Preparate circa 3.000 euro. Cosi costa ora la suite di circa 140 mq, al primo piano del magnificoHotel des Iles Borromées a Stresa, che ha ospitato Hemingway, il grande scrittore americano autore di importanti romanzi come Addio alle Armi e Per chi suona la campana. E’andato più volte nel corso della sua vita, ma la prima volta è legata al periodo della Prima Guerra Mondiale.
Assolutamente determinato a partecipare al conflitto e riformato per un difetto fisico, il diciannovenne Ernest venne arruolato come autista della Croce Rossa a Milano, dove rimase per alcuni giorni. Partecipò, infatti, anche alle operazioni di soccorso nelle fabbriche di munizioni saltate in aria nei dintorni di Milano.
In seguito fu inviato, come da sua richiesta, in Veneto, dove si spostò progressivamente, per essere vicino al fronte, fino ad arrivare in riva del basso Piave, nelle vicinanze di Fossalta di Piave, come assistente di trincea. Distribuiva generi di conforto ai soldati, muovendosi fino alle prime linee in bicicletta. Durante la notte tra l’8 e il 9 luglio 1918, venne colpito dalle schegge dell’esplosione di una bombarda austriaca. Mentre cercava di mettere in salvo dei feriti, fu colpito anche alla gamba destra da proiettili di mitragliatrice che gli penetrarono nel piede e in una rotula. E per tale motivo venne insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare italiana.
Dopo le prime cure, venne trasportato a Milano, all’Ospedale Americano della Croce Rossa che, allora, era in via Armorari in pieno centro, a due passi dal Duomo, dove una targa ricorda l’evento.
Da lì, andò in convalescenza nella suite n.106 dell’Hotel des Iles Borromées a settembre 1918, restandoci per un certo periodo ed apprezzando le meraviglie del Lago Maggiore. Per chi non lo sapesse ambientò una parte del suo romanzo Addio alle armi proprio sul Lago Maggiore, tanto amava quei luoghi.
Tanto è rimasto nella memoria della gente che sono stati organizzati percorsi tematici ed eventi nella zona del Piave e che, nell’anno del centenario della fine della grande Guerra, per tutti noi percorrerlo sarebbe un omaggio sia ad un grande scrittore che alla memoria dei nostri soldati.
Cristina Arduini (lavocemetropolitana.it)



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