Quando si identificano gli interessi economici con quelli politici spesso finisce male perche’ le decisioni economiche sono per il breve e medio termine mentre quelle politiche sono di lungo termine e strategiche.
L’invasione dell’Ucraina e’ il “secondo tempo” di un film iniziato nella primavera del 2014 con l’annessione illegale della Crimea e la guerra civile nel Dombas. La risposta dell’Occidente fu l’imposizione di sanzioni economiche in certi settori (industria estrattiva, armamenti e finanza) provvedimenti molto selettivi che non crearono grandi danni all’economia russa. Anzi, la risposta di Putin alle sanzioni fu di bandire le importazioni di prodotti agroalimentari dall’Europa, colpendo in particolare l’Italia che cosi’ perse un mercato di due miliardi di Euro all’anno mentre la Russia sfrutto’ l’occasione per produrre cloni di prodotti tipici italiani.
L’unica cosa che l’Europa poteva e doveva fare per impedire alla Russia di annettersi la Crimea e parte del Dombas era quella di rinunciare al gas e petrolio russo.
Nel 2014 l’UE importava dalla Russia petrolio e gas per 150 miliardi di Euro all’anno, cioe’ circa il 50% del totale delle spese del governo russo (300 miliardi di dollari). Quindi l’UE anche solo minacciando di non acquistare piu’ petrolio e gas aveva il potere di chiedere ed ottenere qualsiasi cosa dalla Russia incluso il ritiro dalla Crimea e Dombas
Perche’ non l’ha fatto?
Perche’ non era economicamente conveniente.
Il petrolio e gas russo che arriva dalla Siberia con gasdotti e oleodotti e’ piu’ conveniente perche’ per averlo basta aprire il rubinetto.
Non c’e’ bisogno di lunghi e costosi trasporti via nave. I consumatori e gli operatori economici, giustamente vogliono pagare per l’energia il prezzo piu’ basso possibile.
Il problema e’ che la Russia non e’ una democrazia liberale, rispettosa delle leggi e regole internazionali, ma un’autocrazia e considera il petrolio e gas non solo una risorsa economica ma anche un’arma politica di ricatto. Infatti e’ cosi’ che la Russia si e’ potuta annettere la Crimea e tenerla.
Con questo precedente, Putin ha ritenuto di potere ripetere l’operazione Crimea invadendo l’Ucraina sottovalutando sia la reazione degli ucraini che dell’Occidente. Purtroppo questa guerra durera’ a lungo perche’ anche se si arrivasse ad una pace, sarebbe in realta’ solo una tregua come e’ stata nel 2014, per poi continuare sotto forma di lotta di liberazione.
Per ricapitolare, nel 2014 l’UE non boicotto’ il petrolio e gas russo ma continuo’ a pagare circa 150 miliardi di Euro alla Russia che ha speso per i militari che hanno invaso e distrutto l’Ucraina, la cui ricostruzione sara’ finanziata dall’UE che e’ costretta a raddoppiare le spese militari per fronteggiare la bellicosa Russia.
Piu’ economia circolare di cosi’… purtroppo i soldi sono solo quelli degli europei.
Vittoria Delrusso

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