Sabato ho avuto a che fare con un “abbandonato” che faceva al caso mio. Uno brutalmente schienato dopo dieci anni di (pallosissimo) fidanzamento. Il poverino gira di aperitivo in aperitivo a lagnarsi (ancora innamorato e triste) della sua condizione solitaria. Lei (l’abbandonatrice) è una cara amica, la più virtuosa che ho. Gran cervello sul lavoro e gran noia sul resto. Pare si sia svegliata, ecco tutto. Di me, il ragazzo, ha conservato una (malriposta) buona opinione. Sabato, proponendosi per un aperitivo serale, non ha capito che incocciava nel mio (insano) desiderio di dargli una visione alternativa del mondo femminile: basta con sta storia della donna fotone: bella, pura, luminosa. Sta versione biblica della perfezione femminile come un raggio di luce, intonsa, stirata e profumata come una camicetta dalla lavanderia. Una femmina inesistente su cui (ancora oggi) il maschio punta rompendo i cabasisi a miliardi di donne. Lo sappiamo tutte che il maschio non riesce ad essere retto e allora ammolla sta speranza e sto fardello alla poveraccia più vicina. La madre è la prima (che – mannaggia – sta pure al gioco). Allora eccolo convinto che sua mamma avrebbe avuto un solo (unico) rapporto di puro amore e solo per concepire lui (ma forse spera che non abbia avuto neppure quello). Da lì, come un microbo traditore, cresce una nefasta obnubilazione neuronale dalle drammatiche conseguenze (nei rapporti affettivi, fino alla politica). Negli affetti esiste uno stato schizofrenico per il quale anche la moglie, la sorella e la figlia sono praticamente vergini mentre le altre molto meno in base a quel delirio che modifica le virtù femminili in funzione del grado di parentela con lui. Quanto alla politica, se una donna non fosse dalla sua parte, mite ed arrendevole, diventa allora dileggiabile senza remore (lo stalking a Maria Elena è una dimostrazione). Sul lavoro non ne parliamo. Ma ahimè il presupposto è sbagliato. Ognuno pensi alla propria rettitudine, anche perché ogni mamma è stata una ragazzina bella sveglia…e se l’è goduta bene-bene e possibilmente in modo diffuso. Vari hanno avuto l’opportunità di stropicciarla adeguatamente e con suo sommo, condiviso, partecipato piacere. Insomma, se non sono una santa io (e non lo sono), se non lo è la capoufficio, la vigilessa, la deputata, direi che (con gradazioni diverse) non lo è nessuna (incluse moglie, mamme e figlie.. oibò).
È con questo spirito bellicoso che ho accettato l’invito del lagnoso abbandonato, ed è sempre con questo spirito che gli ho proposto di unirsi a me ed a mia cugina (la belga) per un giro natalizio all’interno di un noto negozio di biancheria intima. Abbiamo trascorso del tempo a disquisire ed a selezionare. Abbiamo esaminato il caso dell’uso della biancheria intima a letto. Quell’uso intelligente che si fa quando si desidera lasciare un ricordo indelebile grazie a scarpe nuove (tacco 12), reggicalze e corpetto. Abbiamo convenuto che in questi casi sia cruciale scegliere delle calze elasticizzate perché le belle velate (stile mamma) sono ottime in rettitudine, ma in ginocchio prendono quella forma a sacco dismesso che rattrista tutta la mise. Abbiamo disquisito anche dello slip più adeguato o del reggiseno push up bra (senza ferretto) che appare il migliore per lo stropicciamento. Gli ho chiesto se da piccolo avesse mai rovistato nei cassetti della madre? Ho raccontato della mia e di quando l’ho trovata nuda con mio padre in una piscina di amici. O di quando ho scoperto un vibratore tra le sue cose (che provai subito anche io) e di un paio di lettere giovanili molto piccanti. Insomma, gli abbiamo aperto quel mondo oscuro. Abbiamo esagerato? Non so… mia cugina è terribile. Io sono provocante ma lei è in cerca di marito e maliziosa: s’insinua come fumo sotto la porta. Il ragazzo avrà due alternative: continuare a pensare male di tutte noi tranne della mamma o capire che siamo di godibilissima carne (come lui). L’ho lasciato con mia cugina. Ho subito pensato fosse un errore: non vorrei si sostituisse alla sua ex disastrandolo ancora di più. Quanto alla sua ex (la mia amica), sentendola al telefono ha ammesso di non essersi mai rotolata col tacco 12 nel letto di nessuno. Vorrà dire lo farà col prossimo (sbagliando s’impara)… quanta pazienza se mancano le basi.
Ancora per aeroporti
Florenza Carsi

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