Si avvicina la data del 4 dicembre e i competitors buttano tutto quello che hanno a disposizione nel frullatore che pericolosamente macina e risputa a modo suo. Quindi spesso i risultati non sono quelli sperati. Berlusconi tenta di riprendersi la scena e gioca forte, pensando al giorno dopo del referendum. Crea Parisi come candidato a sindaco di Milano, poi dopo la sconfitta lo lancia nell’ agone italiano. Tutti i media guardano a lui come nuovo leader del centrodestra. Tutto sbagliato. Come avrebbe detto Bartali. Con un volteggio da vero acrobata il Cavaliere scarica Parisi. Ma subito dopo, non contento, dichiara che in Italia vi è un solo vero leader: Matteo Renzi. Umilia i suoi colonnelli e si autolimita. Pronto a trattare col premier sulla legge elettorale. Forse con l’ idea di salvare se stesso ed una pattuglia di fedelissimi che diventerebbero determinanti con un sistema proporzionale che non assegni una maggioranza parlamentare. Ultima mossa, tutta milanese, appoggia il sindaco Sala sulla sicurezza. Salvini e Parisi oltre a litigare quotidianamente procedono nel loro percorso col rischio di trovarsi prima o poi davanti ad un muro invalicabile. A sinistra Bersani è per il No, ma non vuole le dimissioni del governo se perdesse il Si. Chiede a Renzi di andare avanti. Grillo tifa per Trump e fa gaffe sulle proprietà vaticane e deve occuparsi delle firme di Palermo. Ma rimane, il partito ritenuto vincente in tutti i sondaggi. Tutto nel frullatore. E la gente normale? Guarda basita. Non capisce. Non vede i problemi di ogni giorno affrontati. Non è interessata a questi giochetti. Nauseata si incazza sempre di più contro il palazzo.
La politica nel frullatore
La gente normale guarda basita e si incazza contro il Palazzo. Non capisce. Non vede i problemi di ogni giorno affrontati. Non è interessata a questi giochetti.
Roberto Caputo

Come sottolinea Marzio, i problemi ci sono e non sono soltanto quelli della gente comune. C’é un problema in Italia che si chiama Renzi & C,, e altri loschi figuri in declino che dicono cazzate tanto per restare a galla. Sevile il si di Veltroni, fuori di testa quello della Bonino (per me ha fatto testa o croce per decidere) e non fidiamoci dei sondaggi. La parte servile, i servi, sono forse la maggioranza, quelli che hanno paura di perdere il posticino di lavoro mal pagato e precario e che temono nella vottoria del NO il licenziamento, come se il si potesse salvare loro il posto e lo stipendio……i servi votano SI, ma in Italia ce ne sono troppi, quindi non è ancora finita. Nel mio piccolo ho convinto ieri un collega che non voleva votare a votare NO, è su quelle persone che si gioca la battaglia.
Attenzione che la verità dei problemi non sia ipocritamente invocata per spengere l’incendio che invece è vero, e non lo schermo della costituzione ma la permanenza al potere di una banda di cialtroncelli. Come è strano che i mutamenti redazionali di Pensalibero siano avvenuti in concomitanza col referendum, anche se dietro possono darsi ragioni personali. Comunque: SOLO I SERVI DICONO SI’.
Si incazza od e’ apatica, ma la maggioranza partecipa ai giochetti in un modo o nell’altro, altrimenti non alimenterebbero partitini e partitelli sperando di prendere almeno qualche briciola,