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LA CROCE CRISTIANA SULLA BANDIERA ITALIANA

la proposta della Lega di apporre la croce sulla bandiera nazionale italiana è perfettamente in linea con la scelta di 25 stati cristiani che hanno deciso di mostrarla come parte intergrante del loro vessillo. Di Giorgio Nadali

di Giorgio Nadali | 3 Dicembre 2009

La croce è molto di più di un simbolo religioso. E’ il simbolo della
cultura occidentale. Il cristianesimo ha fondato la storia di tutti gli
stati dell’Occidente. Un simbolo di unità, non di divisione. In Italia è
presente in tutti i luoghi statali. Tribunali, carceri, ospedali,
stazioni di pubblica sicurezza. Anche a scuola il crocefisso ricorda la
cultura nazionale. Cultura, religione, società e storia non possono
essere separati in nessun Paese del mondo. Già un sociologo ateo se
n’era accorto. Emile Durkheim diceva: “”Non esiste una società
conosciuta, senza religione. La religione ha dato tutto ciò che è
essenziale allo sviluppo della società”. Ma anche Frèderic Le Play: “I
popoli vivono delle loro credenze e muoiono delle loro incredulità”.
Multe di 150 euro decise da un sindaco leghista per i presidi che non
affiggono il crocifisso nelle aule. I dirigenti scolastici avranno 7
giorni di tempo per “rimediare”. L’ordinanza è stata firmata in
Lombardia dal primo cittadino di Besana Brianza, Vittorio Gatti.

Questi sono i 25 Stati hanno il simbolo cristiano della croce sulla loro
bandiera nazionale.

Australia, Città del Vaticano, Danimarca, Dominica, Figi, Finlandia,
Georgia, Grecia, Isola Anguilla, Isola Bouvet, Isole Cocos, Isole Cook,
Isola Falkland, Isole Faroe, Islanda, Malta, Norvegia, Nuova Zelanda,
Regno Unito, Repubblica Dominicana, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Tonga,
Tuvalu. Inoltre Andorra ha sulla sua bandiera uno stemma con la tiara
del vescovo e il bastone pastorale.

Per cui la proposta della Lega di apporre la croce, il simbolo della
nostra cultura nazionale sulla bandiera nazionale italiana è
perfettamente in linea con la scelta operata già da parecchi anni di 25
stati cristiani che hanno scelto di mostrarla come parte intergrante del
loro vessillo.

La croce è dappertutto. Solo l’ignoranza no lo sa. Un esempio? La croce
di San Giorgio (rossa su fondo bianco) è una delle due croci presenti
sulla bandiera nazionale del Regno Unito — insieme a quella di
Sant’Andrea — ed è parte anche del vessillo di Grecia, Georgia, Nuovo
Galles del Sud e di due regioni italiane — Liguria e Sardegna. La croce
è presente sullo stemma di 25 grandi città mondiali, di cui 17 italiane
tra cui Milano, Mantova, Padova, Genova, Reggio Emilia. La croce di San
Giorgio è anche sullo stemma di 9 società calcistiche italiane tra cui
Milan, Genoa, Parma, Bologna, Novara e Sampdoria. L’immagine di San
Giorgio a cavallo che uccide il drago è presente su un totale di 135
stemmi di città e stati. Inoltre è presente sullo stemma delle Forze
armate russe, del Procuratore generale della Russia e dell’Arma di
Cavalleria dell’Esercito Italiano. La croce greca è presente su tutte le
autoambulanze dei Paesi occidentali…

Il rischio Eurabia è reale. Eurabia è una teoria geopolitica che si
riferisce ad un ipotetico scenario futuro in cui l’Europa, a causa della
continua massiccia immigrazione islamica e dello scarso tasso di
natalità delle popolazioni europee autoctone rispetto a quello degli
immigrati arabo-islamici, finirebbe con lo snaturare nel giro di qualche
decennio la propria identità, mettendo allo stesso tempo a rischio le
proprie libertà civili (in particolare quella d’espressione) oltreché la
laicità dei vari Stati. Viene infatti prospettato il rischio che i
musulmani, una volta divenuti “massa critica”, possano pretendere
l’inserimento nei vari ordinamenti giuridici nazionali di norme
provenienti dalla Shar’ia — la legge islamica. L’identità nazionale si
difende anche con i simboli della cultura cristiana. Quella che ha
fondato l’Occidente. La stessa dei Padri della Patria che hanno voluto
la nostra Costituzione e la nostra bandiera.

E nella storia della bandiera nazionale la croce c’è già stata. Bandiera
Sensiglia del [15º Reggimento di Linea Messapia] del Regno delle Due
Sicile, il Tricolore reca al centro la Croce del Sacro Militare Ordine
Costantiniano di San Giorgio (dal 25 giugno 1860 al novembre 1860). I
colori della bandiera italiana derivano da quelli in uso a Milano al
momento dell’invasione napoleonica. La bandiera bianca con croce rossa,
vessillo della città, ha origine ancor prima delle Crociate e
rappresenta l’autonomia comunale. Sull’onda della centralità economica e
del prestigio politico di Milano, fu rapidamente adottata da numerose
altre città del Nord, tra cui Genova la quale, potenza marinara, la
diffuse anche in Europa, e in particolare in Inghilterra.

