• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La Germania inquina più dell’Africa

di Roberto Fronzuti | 13 Ottobre 2019

Parlare di ambiente è diventato di moda; era ora! L’importante è che si faccia presto. Ma vediamo come vanno le cose. Lo scarico di sostanze nocive in atmosfera è in continuo aumento in tutto il mondo ed è strettamente connesso alle attività produttive. La Germania, la locomotiva d’Europa, inquina di più dell’intero continente africano; nella classifica mondiale per scarico di co2 in atmosfera; la Germania è al settimo posto; l’Italia è al ventesimo. Prima in classifica è la Cina, seguita da Stati Uniti, ed altri… Abbiamo preso ad esempio la Germania, realtà a noi vicina, per il ruolo negativo che esercita nella produzione di co2.

Per avere un’idea dell’impatto che l’azione negativa dei paesi industrializzati ha avuto sull’inquinamento del pianeta, è bene considerare che la Germania emette una quantità di co2 maggiore dell’intero continente africano. Per non parlare della Cina che con la sua crescita industriale incontrollata è responsabile dell’impennata che c’è stata nell’inquinamento dell’intero emisfero e sul suo surriscaldamento.

Le conclusioni che dobbiamo trarre dal dato tedesco è incontrovertibile: l’industrializzazione è responsabile dei danni subiti dall’ambiente. Di fronte alla drammatica realtà dell’aumento della temperatura terrestre, lo scioglimento dei ghiacciai, che fare? Rifiutare i rifiuti; ritornare a fare le spesa come negli anni ‘50/60 acquistando prodotti sfusi.

Tutti parlano delle crescita economica, della necessità di far crescere il Pil, va bene, ma non a tutti i costi. Se per aumentare il Pil bisogna continuare a produrre plastica, è meglio rimanere a crescita zero. E se necessario, bisognerebbe pensare ad una sana decrescita per salvare il pianeta.

Di fronte ai danni  riguardanti l’inquinamento ad opera dei paese industrializzati, viene da chiedersi chi sono gli incivili, noi o gli abitante del terzo mondo ai quali stiamo portando via l’integrità dell’ambiente?

Roberto Fronzuti

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, cina, costi, danni, germania, la germania, mondo, rifiuti, stati uniti

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Tommaso Ragazzini

    25 Ottobre 2019 alle 21:52

    Per quanto sostanzialmente corretta, l’informazione fornita da questo articolo è incompleta e, potenzialmente, fuorviante.
    Vero: la Germania è la settima nella classifica dei produttori mondiali di CO2 [1]
    Falso: la produzione di CO2 è proporzionale al livello di industrializzazione
    Perché? Semplicemente perché la Germania è il 4° [2] paese più industrializzato al mondo e non il settimo.
    Non sono dettagli, c’è modo e modo di fare industria e di contenere l’inquinamento, e non siamo noi europei quelli che fanno peggio al mondo in questo campo, anzi…
    Ad oggi la produzione di CO2 derivante da fonti fossili in Europa è sostanzialmente invariata rispetto a quella prodotta nel 1960 [3] (c’è comunque stato un picco nel 1980) e, mentre allora concorreva per ben il 30% della produzione mondiale di CO2, ad oggi il “contributo” europeo (EU28) è solamente del 9,13%.
    La Germania produce circa il 2% della CO2 prodotta al mondo a fronte del 49,2% prodotto da Cina, USA e India. Proprio l’India, che produce il 6,2% della CO2 e quindi oltre il triplo di quella dalla Germania, è solo sesta nella classifica dei paesi più industrializzati.
    L’Italia, ventesima al mondo con lo 0,91% di CO2 prodotta [4], è il settimo paese più industrializzato al mondo appena dietro all’India che ne produce una quantità oltre 6 volte maggiore.
    Va poi considerato che l’aumento della CO2 non è solo un legata all’utilizzo dei combustibili fossili e alla cementificazione ma anche alla deforestazione. Viceversa, la riforestazione, come accade in maniera addirittura preoccupante in Italia (così la definisce il National Geographic Italia [5]), contribuisce alla sua diminuzione (in maniera comunque non particolarmente rilevante in entrambi i casi [6]).
    L’affermazione poi che la Germania produca da sola più CO2 dell’intera Africa, per quanto molto ad effetto per il titolo dell’articolo, è totalmente errata, da solo il Sud Africa produce l’1,36% della CO2 mondiale, se ci aggiungiamo gli altri stati africani censiti (Algeria, Egitto e Nigeria, il resto ricade nella categoria “altri” e quindi non computabile) superiamo il 2,6% della CO2 prodotta al mondo. Per contro, dal punto di vista industriale, l’intera Africa non vale una frazione della Germania.
    La produzione/smaltimento della plastica a livello globale, secondo stime del 2015 dell’Università della California di Santa Barbara, concorre per quasi il 7% alla produzione di CO2 ed è quindi effettivamente un importante fattore di inquinamento anche in questo campo e non solo quando viene dispersa nell’ambiente mettendo a rischio le specie animali e, di conseguenza, anche l’uomo. Occorre quindi andare a vedere chi produce e consuma più plastica al mondo.
    Anche in questo settore la Cina ha il primato col 29% [7] della produzione mondiale, segue l’Europa col 19% e il nord America col 18%. Del 19% Europeo il 24% (4,56% mondiale) lo consuma la Germania, il 14% (2,66% mondiale) lo consuma l’Italia e a seguire Francia, Spagna, Regno Unito e gli altri stati UE.
    Non tutte le plastiche hanno lo stesso impatto ambientale e anche le politiche sul riciclo sono molto diverse fra paese e paese (anche in UE) ma questo è un discorso che richiede decisamente una trattazione separata.
    Lascio a chi legge decidere chi sia davvero che porta via “l’integrità ambientale” alle nazioni e ai popoli della terra…
    T.R.
    1) Chi emette la CO2? – Dario Ruggiero – LTEconomy
    2) Classifica paesi più industrializzati – Centro Studi Confindustria
    3) Clima, le emissioni di CO2 continuano a crescere – Lorenzo Ciccarese – Il Bo Live – Università di Padova
    4) Joint Research Centre – Commissione Europea – http://edgar.jrc.ec.europa.eu/overview.php?v=booklet2019&dst=CO2emi
    5) La crescita incontrollata dei boschi italiani – Federico Formica – National Geographic Italia
    6) Le foreste “mangiano” davvero la CO2? – Elena Dalla Valle, Tommaso Anfodillo – https://www.scienzainrete.it
    7) SOFIDEL – Soft&Green – https://www.sofidel.com/it/soft-and-green/i-numeri-della-plastica-nel-mondo

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti