può fare una camera delle regioni, come mi sembra che si stia facendo, e non vedo alcun scandalo se sono le regioni a nominarli, oltre che a pagarli, come avviene in Germania: lo scandalo è semmai che tutte le regioni tengono un ufficio a Roma , alcune anche a Bruxelles, e forse due o tre , tra cui certamente la Sicilia, in paesi esteri
Insomma, la battaglia per i massimi principi e la democrazia in pericolo in un paese che la democrazia la ha conquistata e difesa da 70 anni, mi sembra una retorica bolsa e piuttosto perditempo. Nel frattempo, sempre per retorica, si sta abolendo il finanziamento pubblico ai partiti, anzichè legarlo al funzionamento democratico dei medesimi, con la bella conseguenza che i magistrati acquisteranno sempre più potere e avremo sempre più magistrati, più nominati che eletti, nei partiti, alla faccia della divisione dei poteri, ma non delle pensioni: un magistrato che fa due legislature, raddoppia la pensione. Ma nessuno degli indignati per professione si è ancora indignato per questo. Come nessuno si è indignato per la possibilità di candidarsi nello stesso collegio dove il magistrato esercita o ha esercitato la professione. Trattasi di elezione per “mantenimento di segreto?”

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