Il declino di Firenze si deve in gran parte alla sua incapacità di farsi centro motore ed aggregante di una più vasta area che è venuta saldandosi in maniera caotica, non governata, nel corso dei decenni. Copre quasi per intero le province di Firenze, Prato e Pistoia. Sorvolandole, soprattutto di notte, con le luci che ne disegnano come un’ossatura, appaiono come una unica metropoli. Alla quale manca però l’essenziale: una mente unica che ne governi il presente e pianifichi il futuro.
Eppure, le potenzialità, già così e nonostante il declino conseguente alla crisi degli ultimi anni, sono grandi. Queste tre province, su dieci che ne conta la Toscana, sfiorano dal punto di vista economico la metà dell’intera regione e rappresentano ancora la terza o quarta area industrializzata d’Italia.
Ecco pochi e significativi numeri: oltre un milione e mezzo di abitanti; 145 mila imprese;656 mila occupati; 45 miliardi e mezzo di valore aggiunto; movimento turistico che sfiora 18 milioni di presenze annue (in crescita); quasi 16 miliardi di esportazioni.
Questo enorme patrimonio di cultura, capacità produttive e tecnologiche, livelli professionali degli abitanti, se governato unitariamente mediante un efficace e continuo coordinamento, farebbe di Firenze un nuovo centro di attrazione a livello europeo.
Oggi è possibile e necessario farlo puntando in primo luogo su un efficace sistema di trasporti che faccia perno sulla rete ferroviaria esistente, da utilizzare come. metropolitana di superficie per le province di Firenze, Prato e, Pistoia.
Non si tratta di creare un nuovo Ente amministrativo, secondo fallimentari esperienze del passato. Si tratta di dare vita ad un coordinamento tra le amministrazioni già esistenti che funzioni da cervello pensante per programmare trasporti e allocazione delle funzioni in maniera più economica ed efficace. I cittadini di queste province, ovunque residenti, devono potere organizzare la loro vita sfruttando le potenzialità offerte dall’intero territorio: lavorare a Firenze abitando sulle colline pistoiesi; scegliere un evento culturale tra le opportunità offerte da tutta l’area quale che sia la residenza; frequentare la modernissima biblioteca realizzata nell’ex area Breda di Pistoia anche partendo da Firenze o Prato; scegliere la scuola secondaria ben oltre il raggio del proprio comune di residenza; spalmare sul territorio l’enorme flusso turistico, etc.
Firenze non può limitarsi a “subire” l’enorme flusso di traffico con soluzioni precarie e di emergenza. Ogni giorno entrano a Firenze 83.000 veicoli, una fila di 347 Km, come andare da Firenze a Torino. L’afflusso di auto private da fuori condiziona fortemente il funzionamento dei servizi di trasporto urbano e “costringe” i fiorentini a ricorrere anch’essi alle loro auto. Ed è così che Firenze è diventata la città con il maggior numero di auto private in circolazione: 700 automobili ogni 1000 abitanti nel 2017. La vera soluzione consiste nel programmare il proprio futuro, con l’obbiettivo di sostituire ai mezzi privati quelli pubblici, ripensando il sistema dei trasporti nel più ampio contesto delle province di Firenze, Prato e Pistoia.
Perno del nuovo sistema di trasporto di questa vasta area sarà l’anello ferroviario già esistente. Le moderne tecnologie permettono di trasformarlo in una metropolitana di superficie, cioè treni che nelle ore di punta passano ogni 15/ 20 minuti.
I costi di investimento sono contenuti e la redditività sia economica che sociale è elevata: quindi si può e si deve fare.
La ferrovia collega già adesso 40 città toscane, fra le quali centri fondamentali per abitanti e apparato produttivo come Sesto, Prato, Pistoia, Montecatini, Lucca, S. Giuliano, Navacchio, Cascina, Pontedera, Pisa San Miniato, Empoli, Montelupo, Carmignano, Signa.
Dentro Firenze collega S. Donnino, le Piagge, S. Maria Novella, Campo di Marte, Le Cure, Statuto, Castello.
Da varie di queste stazioni urbane ci si collega al Mugello con la Faentina, e dalla linea Pontassieve a tutta la val di Sieve ed al Valdarno.

La stazione di carmignano è chiusa da anni…..