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La guerra economica per destabilizzare il governo democraticamente eletto in Venezuela

I problemi economici sono per la gran parte causati dal boicottaggio e sabotaggio nordamericano e delle multinazionali, come ai tempi del Cile di Allende.

di Luca Bagatin | 13 Giugno 2016

Lo abbiamo scritto altre volte, ma spesso lo abbiamo fatto in modo isolato rispetto alla stragrande maggioranza dei media, che poco informa su quanto sta accadendo in Venezuela e in tutta l’America Latina che, negli ultimi diciassette anni, grazie all’avvento di governanti socialisti, libertari e peronisti, ha visto riscattare i suoi popoli. Riscattarli economicamente, socialmente, moralmente e culturalmente.

Purtuttavia la scelta di molti Paesi, quali il Venezuela, di uscire dal Fondo Monetario Internazionale e l’aver intrapreso la strada del Socialismo del XXI secolo, ovvero l’alternativa anti-schiavista al neocolonialismo capitalista, non è mai piaciuta né alle multinazionali né al governo degli Stati Uniti d’America, che ha sempre fatto di tutto per togliere di mezzo prima Hugo Chavez ed oggi il governo presieduto da Nicolas Maduro.

Il 7 giugno scorso si è tenuta a Roma, nella centralissima Piazza Vidoni, proprio accanto a Largo Argentina, una manifestazione organizzata in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, a sostegno del popolo Venezuelano e del suo governo ed alla quale, oltre a chi vi scrive, hanno partecipato numerosi esponenti venezuelani, ecuadoriani, boliviani, brasiliani e di altre nazionalità – latinoamericane e non – da secoli sfruttate dall’imperialismo nordamericano.

Una manifestazione colorata e ricca delle bandiere di questi popoli fieri, che chiedono solo di non tornare in dietro, bensì di proseguire nella strada dell’emancipazione sociale.

I problemi economici in Venezuela, negli ultimi anni, sono evidenti. Sono per la gran parte causati proprio dal boicottaggio e sabotaggio nordamericano e delle multinazionali, come ai tempi del Cile di Allende, per dimostrare che “il socialismo non funziona” e che occorre “una svolta liberista”, come sta facendo il governo argentino dell’oligarca Macri, il quale sta distruggendo le conquiste sociali del peronismo e del kirchnerismo. E contro questo tentativo eversivo e golpista è importante battersi e diffondere la notizia che ci sono sedicenti “democrazie” che vogliono una nuova Libia e una nuova Siria latinoamericana ove poter svolgere i loro sporchi affari.

Dall’altra parte, ad ogni modo, come ricordato anche dallo studioso Angelo Zaccaria, il crollo del prezzo del petrolio in Venezuela dimostra che è necessario che il governo investa altrove: in agricoltura e nelle energie rinnovabili ad esempio, come avrebbe voluto peraltro Hugo Chavez.

I fenomeni di corruzione civile e militare, poi, vanno arrestati al più presto e non possono essere taciuti.

Il processo bolivariano e chavista, dunque, deve essere in grado di rinnovarsi. Ed i militanti ed esponenti del partito di governo, il Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), forti dei risultati delle primarie interne che hanno visto eleggere numerosi esponenti giovani e giovanissimi (spesso sotto i 30 anni), devono riuscire a trovare una nuova leadership che sappia guardare oltre Maduro, che purtroppo non è Hugo Chavez, il quale ha saputo, nei suoi anni di governo tragicamente arrestati dalla sua prematura morte, traghettare il popolo fuori da ogni difficoltà e barbarie. E ciò in particolare al fine di non essere travolti alle prossime elezioni, perché se il PSUV viene sconfitto è l’America Latina dei popoli ad essere sconfitta.

Occorre che il PSUV riprenda in mano lo spirito che fu di Hugo Cavez e del giovanissimo deputato chavista Robert Serra, barbaramente ucciso a pugnalate a soli 27 anni assieme alla sua compagna nel 2014. Occorre che il PSUV guardi, in sostanza, oltre Maduro e torni a dialogare con il suo popolo, che, mai come oggi, necessita di unità e di un rinnovato spirito libertario e bolivariano.

Occorre anche che ciò si sappia in Italia e in Europa, affinché queste siano solidali con il popolo vanezuelano e chavista. Perché i diritti dei popoli passano anche e proprio attraverso un nuovo modo di vedere il mondo ed un nuovo modello di sviluppo: autenticamente democratico, solidarista, civile, libertario, peronista e socialista del XXI secolo.

Pubblicato in : Primo pianoTag: agricoltura, anni, chavez, elezioni, europa, giovani, governo, italia, leadership, libia, manifestazione, mondo, notizia, partito socialista, primarie, processo, repubblica, roma, siria, socialismo, socialisti, sostegno, stati uniti, sviluppo, Venezuela

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

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