“Di fonte all’incapacità dimostrata dal Governo Berlusconi, occorre che la Toscana dia un segnale forte e coraggioso al Paese e punti sulle nuove energie aggiornando il piano energetico regionale del 2000 e garantendo forti incentivi all’industria regionale per la ricerca e la produzione di impiantistica e tecnologie per il risparmio e la razionalizzazione delle risorse energetiche e per lo sviluppo delle fonti rinnovabili”. E’ quanto ha affermato il Presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio Regionale Erasmo D’Angelis (Margherita) concludendo a Prato i lavori del convegno regionale “L’emergenza climatica ed energetica” organizzato da Regione, Provincia e Comune di Prato. “La Toscana – ha spiegato D’Angelis – ha già oggi una condizione energetica che ci consente prospettive di crescita delle fonti rinnovabili e di garantire maggiore efficienza mettendoci al riparo da black out e rischi di crisi energetica. Occorre rinnovare il parco delle centrali termoelettriche che garantiscono il 72,4 per cento dell’energia elettrica totale per ridurne le emissioni di anidride carbonica e occorre incentivare le fonti rinnovabili. Noi produciamo il 23.6 per cento di energia grazie alla geotermia di cui abbiamo il monopolio europeo, e appena il 4 per cento con quote di eolico, solare e biomasse. Possiamo fare molto di più assicurando un fabbisogno energetico diversificato che metta fine ai monopoli”. In dettaglio, spiega ancora D’Angelis “l’eolico può contare su 92 giacimenti potenziali. L’uso del solare termico potrebbe far dimezzare i consumi energetici nel settore civile entro il 2010 grazie agli incentivi previsti nella legge urbanistica regionale che consente l’aumento del 10 per cento delle volumetrie di una abitazione dove si dimezzano con fonti alternative i consumi energetici, ovviamente quando l’aumento è permesso dalle norme urbanistiche. Anche la produzione di energia idroelettrica potrebbe raddoppiare grazie a piccoli impianti idroelettrici (i siti favorevoli all’installazione sono 45), mentre ampi margini esistono per l’utilizzo di materiale vegetale (biomasse) come combustibile, per ora sfruttato in modo marginale, malgrado la Toscana sia la Regione italiana più dotata di foreste. Esistono poi spazi rilevanti per la realizzazione di impianti di cogenerazione con la produzione combinata di energia elettrica e di calore. Anche l’energia recuperata dai rifiuti potrebbe arrivare ad essere fino a 22 volte quella prodotta oggi”. “Insomma, sono maturi – conclude D’Angelis – i tempi per la firma di un vero e proprio Patto regionale per l’energia e l’ambiente con cui istituzioni, mondo dell’industria, forze economiche e sociali, associazionismo ambientalista e dei consumatori possano sottoscrivere obiettivi da perseguire insieme. Un Patto che avrebbe una ricaduta positiva per l’occupazione: già oggi, utilizzando soprattutto le leve dei fondi europei, è possibile in Toscana ipotizzare circa 19 mila nuovi addetti nei settori della tutela e valorizzazione ambientale e del risparmio energetico. Molto del futuro energetico è nell’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili”.
Ufficio stampa Francesco Di Costanzo
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