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La fuga Del Re: chi ne dubitava?

Il Partito Democratico,  che regna sovrano a Firenze da quando era un pupo,  rischia di perdere lo scettro. Nato nel 2007 dalla fusione dei due principali partiti del csx, democratici di sinistra, ovvero DS,  e Margherita, che avevano ricevuto  a loro volta l’eredità politica dal PCI PSI DC, oggi si trova in grande difficoltà.

di Carla Ceretelli | 29 Dicembre 2023

Il Partito Democratico,  che regna sovrano a Firenze da quando era un pupo,  rischia di perdere lo scettro. Nato nel 2007 dalla fusione dei due principali partiti del csx, democratici di sinistra, ovvero DS,  e Margherita, che avevano ricevuto  a loro volta l’eredità politica dal PCI PSI DC, oggi si trova in grande difficoltà

Finalmente.

Tutti partiti  di sinistra, che primeggia da decenni a Firenze e in  tutta la Toscana, una delle pochissime regioni che sono ancora governate   dalle solite   amministrazioni, appunto, di sinistra ,   nel   nostro  martoriato Paese.

Già,  ma tutto ciò che sta accadendo oggi , è colpa della bieca destra. Secondo l’opinione di coloro che non vogliono  considerare e accettare  una eventuale vittoria anche in Toscana. Come se la regione fosse di loro esclusiva proprietà.

E poi si dice che le donne sono più tranquille  e amano la pace più degli uomini. Certo, ma quando nessuno si mette di traverso. Altrimenti tirano fuori le unghie e sono pronte al combattimento.

Troppe donne nel Pd Fiorentino . Si sono fatti almeno 4 nomi. E tutte con la stessa ossessione, la stessa mania.. Fare il Sindaco per il prossimo quinquennio. Si porebbe dire che il PD si è covato le serpi in seno. Ma, dal momento che noi  liberali non abbiamo l’abitudine di  denigrare, bensì di rispettare anche gli avversari, non lo diciamo.

Non conosco  a fondo i meandri interni al  Partito Democratico  dato che  mi trovo dalla parte opposta.   Cioè all’opposizione, almeno virtualmente, per ora. Ma, dato che mi occupo di politica, qualcosina riesco a percepire, a intravedere.  E, se c’è qualcosa che  si poteva ipotizzare in modo   lapalissiano è quello che sta succedendo oggi in Palazzo vecchio dove, da dieci anni ha fatto il bello e il cattivo tempo il violinista  di Torre del Greco, Sindaco di Firenze dal 3 giugno 2014, quando ha ricevuto la campanella dal fiorentino da Rinano sull’Arno,  e  poi sindaco della città metropolitana dal 1 gennaio 2015.  Con scadenza 2024 dopo due mandati.

In breve, a Firenze il Pd è nel caos. A pochi giorni dall’ufficializzazione dell’assessore al welfare Sara Funaro come candidata  del centrosinistra, Cecilia Del Re, la sua principale antagonista che aveva chiesto insistentemente le primarie, ha deciso di lasciare il partito. Nominata a suo tempo dal sindaco, assessore  all’Urbanistica, Coordinamento Progetti Recovery Plan,  Piano gestione Unesco, Innovazione Tecnologica, Sistemi Informativi e Cmart City. E basta.

 Con un CV da paura.

Ma  Nardella lo scorso marzo,  non ha esitato a ritirare le deleghe  e ad assumerle ad interim, pur ammettendo che la decisione è stata molto dura e dolorosa. sul piano umano e per l’amministrazione cittadina. Ma il rapporto di fiducia sarebbe venuto meno in seguito  al fatto che l’Assessore non ha informato  né lui stesso né la giunta , della sua posizione contraria al programma di mandato, a favore del passaggio della tramvia in Piazza Duomo e del conseguente superamento della pedonalizzazione. Tutte notizie riportate dai media, senza che il sindaco ne sapesse nulla.  Notizia mai smentita in modo inequivocabile dal Del Re. Una posizione che ha sorpreso e imbarazzato  la Giunta  e il Sindaco che non  l’ha digerita affatto .

