La Lombardia è la regione più importante d’Italia. Sia economicamente che politicamente. Infatti in Lombardia è stato nominato per la prima volta senatore Umberto Bossi e da quella elezione è partita la corsa della Lega.
In Lombardia è nato il miracolo industriale di Silvio Berlusconi, prima con l’edilizia, poi con la Tv. La Lombardia è governata da trentanni dal centrodestra. Milano ha avuto per 10 anni sindaco Albertini e poi Letizia Moratti. E proprio la Moratti ha scombinato i giochi. Chiamata in Regione durante la fase acuta della pandemia per ridare immagine alla giunta e con la promessa di una candidatura a presidente in sostituzione di Attilio Fontana si era trovata a scontare i giochi politici nazionali.
La candidatura non c’era più. Letizia Moratti ha sbattuto la porta e se ne è andata. Ha messo in piedi una sua lista civica e si è candidata a presidente, con l’appoggio immediato di Calenda e del Terzo Polo. Il tavolo era saltato. Soprattutto perchè in 5 anni di opposizione, il PD e il centrosinistra non erano riusciti a costruire un candidato alternativo al centrodestra. Alla fine il PD ha scelto dopo mille tormenti: niente primarie e il nome è quello di Majorino, il candidato più a sinistra che ci fosse disponibile.
I grillini non hanno ancora deciso, ma in Lombardia contano poco. La partita sarà breve, si voterà a febbraio, ma sicuramente molto intensa. Ogni colpo è permesso. Molti esponenti della sinistra e del PD avevano fatto un appello per convergere sulla Moratti. Ma così non è andata. Il fattore Moratti potrebbe essere determinante.
Roberto Caputo

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