Le comiche. Quando per caso a casa mia mi capita di accendere la televisione e sentire le conversazioni e le idee che escono fuori dai reality show tanto in voga, come il Grande Fratello, rimango esterefatto dalla pochezza, semplicità e minima cultura che fuoriesce dalle bocche dei partecipanti. E mi chiedo, di conseguenza, su quale base meritocratica vengono scelti i concorrenti, ammesso che ci sia, una base meritocratica. Ne dubito. Tuttavia devo ricredermi quando, aprendo i giornali, leggo le frasi che fuoriescono dalle bocche degli esponenti della classe dirigente di questo Paese. Quasi non c’è differenza. Una cosa è certa: o i politici italiani di oggi dovrebbero andare tutti nella casa del Grande Fratello, oppure i concorrenti dei reality show potrebbero perfettamente decidere le sorti del Paese. Che fare? non ne ho idea, e nessuno credo l’avrebbe, perchè quando, aprendo i giornali, si legge che su questioni di rilevanza internazionale come la guerra in Libia, il Presidente del Consiglio prendendo una decisione importante come quella di fare un accordo con la Francia di Nicolas Sarkozy per permettere ai nostri raid aerei di poter sparare in Libia, con il consenso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, le conversazioni della classe politica non possono assolutamente contenere affermazioni del tipo ” Ormai siamo una colonia francese” come a far capire che in decisioni importanti e delicate come queste in cui si deve decidere la vita di molte persone, bisogna tener conto di come apparire ai danni degli altri Paesi rispetto all’importanza della decisione stessa. Oppure frasi tipo ” Gli americani vadano a bombardare da soli”. Ma rimango ancora più esterefatto se tengo conto che la persona che pronuncia tali idiozie è il Ministro per le riforme Umberto Bossi. Un ministro di questo governo. Non un concorrente del Grande Fratello, che, fosse stato così, avrei anche potuto capire. Questa è politica da bar, discorsi di politica tra amici, davanti un aperitivo in un bar di periferia. E invece si tratta dei dialoghi di chi ci governa. E come se non bastasse, riguardo la stessa questione interviene l’opposizione, che, come al solito, non controbatte ciò che afferma la parte opposta; non dice la sua in merito alla questione; non propone qualcosa di diverso a ciò che è stato affermato; non nega, e non concorda. Cosa fa? è chiaro, conta i voti ” La maggioranza non c’è più dopo le parole di Bossi” afferma infatti Dario Franceschini, presidente dei deputati del Partito Democratico. Esattamente come al solito: non un parere al riguardo, non una proposta, non un’idea. Niente di niente. Perfettamente in linea, con il Grande Fratello. Ma se davvero politica e spettacolo sono allo stesso livello, se davvero oramai non c’è più alcuna differenza, allora mando in nomination tutta la classe politica, dal primo all’ultimo, e invito anche voi a votare da casa.
Giuseppe Ferone

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