
Sala si deve dimettere? Un garantista ha naturalmente dei problemi a chiederlo per una accusa. Lo avremmo anche dopo una condanna di primo grado. Ma nel caso della vicenda milanese l’inchiesta è l’ultimo dei problemi. Sala si deve dimettere per quello che ha detto, ha fatto e ha detto di aver fatto. Facciamo un passo indietro.
L’altro ieri, prima che si sapesse che era indagato pure lui, nel difendere l’assessore Tancredi ci ha informato che da mesi il Comune ha cambiato le procedure e le strutture urbanistiche. Procedure e strutture che con il centrodestra funzionavano benissimo. Probabilmente perché nessuno aveva PGT ombra e parcelle altissime. In ogni caso, dalle dichiarazioni del Sindaco si deducono tre cose:
1. Fino a qualche mese fa il Comune di Milano era amministrato in maniera criminogena, se non direttamente criminale.
2. La colpa era, se non altro per omissione, di chi amministra.
3. Chi amministra ha preso atto di quanto sopra e ha agito per correggere la rotta.
Ammirevole. E totalmente inutile, direi. Soprattutto perché il vero problema di questa situazione è l’ambiente opaco, pieno di aderenze e ormai incancrenito che sta attorno, dietro e sopra Sala. Questo sistema deve saltare, non esiste un altro modo per ripulire. Saranno poi gli elettori a decidere come rimodellarlo, ma al momento Sala deve accettare di aver fallito e che la pecetta messa sulla situazione in questi mesi è ridicola, oltre che inutile.
Già che ci siamo: qualcuno di voi ha notizie della lunghissima interlocuzione tra Comune, Garante per la Privacy e ANAC sull’elenco dei finanziatori della campagna elettorale del Sindaco, spariti oltre un anno fa dal sito del Comune per “ragioni di riservatezza”? No, sapete, solo per togliere a noi che ci occupiamo di cosa pubblica il sospetto che metà degli inquisiti compaiano anche in quella lista. Sospetto certamente infondato, ci mancherebbe, ma controllare non sarebbe male. Che ne dite?
Luca Rampazzo

Lascia un commento