Era inevitabile e molti l’avevano previsto non solo esperti di stile e osservatori di costume: la mascherina è diventata un pezzo di moda. Colorata, disegnata, frimata, logata, a volte smodata.
Non si indossa alla perfezione ma è diventata un oggetto di stile. Gli esperti di sanità e prevenzione ricordano in tutte le salse che la mascherina per avere una funzione di filtraggio deve essere costruita e concepita in un certo modo e con un ben determinato materiale e quindi quella chirurgica oppure quelle a filtraggio più stretto tipo le FFP2 e 3, i cui codici abbiamo imparato nei duri mesi di confinamento, ma molti hanno optato per l’accessorio di stile in aggiunta o in sostituzione.
Accessorio ovviamente colorato o a tinta unita, dalle forme e dalle dimensioni più disparate. Sono in commercio anche mascherine di aziende e associazioni, di ristoranti e alberghi, di gruppi sportivi e con i loghi più impensati. Ci sono signore che passeggiano con le mascherine leopardate magari in tono col bermuda o gli occhiali, ci sono signori che indossano la mascherina della squadra del cuore che la sera prima ha perso rovinosamente ma vabbè, si sopporta per l’amore di campioni.
Poi ci sono mascherine chiare di pizzo tra il rosa e il beige dalla dubbia e più che ambigua individuazione funzionale e poi ci sono le mascherine in cui puoi stampare i tuoi affetti l’occhio del bambino il muso del tuo bau bau, il tuo micino, un tramonto memorabile con l’amore che fu.
Mascherina come testimonial. Elegante la mascherina grigio chiara con il logo del ristorante e pizzeria sul lungomare della capitale della vacanze per tutti camerieri baristi e titolari. Sembrava una sfilata di moda, a camminata veloce e con equilibrismo di piatti fumanti. Manichini ossibuchivori di memoria gaddiana. Peccato che, dato il caldo e data l’ansia da comunicazione, molti non riuscivano a tenerla da naso a gola e i più se la lasciavano cadere sotto il mento e chi resisteva spesso la stiracchiava in zona labbra naso.
Normale sentire oppressione al volto soprattutto nelle sere calde e mentre si lavora. Singolare visione davanti a un bar di un signore con mascherina allentata sotto il labbro inferiore e un bella sigaretta accesa al confine dell’apparato protettivo. Varietà delle varietà sia in materia di mascherine sia in materia di applicazioni umane.
Molti villeggianti sono ligi e rispettosi: portano le mascherina fino all’ombrellone e se le tolgono solo quando si radunano con congiunti e parenti vari. Naturalmente niente mascherine durante il bagno anche se qualche signora e qualche signore che vuole solo camminare a pochi metri dalla riva la porta senza problemi. Bambini piccoli e adolescenti indossano le mascherine su indicazioni di mamma e papà, un po’ meno i ragazzi e i giovani anche se per tutti loro è lì pronta al braccio o al polso, una specie di ricorso all’emergenza in caso di necessità.
Ovviamente molti moltissimi direi una buona maggioranza ricorrono alle mascherine certificate quelle chirurgiche e questo è bello. Ed è anche un bel segno il fatto che le indossano con cura e correttezza estensiva portando il lato alto dal collo del naso e il lato inferiore sotto il pento e così anche tra amici e conoscenti possono parlare liberamente seduti al bar o su una panchina. Perché il problema è quando si incrociano gli altri a meno di venti centimetri da bocca a bocca per cui anche camminando con la possibilità piuttosto frequente di incrociare facce a meno di un metro sarebbe bene tenere la mascherina anche in giro, perché non è raro incrociare persone che improvvisamente si mettono a tossire e a sternutire senza avere il tempo o l’accortezza di ripararsi con gomito o altro. Insomma prudenza e vigilanza anche con le mascherine alla moda.
Altro momento delicato della fase normalità è quello dell’ordinazione e del servizio al bar, al ristorante e ai pub. Benissimo i tavoli distanziati non sempre e non ovunque, benissimo i tavoli all’aperto c’è una corsa per occupare gli spazi in cortile o in riva alla strada visto che molti comuni hanno deciso di dare il dehor gratis per quest’anno, ma attenzione alle fasi di avvicinamento e di contatto nel momento di ordinare e nel momento in cui si è serviti. Sono i momenti caldi in cui per chiacchierare, ringraziare apprezzare abbassiamo tutti le mascherine e abbassiamo le difese tra noi e tra noi e gli altri.
L’altra sera ho visto un cliente entusiasta che ha ringraziato l’avventore con un abbraccio e un quasi bacio sulla guancia e una vigorosa stretta di mano. Non ho idea se fossero stati congiunti in passato o siano congiunti adesso, certo tra persone che non si conoscono in tempi di Covid un saluto così stretto ed affettuoso non sono consigliabili e non sono conciliabili con le norme generali di prudenza e di avvertenza.
Speriamo nella prudenza cosmica e nella fortuna che deve essere bella bendata per non vedere i tanti assembramenti e accalcamenti che in giro si sono prodotti. Quindi ben vengano le mascherine da esibizione con con bau bau sul mento ma attenzione a usare e tenere le protezioni giuste quando il rischio potenziale è dietro l’angolo anzi davanti al viso. Buona vacanza, con prudenza e mascherina.
Fabrizio Binacchi

Lascia un commento