
A partire da venerdì 15 (ore 20, con repliche il 19 e il 23 marzo alle ore 20 e il 17 e 24 marzo alle 15,30) nella Sala Grande del Teatro andrà in scena una delle più famose opere di Gaetano Donizetti, il Don Pasquale. Lo spettacolo è proposto nello storico allestimento di Jonathan Miller – ripreso da Stefania Grazioli – un doveroso omaggio del Teatro a un grande regista, scomparso nel 2019, e a un allestimento molto amato, da pubblico e critica, che è stato poi messo in scena in diversi teatri europei, fra cui il Teatro alla Scala, la Royal Albert Hall di Londra e l’Opera di Bilbao. Sul podio ritroviamo il maestro Daniele Gatti, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, che affronta per la prima volta questo capolavoro della comicità donizettiana.
Marco Filippo Romano interpreta il protagonista della vicenda, Don Pasquale, anziano e ricco settantenne e zio del giovane Ernesto (Yijie Shi), innamorato della giovane vedova Norina, alias Sara Blanch, mentre Markus Werba, veste i panni del Dottor Malatesta; Oronzo d’Urso, talento dell’Accademia del Maggio, è invece un notaro.
Chiudono il cast, come tre voci soliste, due artisti del Coro del Maggio – Valeriia Matrosova e Massimiliano Esposito – e Carlo Cigni. Inoltre alcuni giovani talenti dell’Accademia del Maggio saranno i protagonisti della recita del 23 marzo: Nikoletta Hertsak (Norina), Matteo Mancini (Dottor Malatesta) e Lorenzo Martelli (Ernesto). Scene e costumi sono firmati da Isabella Bywater, le luci daJvan Morandi.
Daniele Gatti, che, come ricordato sopra, si cimenta per la prima volta con il Don Pasquale, ha dichiarato di avere colto al volo questa opportunità: “Sono entrato così nel mondo del belcanto italiano, che nel corso della mia carriera ho toccato solo poche volte. Mi piace vedere quest’opera come un omaggio di Donizetti al teatro rossiniano buffo – mantenendo naturalmente l’impronta romantica tipica donizettiana – evidenziato da questo passaggio continuo tra un gesto affettivo di ricordo e uno sguardo sereno al genio di Rossini che scrive questo tipo di opere nei primi anni del XIX secolo: lo sentiamo in alcuni procedimenti armonici e l’uso di alcuni stereotipi tipici dell’opera buffa, con la sola differenza del recitativo, che in questo caso non è secco ma accompagnato”.
Dopo le edizioni del 2001 e del 2011, questa è la volta terza volta che viene riproposta la regia dell’inglese Jonathan Miller, nella quale l’abitazione borghese di Don Pasquale è pensata, da un punto di vista scenico, come una grande casa delle bambole su tre piani, con ogni ambiente di essa curato e ben definito, dalla cucina al soggiorno fino alle camere da letto.
Stefania Grazioli, che si sente onorata di riprendere la regia di Miller, ha sottolineato che Don Pasquale, terza e ultima opera buffa del compositore bergamasco, denota una comicità profonda, non fine a se stessa e non priva di momenti malinconici; inoltre il suo libretto è di altissimo livello ed è perfettamente connesso con la partitura.
Si ricorda che la recita del 15 marzo sarà trasmessa in differita su Rai Radio 3.
Per ulteriori informazioni e acquisto biglietti si veda www.maggiofiorentino.com
Luca Summer

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