
Franklin Delano Roosevelt dovette rassicurare un Churchill sbigottito per le concessioni date ai russi a Yalta. Per Roosevelt, ne era davvero convinto, Stalin si sarebbe necessariamente democratizzato. Se Roosevelt si fidava di Stalin, perché mai Kissinger, o Clinton avrebbero dovuto diffidare di Putin? Gli americani sono pur sempre connazionali del povero John Reed che per primo spiegò loro la rivoluzione russa come un evento meraviglioso della storia. Tutto inizia da lì, dal non essersi accorti che l’ottobre leninista è un colpo di Stato eterodiretto. Né Reed, né Roosevelt, e nemmeno Kissinger avevano poi seguito gli sviluppi del primo congresso del Pcus conquistato il potere. Tutti quei vecchi bolscevichi si accusavano fra loro di bonapartismo e tutti avevano ragione. Non fosse che Bonaparte primo console difendeva quei diritti civili che l’ottobre russo nemmeno conosceva. Il centralismo staliniano sarà più feroce di quello zarista. E questo è il modello politico di Putin.
Già nel 2005 Putin disse che la dissoluzione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche era stata “la più grande catastrofe geopolitica del ventesimo secolo”. Se Clinton lo avesse mai immaginato avrebbe fermato Putin, già in Cecenia. George W Bush, lo lasciò sfogare persino in Georgia. Obama gli lasciò distruggere Aleppo e gli regalò la Crimea. Poi ti dicono che la Nato minaccia la Russia. La Nato ha lasciato a Putin fare tutto quello che voleva. Eppure nel documentario “Russia, storia contemporanea”, Putin ha accusato i servizi speciali occidentali di aver apertamente cercato di far “disintegrare la Russia” e rivela una nota autobiografica. Causa il crollo dell’Urss, Putin dovette impiegarsi come autista per integrare lo stipendio. Qualcosa che il suo ego ancora non è riuscito a superare. Gli americani gli hanno spiegato in tutti i modi che ha già perso la guerra in Ucraina e quello vuole andare avanti lo stesso nella sua folle corsa.
Ancora due anni fa Putin ha rivendicato Narva. Narva magari dice poco più di quanto possa dire un nome come Prokovsk. A differenza della ignota Prokovsk, Narva è una città strategica, chiave del mar Baltico dal ‘600 che russi e svedesi si contesero per due secoli interi. Divenuta Lituania dopo la prima guerra mondiale, nel 1944 l’esercito sovietico e le SS vi si scontrarono senza esclusione di colpi. I battaglioni SS erano costituiti principalmente da reparti lituani, estoni, norvegesi e danesi. Attenzione a domani Putin potrebbe dire che bisogna liberare Narva dai nazisti che sono tornati ad occuparla.
Questo bisogna pur spiegarlo a chi in Italia è convinto, come il professor Cacciari, che non si possa fare un’Europa contro la Russia. Quella infatti era la coraggiosa “Giovine Europa” di Mazzini, l’Europa di oggi è pavida e vecchia. Per Mazzini tutti i popoli europei dovevano prepararsi a confrontarsi con un gigante brutale che ancora rivendicava l’unità del trono e dell’altare senza concedere diritti ai suoi cittadini. E Mazzini chi volete che più lo ascolti? Giusto gli inglesi che lo ospitarono, ancora se lo ricordano, non certo gli italiani che lo costrinsero esule. Guardate se c’è un solo cittadino inglese che vuole una Russia europea. Manco Farage.
Riccardo Bruno
Direttore politico de “La Voce Repubblicana”

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