Per tornare alla contingenza, attuale ,  dopo lo sgarro subito,   Cecilia Del Re, Insieme ad altri iscritti del Pd,  ritiene  inevitabile non rinnovare la tessera del PD.  Pur continuando a  credere   nei valori fondanti e  fondativi del partito. Proprio per questo non è  più possibile riconoscersi nella gestione di questo Pd  fiorentino.  Dunque si separa definitivamente  per correre  da sola alla guida di una lista civica. Non manca di esternare  che anche la sua è una  scelta sofferta, resa inevitabile al termine di un percorso tutt’altro che trasparente e democratico,  puntualmente contestato, senza che alcuna considerazione. Mentre   il PD  avrebbe  scelto “la chiusura invece della partecipazione, la prepotenza invece dell’ascolto e del dialogo, la paura al posto del coraggio”.  Naturalmente la prima a chiederle un ripensamento è proprio Sara Funaro che definisce un errore lasciare “una grande comunità” , Comunità  nella quale hanno imparato insieme  e le ricorda che  “Le porte sono aperte e lo resteranno”. La invita dunque a  riaprire il dialogo e confronto: “Sono pronta a farmi carico di garantire lo spazio politico necessario anche per chi ha idee diverse”. Idee diverse??

Di unità, pur  nel rispetto delle differenze,  parlano anche Emiliano Fossi e Andrea Ceccarelli, rispettivamente segretario regionale e cittadino del Pd, i quali  esprimono il loro stupore e il loro sconcerto  e insistono con la solfa : “le porte del Pd rimangono aperte, perchè non esistono fratture insanabili. Mentre il capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Vecchio, Nicola Armentano, parla di “scelta non condivisibile e non corretta”.  Mentre il centro destra mangia il pop corn sul divano osservando,   in attesa di eventi positivi.

Ma Del Re non desiste,   e lascia il Pd in dissenso con la scelta di non svolgere le primarie e di candidare Sara Funaro a sindaco del capoluogo toscano.

Per un semplice motivo: voleva essere lei la candidata.

Se ha ragione o torto non saprei, non conoscendo le dinamiche di quel partito.

E, comunque,  le bizze in politica  le fanno tutti, maschi e femmine, intra e extramoenia .

Il  palese  scacco matto  di Matteo,   all’ex amico Dario,  si  appalesa  in un pomeriggio post natalizio all’ombra di quel Palazzo Vecchio un tempo fortino granitico della sinistra, ma i cui toni di rosso da un pezzo sembrano alquanto sbiaditi. Finalmente.  

La decisione  è dunque irrevocabile. Del Re   lascia  e lancia una sua lista civica  con  i suoi tre fedelissimi consiglieri (Piccioli, Di Puccio e Calistri) abbandonano il gruppo dem, insieme a 12 eletti di quartiere, ma secondo il Pd  sarebbero   5, e creano il gruppo “Firenze Democratica.

La sinistra  si avvia,   verso la campagna elettorale,   sgretolata se non frantumata , irritata e irritabile,  mentre il centrodestra gongola, giustamente e finalmente,  intravedendo  la possibilità di  farcela, questa volta, tenendo in serbo  vivacemente  la candidatura  di Eike Schmidt , da gennaio  nominato direttore a Capodimonte, ma  che,  ripete, scioglierà la riserva dopo le feste.

Ovviamente nulla è certo, e niente è in ordine,  e il  centrodestra, con   qualche perplessità,   sta preparamdo il piano B,  tenendo in caldo alcuni nomi.

Avanza dunque  e comunque  una sorta di “disfacimento della sinistra”che fa ben sperare in una soluzione dignitosa per una dinamica  verso  destra. . Vincere a Firenze , Prato e Livorno chissà, e  almeno in alcuni dei 33 comuni  over 15000, che andranno al voto a giugno in election day con le europee. Auspicando  una  consistente  coesione  fra i partiti  in coalizione con quello del Presidente del Consiglio. Alla quale  rivolgiamo  auguri di pronta guarigione…

Carla Ceretelli

Pubblicato in : Primo pianoTag: amministrazione, anni, campagna elettorale, centro destra, centrosinistra, firenze, Liberali, livorno, nardella, nato, notizia, opposizione, palazzo vecchio, partito democratico, pd, Prato, presidente del consiglio, primarie, psi, soluzione, toscana

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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