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La misura dell’importanza

di Fabrizio Binacchi | 15 Gennaio 2012

Dimentichi più o meno volutamente a casa il tuo cellulare per un giorno. La sera quando rientri verifichi il numero delle cosiddette “chiamate perse” . Se sono più di 50 siete indispensabili. Se sono meno di 10… Ma ci sono attenuanti, aggravanti e precauzioni. E attenti alla psicosi da prova.

QIM, Quoziente di Importanza. Si misura così. Dimentichi più o meno volutamente a casa il tuo cellulare per un giorno, almeno 12 ore, ti assicuri che in quel giorno non ti capita a casa nessuno che abbia le chiavi in copia, o la donna delle pulizia, o altri viventi meglio non indagare; ti assicuri inoltre che eventuali animali domestici tipo la cagnolina Ginger o il felino Giulio Cesare (tanto Nerone è pigro e non lo noterebbe nemmeno) non siano in grado di raggiungere con zampe e bocca il bocconcino tecnologico. La sera quando rientri verifichi il numero delle cosiddette “chiamate perse”, così come sono normalmente definite in italiano dai software più diffusi di telefonini. Ora. Se le chiamate perse sono meno di dieci , spiace dirvelo, non contate assolutamente nulla. Almeno sulla scala della cultura della comunicazione vigente. Se le ambite chiamate perse sono tra le 10 e le 15 unità siete minimamente importanti. Dalle 15 alle 20 chiamate perse sete mediamente importanti dalle 20 alle 30 chiamate perse siete importanti. Dalle 30 alle 45 chiamate perse  siete decisamente importanti. Oltre le 50 chiamate perse in 12 ore di telefonino dimenticato siete indubbiamente indispensabili. Quindi non dimenticate più il cellulare a casa. A meno che non vogliate ripetere l’esperimento. A questa scala, che ovviamente non ha nulla a che spartire con la piramide di Maslow, oppure un po’ sì, dovete applicare qualche attenuante e qualche aggravante. Spieghiamioci: al numero delle chiamate perse dovete sottrarre, per evidente segno di interesse concomitante, gli eventuali sms di comunicazione parallela. Vanno aggiunte come chiamate perse di ulteriore peso le chiamate perse dallo stesso numero dalla terza in su attribuendo valore uno più uno. Insomma: ricerca urgente. Dalla quinta in su: ogni chiamata vale due a uno in quanto ricerca ossessiva. Dalla settima chiamata in su dello stesso numero non per ragioni di lavoro dirottate il numero direttamente all’amico psicologo più vicino. Cautele, effetti collaterali e possibili psicosi.

Cautele. E’ bene ripetere eventualmente l’esperimento in tre tappe di cui due giorni feriali e un festivo, Un giorno feriale ad inizio settimana, metti martedì o lunedì e uno a fine settimana, preferibilmente il venerdì. La stagione sceglietela voi. Effetti collaterali: evitate di chiamarvi al telefonino dimenticato a casa da un numero fisso come utente anonimo o sconosciuto perché poi tanto la vostra coscienza vi smaschererà. Inoltre evitate di scrivere su Facebook che avete dimenticato il telefonino perché almeno il 25 per cento dei vostri amici di Facebook  proverà a chiamarvi per vedere se è vero. Se pensate di fare risultato così siete squalificati in partenza.  Evitate di dimenticarlo il giorno successivo per vedere se va meglio il giorno dopo. Qui il “domani” non sempre è un altro giorno. Ultimissima precauzione ma fondamentale: siate accorti di dimenticare il telefonino con un po’ di batteria ancora carica. Altrimenti avrete buttato un giorno di prova e vi ritroverete leggermente depressi. Buona QIM a tutti. Oh, sappiatemi dire in Face , non al cel.

Pubblicato in : CornerBlogTag: cellulare, chiamate perse, giulio cesare, importanza

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marzio Siracusa

    17 Gennaio 2012 alle 20:23

    L’articolo è pieno di spirito ma anche pericoloso perché aizza all’emulazione per gioco, e un gioco emulato non è più un gioco ma un rito, e un rito sociale è terribile abitudine.

    Rispondi
  2. Chiara

    15 Gennaio 2012 alle 23:43

    E poi, come hai scritto su Fb, apprestatevi a vivere una giornata in perfetto stile anni Ottanta…il che e’ il miglior risultato del test:))

    Rispondi

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