La guerra in Ucraina ha, per fortuna, cementato l’unità della litigiosa comunità europea, ed ha cambiato lo scenario politico italiano. Enrico Letta si è schierato immediatamente, senza se e senza ma, per evitare di essere coinvolto dalle posizioni dei Landini boys, del vecchio bolscevico Luciano Canfora e del puro e casto Fratoianni. Il ministro degli Esteri Di Maio si è scatenato contro Putin per mitigare gli amici dello Zar nel M5S a partire dal Presidente della commissione Affari Esteri e di fronte ad un Conte balbettante. Forza Italia si è trovata in evidente imbarazzo per la storica amicizia tra Berlusconi e Putin. Infatti re Silvio ha poco parlato in pubblico su questo tema. La Lega, già in calo elettorale e a picco nei sondaggi, ha visto un Salvini sberleffato in Polonia e in chiara ambasce a reinventarsi una credibile linea politica. La Meloni ha preso nettamente le distanze da alcuni gruppi di estrema destra tifosi di Putin e ha difeso l’alleanza atlantica, e ha addirittura votato la mozione di condanna della Russia insieme a Draghi e al PD. Inevitabilmente anche l’Italia pagherà un prezzo altissimo, sociale ed economico per questa guerra. Sarà necessario fare delle scelte drastiche e purtroppo antipopolari. Uno scenario politico completamente mutato che ci condurrà alle elezioni nazionali del 2023.
Roberto Caputo

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