In Italia, sia i politici e sia i magistrati predicano la pace e contestualmente organizzano la guerra. Difficile è capire come si sviluppa, nello scenario umano, tale deplorevole fenomeno. La storia umana è piena di fatti delittuosi tra singoli individui, tra piccoli come tra grandi gruppi, come pure tra Nazioni.
La tesi più ricorrente è la similitudine tra l’uomo e l’animale. Entrambi lottano con i propri simili per affermare la propria sopravvivenza nel territorio di appartenenza.
Nei libri di storia si è letto che una nazione, dopo aver raggiunto il massimo equilibrio socio economico, ha dovuto invadere altri territori per consolidare il livello raggiunto e procurare nuovi investimenti.
Se ciò è comprensibile per una nazione che, per evitare la crisi di stagnazione economica, ha bisogno di nuovi investimenti, possibili solo su altri territori, non è altrettanto comprensibile per le lotte tra Istituzioni dello Stato, tra i Poteri dello Stato e, addirittura, tra le cariche dello Stato.
Non si comprende e onestamente non si giustifica lo scontro sfrenato tra la Magistratura e il Governo per abbattere Berlusconi, tenuto conto che i suoi reati sarebbero solo sospesi per il tempo che è capo del Governo. L’Art.3 della Costituzione volutamente s’interpreta male, perché Berlusconi fino a quando è Capo del Governo, per volontà popolare, se si riconosce a tale manifestazione la sovranità sancita dalla stessa Costituzione, non deve essere distratto dalle sue funzioni pubbliche fino alla fine del suo mandato, quando diventa cittadino uguale a tutti gli altri e rispondere alla Magistratura dei suoi reati che non si prescrivono perché sono solo sospesi e, pertanto, non depennati.
Il continuo aggredire il Capo del Governo, come fa il Magistrato Palamara, capo dell’Anm, significa voler offendere i Padri Costituenti interpretando a uso e consumo politico sia la lettura dell’Art.3 della Costituzione e sia il ruolo legislativo del Parlamento.
E’ difficile trovare una risposta corretta all’affermazione del Dott. Palamara secondo cui il Parlamento italiano non è legittimato a legiferare, nonostante l’investitura da parte del Popolo sovrano, sancito nella Costituzione Italiana.
Tali pronunciamenti fanno del male non solo all’Anm, ma a tutta la Magistratura. Si ravvisa un gran bisogno di un intervento forte del Presidente Napolitano per fermare la guerra in atto tra determinati politici e parte della Magistratura.
Un invito per un intervento forte va rivolto ai Dirigenti della Rai per moderare i noti numerosi talk Show che stimolano all’odio e alla violenza gli spettatori con i loro mafiosi, noiosi, petulanti, insopportabili e disgustevoli indirizzi programmatici contro Berlusconi. Ciò che fa rabbia è che tali deprimenti spettacoli servono ad assicurare ai notabili presentatori milioni e milioni di Euro alla faccia dei precari, dei giovani diplomati e laureati disoccupati, alle imprese che chiudono, agli anziani senza soldi e senza assistenza e a chi si suicida per disperazione.
Premesso ciò, chi è il disonesto chi specula sulle miserie umane per assicurarsi una vita da nababbo o chi combatte per assicurare al Paese almeno il minimo della libertà e della democrazia?
L’opposizione, che si candida a governare il Paese, se dovesse riuscire nella difficile impresa di vincere le elezioni, non avrà, per la sua impreparazione amministrativa e confusione ideologica, un giorno di serenità e in breve tempo tornerà a essere opposizione.
Domenico Civitano

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