• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La reticenza di Mueller e l’immunità di Trump

Mueller ha spiegato che il presidente potrebbe essere incriminato una volta conclusosi il suo mandato. Su questo punto però ci sarebbe da affrontare il termine di prescrizione (5 anni).

di Domenico Maceri | 5 Agosto 2019

“Poi, ho un Articolo II, dove io ho il diritto di fare qualunque cosa che voglio come presidente”. Così Donald Trump in un recente discorso a un convegno di giovani repubblicani tenutosi a Washington. Non sorprende il linguaggio sgrammaticato di Trump e nemmeno il contenuto che dà un’impressione lontana dalla realtà obiettiva. L’articolo II della costituzione conferisce al presidente il potere esecutivo ma non la libertà di fare quello che vuole senza nessuna conseguenza. L’articolo include anche i contrappesi del potere legislativo a quello dell’esecutivo, incluso il potere dell’impeachment.

In uno strano senso però, Robert Mueller, il procuratore speciale sul Russiagate, adesso cittadino privato, ha accettato la completa libertà di azione del presidente nel suo rapporto e nella sua recente deposizione alla Camera. Mueller ha spiegato che sul tema della possibile colpevolezza del presidente bisognava “andare avanti solo dopo di avere preso in considerazione l’opinione dell’Office of Legal Counsel (OLC)”. L’OLC, come va ricordato, è il gruppo che consiglia il presidente e il ministro di Giustizia su questioni legali. Il gruppo sostiene che un “presidente in carica non può essere incriminato”.

Il presupposto di Mueller sull’immunità del presidente non dipende dunque dalla costituzione ma da un’interpretazione del ministero di Giustizia messa a punto da due memorandum dell’OLC. Il primo di questi risale al 1973 e il secondo al 2000 durante le amministrazioni di Richard Nixon e Bill Clinton rispettivamente. Ambedue opinioni sono state preparate con forti pressioni di questi due presidenti i quali erano alle prese con la possibilità di subire l’impeachment. Nixon si dimise prima di sottoporsi alla possibilità di impeachment mentre Clinton fu condannato dalla Camera ma poi alla fine assolto dal Senato.

L’OLC fa parte del ministero di Giustizia i cui vertici vengono nominati dal presidente e devono agire in maniera obiettiva rispettando la costituzione e tutte le leggi anche quando queste possono essere in conflitto con i desideri e le esigenze politiche dell’inquilino alla Casa Bianca. Ciononostante il presidente può esercitare pressione indiretta ma a volte anche diretta a suo beneficio come sarebbe facile supporre. I due memo sull’impossibilità di incriminare il presidente in carica ce lo suggeriscono. Ambedue sostengono che un’incriminazione del presidente gli renderebbe quasi impossibile di esercitare il suo vitale ruolo in tutte le sue funzioni costituzionali. Il memorandum del 1973 emerse da un’investigazione sulla condotta dell’allora vice presidente Spiro Agnew. In quel caso l’opinione dell’OLC concluse che il vice presidente potrebbe essere incriminato ma non il presidente Nixon. L’immunità del presidente fu però sfidata e la Corte Suprema decise che il presidente non possedeva immunità che lo esentasse dal testimoniare in un gran giurì. In un’altra decisione della Corte Suprema nel periodo del secondo memorandum la Corte Suprema determinò che il presidente Clinton non aveva immunità su una denuncia civile nel caso di Paula Jones per possibili reati commessi prima di divenire presidente.

In effetti, nei rarissimi casi in cui l’immunità del presidente è stata sfidata, l’esecutivo non ne è uscito molto bene. Sorprende dunque la timidezza di Mueller di avere iniziato le sue indagini partendo dal principio che Trump non potesse essere incriminato. Questo ci spiegherebbe la reticenza di Mueller di insistere che Trump si presentasse in persona a testimoniare per le sue indagini, decidendo di permettere l’uso di risposte scritte, preparate con l’assistenza di avvocati. Mueller ha però spiegato che queste risposte scritte non sono state soddisfacenti. L’ex procuratore speciale ha anche chiarito che insistere sull’interrogatorio in persona di Trump avrebbe preso troppo tempo poiché sarebbe stato sfidato legalmente e le procedure avrebbero rallentato le indagini, mettendo in pericolo la realizzazione del suo lavoro.

Mueller ha spiegato che il presidente potrebbe essere incriminato una volta conclusosi il suo mandato. Su questo punto però ci sarebbe da affrontare il termine di prescrizione (5 anni) che scadrebbe per la decina di possibili atti di ostruzione alla giustizia inclusi nel suo rapporto. Nella deposizione alla Camera i democratici speravano che Mueller fornisse loro la pistola fumante per incastrare Trump. Come si prevedeva, nulla di ciò è avvenuto poiché Mueller ha mantenuto la sua reticenza, limitando le sue risposte ai contenuti del suo rapporto scritto. Ha chiarito però che se lui non ha incriminato Trump non lo ha nemmeno scagionato come l’attuale inquilino della Casa Bianca continua a ripetere falsamente. Mueller, in effetti, ha suggerito che il presidente può essere giudicato dalla Camera con l’impeachment e alla fine condannato dal Senato. Al momento di scrivere, 119 parlamentari, la maggioranza del caucus democratico, hanno dichiarato il loro supporto per aprire un’inchiesta di impeachment, l’unico percorso per determinare la possibile colpevolezza di Trump.Domenico Maceri

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, casa bianca, costituzione, dichiarato, discorso, giovani, impressione, lavoro

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti