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LA NUOVA P2 E’ LA FINANZA MONDIALE

di Rino Formica

di Rino Formica | 11 Luglio 2011

Chi si oppone alla procedura fissata da una legge per la nomina del Governatore della Banca d’Italia?
Il Parlamento, la Corte Costituzionale, l’Unione Europea?
No. Sono degli opinionisti-fondatori di grandi giornali o grandi firme zelanti interpreti dei loro editori.
La Banca d’Italia è più autonoma e indipendente se il suo Governatore è scelto tra i migliori “servitori dello Stato” secondo la procedura della legge o se è prelevato tra gli amici di abili lobbisti?
La risposta facile-facile può darla la colf (una volta si sarebbe detto: la cuoca diLenin) dei grandi veggenti dei gruppi di pressione, sempre più sfacciati ed arroganti.
Una legge dello Stato ha fissato i criteri per la nomina a termine del Governatore della Banca d’Italia.
La filiera decisionale è chiara: il Consiglio dei Ministri, “sentita” (e non d’intesa) il Consiglio della Banca d’Italia, propone al Presidente della Repubblica un nominativo.
Il Presidente della Repubblica decide con suo decreto.
E’ ovvio che in Consiglio dei Ministri, organo collegiale, il Ministro del Tesoro ha potere di proposta.
Pare che Tremonti voglia proporre il Direttore Generale del Tesoro unanimemente ritenuto persona capace e diriconosciuto prestigio internazionale.
La semplice e naturale circostanza che il candidato sia proposto dal Ministro del Tesoro è di per sè sufficiente a declassare i meriti del candidato Grilli.
E’ inaudito!
Per il richiamo alla dovuta collaborazione tra Banca d’Italia e Governo rimando al testo di Guido Carli a cura di Paolo Peluffo (“Le due anime di Faust” – ed. Laterza), dove è possibile trovare sul tema, ampie citazioni di Luigi Einaudi.
Mi chiedo piuttosto, quando si potrà cominciare a parlare con serietà e competenza sul ruolo dei gruppi dipressione esterni al sistema democratico ed interni alle decisioni politiche?
I grandi giornali si sono molto occupati in passato e nel presente delle varie P2, P3, P4 ecc. ma non hanno mai voluto affrontare la questione delle interferenze mirate e delle prediche manipolative dell’informazione al limite dell’aggiotaggio, e dell’intrusione nel funzionamento degli organi costituzionali.
Stancamente si ripetono gli identici schemi di classificazione logica usati nel passato.
Dalla P2 alla P4, passando per una già dimenticata P3, si dà ad intendere che la evoluzione è continua e montante.
Non mi pare che sia così. Anche questo fenomeno associativo politico di limitazione della sovranità democratica e di affarismo di sistema è declassato in forza del degrado del contesto generale.
La P2 aveva alle spalle la NATO, la CIA, pezzi del Vaticano e la benevolenza dei servizi dell’Est.
La P2 era nota a tutte le Istituzioni sin dagli anni ’70. Nessun organo dello Stato, compresa la Magistratura è mai intervenuto sino al giorno in cui nella sede alta di protezione non si decise che bisognava cambiare spalla al fucile.
Tutto ciò avviene dopo il sequestroMoro.
La storia è nota, ma gli storici non ci sono,perchè la loro critica sarebbe innanzitutto autocritica.
Cosa è oggi la P4 e cosa saranno domani tuttele altre P ?
La P4 è senza una forte protezione internazionale, a meno che non si voglia pensare che la CIA possa essere sostituita dalla intelligence di una isoletta dei Caraibi rappresentata da un Lavitola e che la rete dei Nulla Osta di Sicurezza della NATO possa ritrovarsi nella rete dei cancellieri di Procura coordinati dal Dr.Papa.
La P4 è la degenerazione senile delle vecchie formazioni coperte viventi nella guerra fredda.
Quel mondo di relazioni, di compiacenze, dicomparaggio e di affarismi, ha continuato ad operare nel settore degli interessi privati parcellizzati. Fenomeni identici si sono ripetuti all’interno dei grandi organismi di intelligencedell’Est e dell’Ovest.
La funzione classica ricoperta dalla P2 è ora passata nelle mani delle grandi organizzazioni private e pubbliche della finanza mondiale.
La sinistra stia attenta: Berlusconi non cadrà per mano di Bisignani.
Cadrà quando le società di rating avranno deciso.
Esse non guardano ai PM di Napoli e non sopportano quel pratone di Pontida popolato da ministri e amministratori locali, alticci e scanzonati coperti da pelle verde di pecora.
Non ci facciamo distogliere dalle P4.
Il destino dell’Italia si sta giocando nei saloni della finanza mondiale. Pontida ha portato tanta legna ai loro caminetti.
Lettera di Rino Formica su Critica Sociale

Pubblicato in : Primo piano

Info Rino Formica

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    5 Agosto 2011 alle 16:09

    Quale sinistra ?
    Quella piazzaiola e cattocomunista ?
    Non è rimasto altro.

    Rispondi
  2. Gino Di Maro

    13 Luglio 2011 alle 00:05

    Il compagno Formica ha delineato come è degenerato il capitalismo.
    E qualcuno in passato – e forse tutt’ora – sosteneva che il capitalismo è irreversibile.
    Piuttosto la sinistra di questo paese batta un colpo.

    Rispondi
  3. Gino Di Maro

    13 Luglio 2011 alle 00:05

    Il compagno Formica ha delineato come è degenerato il capitalismo.
    E qualcuno in passato – e forse tutt’ora – sosteneva che il capitalismo è irreversibile.
    Piuttosto la sinistra di questo paese batta un colpo.

    Rispondi
  4. Luca Bagatin

    11 Luglio 2011 alle 14:47

    Mi lascia un tantino perplesso quest’articolo di Rino Formica.
    Formica sembra ignorare del tutto che la P2 ed i suoi componenti furono totalmente assolti dalle accuse loro attribuite.

    http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/post/2664479.html

    Rispondi

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