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La maestrina di Motta Visconti

di Giacomo Properzj | 14 Settembre 2015

Sovversiva, socialista rivoluzionaria, fascista, repubblichina, scapigliata, impressionista, forse lesbica certamente disperata è stata la più grande poetessa italiana del ‘900 alla faccia del politicamente corretto!

Ada Negri morì a Milano nella notte tra il 10 e l’11 gennaio del 1945. Due giorni dopo al suo funerale c’era pochissima gente: qualche autorità della Repubblica Sociale a cui lei aveva aderito, i parenti e pochi altri. Eppure si trattava di una Accademica d’Italia, la prima e l’unica donna che fece parte di questo altissimo consesso culturale. Tutti possono ancora vedere il suo volto serio e smunto in mezzo a Guglielmo Marconi e a Giovanni Gentile nelle fotografie dell’epoca ma l’Italia, in quel momento era all’estremo della tragica vicenda della Seconda Guerra Mondiale: dopo un paio di mesi di quel tetro inverno pieno di neve gli Alleati avrebbero sfondato la linea gotica e l’Italia settentrionale sarebbe insorta contro i fascisti. In Germania Berlino stava per essere accerchiata e la fine dell’incubo nazista era ormai questione di settimane. Tutti lo sapevano e si apprestavano, in vario modo e con vario animo, a vivere una nuova situazione. La Poetessa, che era stata per tanti anni sugli altari della letteratura, cominciava ad essere dimenticata. La sua adesione al Fascismo, che ne aveva favorito il successo, ora diventava una colpa, i suoi libri non sarebbero più stati pubblicati, nelle scuole per molti anni non si sarebbe parlato di lei così come nel mondo della cultura secondo lo stile fazioso che ha sempre accompagnato la nostra storia.

Ada Negri, nata nel 1870, aveva avuto un rapido anzi rapidissimo successo perchè a 25 anni era già la più nota poetessa italiana. Successo determinato dalle sue prese di posizione in politica, molto cariche di impegno sociale e di polemica contro lo stato borghese e, in generale, contro i ricchi. Nell’ottobre del 1888 fu nominata insegnante elementare a Motta Visconti, aveva una classe di 107 allievi. 107 energumeni che parlavano solo il dialetto, camminavano a piedi nudi e che, ovviamente, non riusciva a controllare se non con l’aiuto di qualche collega. Da Motta mandò al Corriere della sera la poesia “Gelosia”, aveva già pubblicato qualcosa sul Fanfulla da Lodi, il direttore Barbiera del supplemento letterario Illustrazione Popolare la pubblica con un lusinghiero giudizio.

Un anno dopo la scrittrice e letterata Sofia Bisi Albini viene a Motta per conoscerla e da quel momento partono una serie di giudizi positivi sulle maggiori riviste letterarie italiane. Nel ’94 il giovane anarchico Sante Caserio di Motta Visconti uccide il presidente della repubblica francese Carnot si attiva immediatamente una polemica dei giornali clericali contro la Negri accusandola di aver influenzato in senso sovversivo Motta Visconti e il giovane Caserio. Il Secolo e il Corriere della Sera la difendono, Caserio nato nel ’73 non era mai stato suo allievo, ma tutta questa polemica non fa altro che aumentare la fama della giovine “Vergine Rossa” che incomincia ad essere tradotta anche all’estero.

La Negri, ansiosa e affannata, è forse più mutevole di quanto non si creda e il suo odio per i ricchi è forse più che altro invidia. Nel 1896 quando le scrive il ricco industriale biellese Giovanni Garlanda che, senza conoscerla neppure, la chiede in sposa accetta e si trasferisce nella tradizionalmente borghese villa di lui dove avrà due figlie Bianca e Vittoria. La seconda morirà ancora bambina.

Il matrimonio con Garlanda, come era immaginabile, dura poco. Allora Ada Negri si trasferisce in volontario esilio a Zurigo al seguito della figlia Bianca. Alla fine della Prima Guerra Mondiale ritorna in Italia e riprende i contatti, che non aveva mai interrotto con le amiche “sovversive”: Anna Kuliscioff che avrà su di lei una grande influenza positiva nel senso letterale della parola perchè la dottoressa russa era notoriamente positivista. Riprende contatto anche con Margherita Sarfatti molto autorevole nel mondo culturale milanese che gli presenterà, vedi un po’, Benito Mussolini. Questi, all’uscita del libro Stella Mattutina che è l’autobiografia giovanile della Negri con tutti i suoi risvolti di frustazioni sociali, scrive una lunga recensione entusiastica sul Popolo d’Italia il 9 luglio del 1921. Poco prima o poco dopo secondo la testimonianza da me raccolta della maestra Cecilia Monguzzi Ada Negri viene a Motta, ci ritornava spesso, accompagnando Mussolini: una riunione in una delle molte osterie del paese con un piccolo gruppo che gli resterà fedele fino alla fine.

La mia opinione letteraria è uguale a zero, cioè, come dice Averroè, è uguale al nulla ma se posso dirla allo stesso preferisco le prose di Ada Negri alle sue poesie. Nella prosa si rivela uno stile moderno direttamente collegato alla Scapigliatura e dei soggetti, per l’epoca, molto avanzati e di intenso valore psicologico sebbene la scrittrice, conosceva Ibsen, ma non Freud e la psicanalisi. Ci sono due libri di racconti che raccomando a me stesso e sono Le solitarie del 1917 e Sorelle del 1929. All’interno delle Sorelle c’è un lungo racconto intitolato “La cacciatora” che descrive la vita della piccola comunità femminile (e anche un po’ femminista) mottese del 1890 in contatto con il personaggio anomalo della Cacciatora un’americana che passava la giornata con il fucile in spalla e il cane bracco ai suoi talloni. Tempi dunque felici per i cacciatori mottesi che oggi non trovano più niente.

Bene ha fatto l’Amministrazione di Motta Visconti ad organizzare per il 25 settembre una rievocazione della “Maestrina di Motta Visconti” con letture di alcuni suoi testi e accompagnamento di romanze dell’epoca. Bene ha fatto questa Amministrazione perchè la quasi dimenticata poetessa, sovversiva, socialista rivoluzionaria, fascista, repubblichina, scapigliata, impressionista, forse lesbica certamente disperata è stata la più grande poetessa italiana del ‘900 alla faccia del politicamente corretto!

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: Accademia d'Italia, amministrazione, anni, benito mussolini, corriere della sera, estero, fascismo, Gentile, germania, giornali, guerra mondiale, Hashtag: Ada Negri, il corriere della sera, Il secolo, incubo, italia, Kuliscioff, Marconi, milano, mondo, mussolini, nato, RSI, Sante Caserio, Sarfatti

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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