Da principio abbiamo incontrato la temperatura percepita. E tutti ci siamo chiesti, noi comuni mortali non avvezzi ai termini metereologici, che cosa significasse ma soprattutto che utilità avesse, rispetto alla temperatura effettiva. Nessuna, in realtà. Ma è quella che conta sulla pelle. Mentre La temperatura effettiva di un sistema corrisponde alla definizione classica di temperatura in fisica , cioè un indice dell’agitazione media delle molecole che compongono il sistema stesso, la percepita è invece la sensazione di caldo o di freddo che si sente. Che può essere fastidiosa o gradevole.
Ora, dato che noi umani non ci facciamo mancare nulla, siamo giunti a considerare l’atto
del percepire, cioè dell’intendere con la mente o con i sensi, una qualsiasi realtà esterna. Un esempio per tutti, prototipo, archetipico, la percezione del pericolo. Insomma la paura, l’angoscia il panico che si può trasformare in terrore. Ovvero lo stato emotivo di chi si sente insicuro, smarrito di fronte a un pericolo reale o immaginario.
La percezione dunque come atto di acquisizione della consapevolezza e la conoscenza intuitiva di una realtà esterna attraverso i sensi, anche in modo subliminale subconscia o inconscia, la funzione attraverso cui si ottengono informazioni dall’ambiente tramite i cinque sensi.
In psichiatria è il processo psichico che opera la sintesi dei dati sensoriali in forme dotate di significato. Gli assunti allo studio della percezione variano a seconda delle teorie e dei momenti storici. Le principali discipline che si sono occupate di percezione sono la psicologia, la medicina e la filosofia.
E dato che questo sentimento di insicurezza viene percepito, quanto si vuole, da una maggioranza di persone, o siamo tutti pazzi o effettivamente il senso di insicurezza percepito è veritiero. La cronaca, che si dice e si accusa di essere eccessivamente allarmista riporta esattamente gli accadimenti. In modo più o meno iperbolico, se si vuole, magari anche con fini di sciacallaggio politico, come sostiene qualcuno. Ma non si può negare la realtà che ci circonda.
Anzi, è doveroso affrontare tutto quello che percepiamo di negativo e che solo così possiamo arginare, lasciandoci alle spalle qualsiasi forma negazionismo che ci ha portato esattamente dove siamo.
Una tragedia in discoteca.
Per colpa di uno spray al peperoncino. Una moda assurda fra i giovani, con uno strumento che dovrebbe difendere ma diventa, se usato con superficialità o finalità diverse, un’arma impropria. Dopo l’uso in altri eventi passati sarebbero seguiti dei furti compiuti da una banda di balordi che attacca i ragazzini. Senza gravi conseguenze. Ma la scorsa notte, una persona incappucciata spruzza la micidiale sostanza provocando sei vittime e tanti feriti, sette gravi. Cattiveria, stupidità o avidità hanno trasformato una serata di festa in una tragedia. E purtroppo pare che il locale non fosse in sicurezza, come succede troppo spesso. 469 posti 1400 biglietti venduti, uscite di sicurezza ostruite in parte, anche se i gestori negano. Concorso di colpa, certamente.
Nota a margine
Chi sostiene che gli immigrati sono risorse e fanno quello che gli italiani non vogliono fare a basso costo, parla di risorse economiche. Che vengono messe in competizione con i salari, convenienti e adeguati all’altissimo costo della vita degli italiani. E all’esoso costo del lavoro, quando riescono a lavorare.
Vengono dunque, gli immigrati, considerati esseri umani inferiori per chi li vuole accogliere a tutti i costi per sfruttarli. In alternativa vengono consegnati alla malavita. Se non è razzismo questo…
Da un pensiero del giovin signore dalla favella sofisticata e talvolta surreale, o come tale percepita.
Ma non sempre Fusaro recita nel teatro dell’assurdo.
Carla Ceretelli

“Se il senso di questo tuo articolo, che mi dispiace ma rifiuto di leggere”… Non vedo come si possa commentare ciò che non si è letto, dando per scotati propri pregiudizi. Francamente a una prima lettura del commento ho pensato che avessi sbagliato articollo, può capitare. E dunque avevo deciso di non rispondere. E replicare. Poi, ho voluto rileggere estrapolando quella frase e ho compreso…
Comincia a pensare a quando parlano di “percezione della sicurezza”, come se fosse solo un’impressione soggettiva, anziché la voce dell’istinto.
Io a Torrevieja, la città più pericolosa della Spagna, avevo per l’appunto delle sensazioni di pericolo incombente quando i predatori mi puntavano. Stessa cosa alla fermata della Bastiglia a Parigi o a Saint Denis (covo dei terroristi del Bataclan).
Se il senso di questo tuo articolo, che mi dispiace ma rifiuto di leggere (perché nessuno assume volontariamente un veleno, tranne un suicida) è di dare la colpa a Salvini x l’idiota dello spray al peperoncino, caschi proprio male!
Può essere stato un tentativo di rapina quanto un pidiota istruito x sabotare in tal modo la manifestazione della Lega nel giorno seguente. In fondo, il mitico Gianluca Buonanno, assai molesto nel parlamento europeo, avrebbe avuto un “incidente” stradale mortale.
Stessa sorte tra l’altro toccata a Panagulis, l’eroe contro la dittatura greca e uomo della Fallaci, in tempi più remoti.
Poi abbiamo una bella giornalista televisiva bulgara stuprata e uccisa nel parco da un giovane vagabondo che ha negato intenti di tipo politico o altro. Lei guarda caso stava indagando su utilizzo di fondi europei x corruzione, ma se Caino lo nega, chiaro che dobbiamo credergli, no?
Infine Khashoggi, col finto Khashoggi che usciva lemme lemme dal Consolato dove quello vero era stato appena fatto a pezzi.
Se non ti sei accorto, nel 2012 è avvenuto un colpo di stato, e se tu aiuti i responsabili dello schifo di questi anni (l’invasione su tutto) con articoli del genere tu 6 complice e non fai certo il bene del tuo paese.
Prendi esempio dai gilet gialli piuttosto!