Succede quando i candidati sono credibili e/o giovani. Il vincitore, Samuele Bertinelli ha 35 anni, il secondo, Roberto Bartoli ha avuto quasi il 30% usando toni dissacranti. Ed il laico-socialista Alberto Niccolai (10%) ha creato le condizioni per una forte lista liberalsocialista, capace di scuotere la sonnecchiante città dei vivai.

Una partecipazione alta, che smentisce le ricorrenti denunce di un rifiuto generalizzato della politica. Basti pensare che nel 2007, alle elezioni vere, quelle che decisero il secondo mandato per il sindaco Berti, i voti complessivi di tutte le liste di centrosinistra furono 23.000. Ciò significa che più di un elettore su due ha ritenuto di esprimersi alle primarie, dimostrando, così, la volontà di contribuire alla scelta del candidato.
Ha vinto Samuele Bertinelli, di 35 anni, direttore di una libreria e già con una discreta carriera politica alle spalle, nonostante la sua giovane età. Ha avuto oltre il 44% dei consensi. Di grande rilievo l’affermazione di un altro giovane, il trentottenne Roberto Bartoli, docente di diritto penale all’Università di Firenze e protagonista di una campagna originale, dai toni decisamente liberal e talvolta dissacranti della vecchia nomenclatura pistoiese del PD. A lui sono andati poco meno del 30% dei voti
Sorprendentemente terza ( era data per favorita) Cecilia Turco con il 17,9% : era appoggiata da una parte del PD, dall’IDV e da SEL ( qualcuno dice anche dalla CGIL).
Ma merita soffermarsi anche sul risultato conseguito da Alberto Niccolai ( area socialista e laica) che ha sfiorato il 10% dei voti pur non disponendo dell’appoggio di poteri o soggetti radicati nel decennale immobilismo della politica e della società di Pistoia. Niccolai, docente di diritto del lavoro all’Università di Pisa e avvocato, ha incarnato al meglio le speranze di una sinistra europea, poco avvezza alla retorica delle chiacchiere e fortemente impegnata ad indicare soluzioni ai temi concreti. La sua è stata una campagna elettorale in crescendo pur in una situazione di partenza che, obbiettivamente, non gli lasciava chances. Eppure, ha saputo porsi all’attenzione dei pistoiesi riscuotendo apprezzamenti anche dagli “avversari”. Il suo 10% di voti nell’ambito del centrosinistra, proiettato a livello di elezioni vere, e tenendo conto che il centrosinistra, a Pistoia è ben oltre la maggioranza assoluta, già corrisponde ad un risultato del 6/7% di una lista capeggiata da Niccolai.
Oltretutto il professore non ha potuto godere dell’appoggio totale degli esponenti del PSI, alcuni dei quali si sono schierati con il vincitore. Si tratta, insomma, dei classici voti raccolti uno ad uno facendo valere un credito personale superiore a quello di partito.
E si tratta, soprattutto, di una grandissima opportunità per creare a Pistoia, su queste fondamenta, una lista capace di coagulare tutti coloro che si richiamano alla cultura laica liberale e socialista e di ottenere un risultato che potrebbe veramente scuotere la sonnecchiante città dei vivai.

Io ci vedo solo un aspetto : il desiderio dell’ elettore di poter affermare una sua preferenza.E la fiducia nella persona.
Caro Marzio,
dici che la sera al bar a dare fuoco ai politici, e di giorno a fare la coda per votarli? Se così fosse sarebbe ancora più interessante avere una spiegazione. Ti pare?
Forse converrebbe valutare differenze e affinità tra impegno politico e ritualità “politically correct” della grassa sinistra toscana.