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LA “MULTI ORGAN FAILURE” ITALIANA

L’era dei piccoli e grandi potentati diffusi.È ancora una democrazia malata la nostra o stiamo vivendo una sorta di fascismo postmoderno?
Di Cesare Greco

di Cesare Greco | 5 Luglio 2010

Domanda: in uno stato in cui il diritto ognuno lo mena come gli pare e lo tira come un sacchetto di pelle elastica, quale affezione verso una democrazia del non diritto dovrebbero nutrire i cittadini? Non è che il fascismo si affermò e soprattutto ottenne il successivo consenso perché Mussolini era alto, biondo e con gli occhi azzurri. In una condizione di caos sociale e con il governo alle corde, i fascisti garantivano il rispetto delle regole, le loro certo, ma comunque regole.

La convivenza civile è una cosa che la democrazia rende più bella, dignitosa e libera, che abbiamo imparato ad amare vivendola, ma se le istituzioni pretendono di imporre regole che loro stessi non osservano o peggio ne stabiliscono di due tipi, per i propri rappresentanti e i comuni cittadini, allora mi chiedo cosa resta della democrazia e cosa la distingua dalla oligarchia in salsa corporativa. La democrazia piace al popolo, ma quando il popolo ne percepisce lo svuotamento dei contenuti e la sua riduzione a parola vuota e semplice paravento, tra le opzioni non democratiche sceglie quella che gli garantisce una maggiore tranquillità e sicurezza.

Ma quali sono i limiti oltre i quali una democrazia da malata diviene comatosa e poi muore? E quando il coma può essere giudicato ancora reversibile? E con quali strumenti? La ma impressione è che la nostra sia entrata in quella fase della patologia denominata “multi organ failure”, quando cioè il malfunzionamento di un organo o apparato finisce per influenzare il funzionamento degli altri fino all”instaurarsi di un circolo vizioso nel quale è difficile stabilire dove iniziare ad agire. Come è cominciato tutto? Qualcuno lo sa? E” vero che mani pulite fu un”aberrazione, che ha finito per scatenare una reazione a catena, e probabilmente è stato anche il momento in cui si è scompensato l”organo della giustizia che ha innescato la sindrome multiorgano, ma l”humus su cui il fenomeno nacque e si sviluppò era pronto, il terreno già arato e il Raphael ne fu la dimostrazione finale.

L’organismo sociale presentava una grave deficienza immunitaria provocata dal virus del progressivo scadimento di una classe politica che pure aveva garantito la rinascita post bellica.

Oggi abbiamo una giustizia che va per suo conto in base alla politica delle organizzazioni dei magistrati, una classe imprenditoriale che negli anni trascorsi è cresciuta più con l’assistenzialismo di stato che per reali capacità manageriali, una classe politica che si auto referenzia, usa per se i nostri soldi e ci propone la scelta tra candidati nominati nei listoni preparati dai capi partito. Certo non c”è più il listone unico del ventennio, ma listoni diversi che si differenziano per vuote parole d”ordine, non certo per diverse concezioni e pratiche politiche.

E allora mi chiedo: è ancora una democrazia malata o ci troviamo a vivere una sorta di fascismo postmoderno, dominato da piccoli e grandi potentati diffusi, che del fascismo ha assunto solo la dimensione antidemocratica e che nel confronto con l”originale perde, fra l’altro, proprio sul piano del “fare”?
In sostanza si ha l’impressione che a governare sia un unicum diviso in gruppi di potere che “nominalmente” appartengono a schieramenti, diciamo, politici diversi ma la cui politica non si differenzia in nulla se non nell”alternarsi dei gruppi che si dividono il bottino.

Cesare Greco ( da Terza Repubblica – quotidiano on line di Società Aperta )

Pubblicato in : Primo piano

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