
Finalmente circola un testo scritto.
Se è vero quello che si legge su alcuni giornali è una legge di bilancio ben diversa da quella che finora gli esponenti del governo ci hanno voluto far credere; usando una tecnica di comunicazione definita “annuncite”, secondo cui si annunciano cose mirabolanti e giuste e belle, che i media compiacenti regolarmente rilanciano, allo scopo di creare una cortina di fumo e coprire la miseria dei provvedimenti effettivi che verranno poi realmente assunti.
Sembra certo che non ci saranno 100 euro in più in busta paga, ma aumenti risibili di 1,38 euro al mese per un salario lordo di 20 mila euro all’anno, invece ci sarà una perdita di 6,86 euro per un salario lordo di 31 mila euro (89,18 euro in meno all’anno), un taglio di 25,49 euro per un salario lordo di 35 mila (331,37 euro in meno all’anno).
Gli enti locali, Regioni, Comuni e Province, che erogano servizi essenziali per i cittadini si vedranno tagliare 600 milioni di euro.
Ci sarà invece un aumento dell’IVA dal 5 al 10 per cento per i prodotti per l’infanzia e per gli assorbenti.
Quanto alla sanità l’aumento di 3 miliardi servirà a coprire con 2,4 miliardi i nuovi contratti e con 600 milioni una maggiore spesa a favore del privato.
Sono queste solo alcune perle che ci riserva il governo per l’anno prossimo, che non brillano certo né per serietà né per intelligenza né per senso di giustizia.
A tutto questo si deve aggiungere che l’equilibrio di bilancio dovrebbe essere assicurato attraverso privatizzazioni per un valore stimato di circa 20 miliardi.
Come definire questa manovra?
Si tratta, a mio avviso, di un mix ideologico, per certi aspetti nuovo, di destra estrema fatto soprattutto di liberismo, di un residuo sociale come vago sentimento a favore dei poveri e di un falso rigore dei conti che non reggeranno alla prova dei fatti.
Di fronte a questo, chiedere una visione per il futuro del Paese è semplicemente tempo perso.
Ma allora perché questo governo dura ed è sostenuto dagli USA, dalla finanza internazionale e dalla parte più conservatrice della Unione Europea?
Semplicemente per le sue posizioni nettamente filoatlantiche, al seguito degli americani.
La verità è che per Meloni finché c’è guerra c’è speranza e tutto lascia pensare che nulla accadrà finché non si saranno tenute nel 2024 le elezioni europee e quelle presidenziali negli Stati Uniti.
Intanto si esercita un po’ di fuoco amico, interno alla maggioranza, della Lega e di Fratelli d‘Italia.
Per ora si vede solo qualche bagliore sul piano personale che fa tanto innervosire la premier ma i tempi non sono maturi per farla cadere.
Ci sono tutti gli elementi per fare un’opposizione seria e concreta in Parlamento e nel Paese, che non faccia sconti al governo e prepari una proposta politica e programmatica alternativa.
Enrico Rossi

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