La fortuna va inseguita, aspettata, curata, corteggiata come se fosse una bella donna. La fortuna è la pazienza di aspettarla dopo aver speso con passione e determinazione i propri talenti, qualunque essi siano. Non credo che ci siano buone o cattive stelle sotto la cui influenza ciascuno di noi nasca, credo che per ognuno ci sia lo spazio e il tempo per cogliere l’occasione propizia, per coniugare al talento quel tocco magico che rende tutto più semplice…
Occorre conoscere il proprio ‘talento’, quello in cui riusciamo bene e abbiamo l’opportunità di svolgere, e dedicargli l’anima, lavorare con passione e determinazione, con coraggio e tenacia, con scrupolosità e attenzione e attendere l’occasione propizia che non mancherà di farsi notare. A quel punto occorre individuarla e saperla cogliere con l’intima convinzione che, comunque vada, anche se non fosse quella l’occasione giusta, la vita e la sorte ricompenseranno il valore del talento speso secondo altri imperscrutabili tempi e modi.
La vicenda di Alessandro Cruto, piemontese di nascita, muratore per origine familiare, studioso di chimica e fisica e ‘inventore’ per passione, è esemplificativa.
Per Cruto ‘fortuna’ è stato aver saputo impiegare il suo talento, fin da quando decise di dedicarsi a tempo pieno ai suoi studi di chimica e fisica nel tentativo di riprodurre il diamante artificiale. In seguito comprese che avrebbe potuto valersi di quegli stessi studi per creare, attraverso un filamento di carbone sintetico, una lampadina elettrica che sviluppasse luce bianca di lunga durata e a basso costo. Era l’anno 1880. Thomas Edison, supportato da circa trecentomila dollari di investimenti di società multinazionali, aveva già brevettato il suo prototipo di lampadina elettrica utilizzando un filamento di carbone naturale che però generava una luce rossastra, di breve durata e ad alto costo di realizzazione. Cruto lavorò in silenzio, con umiltà, ottenne la fiducia di un gruppo di finanziatori e costituì una società che gli consentì di realizzare e commercializzare il suo esemplare di lampadina. E fu un successo internazionale! Le lampade Cruto furono esportate anche in America e soppiantarono la tecnologia delle lampade Edison, che tuttavia aveva goduto di una campagna di promozione mediatica roboante. L’influenza dei grandi capitali consacrò Edison alla storia come l’inventore della lampadina, ma Alessandro Cruto fu comunque artefice della propria fortuna e del proprio successo attraverso il talento e la determinazione che investì nel proprio lavoro.
La fortuna sorride a tutti, prima o poi, se, come con una bella donna, si è capaci di affascinarla e di conquistarla.
Rosita Bimbi

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