La Svizzera ha giustamente detto no ai minareti anche per difendere la
croce che dal 1918 è sulla sua bandiera, l’unica quadrata assieme a
quella del Vaticano. Non si tratta di negare luoghi di culto agli
immigrati. Si tratta di difendere e rivendicare un’identità, senza la
quale non può esserci nemmeno accoglienza.

Giorgio Nadali

www.giorgionadali.it

Leggi l’articolo originale su:
http://giorgionadali.wordpress.com/2009/12/01/la-croce-cristiana-sulla-bandiera-italiana

Pubblicato in : Primo piano

Info Giorgio Nadali

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Filippo Modica

    4 Dicembre 2009 alle 15:23

    Qui si può trovare la bandiera della Città del Vaticano: http://it.wikipedia.org/wiki/Bandiera_della_Citt%C3%A0_del_Vaticano

    Sono sostanzialmente d’accordo con i precedenti commenti.
    Mi chiedo solo: la bandiera del Regno d’Italia andrebbe bene ai proponenti (http://it.wikipedia.org/wiki/Bandiera_d'Italia#Il_Regno_d.27Italia)?
    La bandiera della Padania la lasciano così com’é? E il Dio Po che dice?
    Com’è che si passa così facilmente dal cesso al “metterci una croce sopra”?
    E poi ancora, perché non proporre subito all’Unione Europea di inserire la croce? E Francia, Spagna, Germania, ecc. che aspettano ad adeguarsi? Non hanno forse le nostre stesse radici?
    In realtà, è solo una boutade che verrà presto dimenticata: ma voi ce lo vedete il Parlamento impegnato a revisionare l’art. 12 della Costituzione?

    Rispondi
  2. flavio aliquò mazzei

    4 Dicembre 2009 alle 09:27

    La proposta della Lega è una cretinata, come in genere sono tutte le loro proposte. Dove la dovremmo mettere la croce? E quale? La bandiera italiana ha una storia e una tradizione come ce l’ha l’Italia che nel risorgimento si riunifica contro il volere della chiesa cattolica, illiberale, reazionaria e antiunitaria. Che poi altri paesi abbiano la croce sulle loro bandiere è cosa che lascia totalmente indifferenti: evidentemente hanno avuto altre storie e altre tradizioni. Oltretutto neanche lo Stato della città del Vaticano ha la croce sulla sua bandiera.

    Rispondi
  3. Salvatore Armando Santoro

    4 Dicembre 2009 alle 04:18

    Penso che sia giunta l’ora che si ponga fine a certe cretinate.
    Io dico soltanto che la religione è un fatto privato. Chi la vuole la segua ma non cerchi di imporla agli altri.
    Sono coerente con l’idea liberale di Cavour e di tutti i politici risorgimentali che la pensavano come lui: “Libera Chiesa in Libero Stato” senza forzature da una parte e dall’altra. Chi vuole la Chiesa se la paghi e non rompa le scatole agli altri perchè quando vedo costruire nuove chiese (che costano centinaia e centinaia di milioni di euro) mi viene da piangere perché con quei soldi si potrebbero costruire delle cooperative di produzione e lavoro e dare tranquillità morale a qualche centinaio di persone (che potrebbero acquisisre una certa tranquillità interiore a vantaggio anche dello spirito).
    La Chiesa si è retta per secoli sulle forzature e sulla violenza (e che violenze ve ne ricordo una: l’Inquisizione che loro chiamavano anche Santa). E cerchiamo, per favore, di non dimenticarlo ed ha sempre IMPOSTO non solo la sua versione distorta della religione ma anche un proprio potere temporale che ha poi causato scisioni a raffica anche all’interno di questo mondo irrazionale quai mai d’accordo tra dire e fare. E questo nessuno se lo deve dimenticare.
    Nel Vangelo c’é scritto: “Dai a Cesare quel che è di Cesare ed a Dio quel che di Dio” e sembra che tutti se ne siano dimenticati anche di questo.
    I Patti Lateranensi del 1929 INTRODUSSERO una sorta di religione di stato che prima non esisteva.
    Quindi, è inutile contrabbandare certe sciocchezze “storiche” perchè il crocifisso nelle scuole e nella pubblica amministrazione prima non c’era ed è stato frutto di una intesa politica che è passata sulla testa di tutti i cittadini. Quindi una forzatura politica in nome di dio, che neppure sta ad interessarsi di queste stronzate perchè conosce meglio di noi i suoi polli.
    Dico che sono d’accordo con Max quando asseriva che “la religione è l’oppio dei popoli”.
    Smettiamola per favore con queste “crociate” antistoriche e guardiamo la realtà. Il popolo sta di nuovo litigando per delle cazzate mentre i problemi veri vengono ignorati.
    Uno dei problemi veri è il risultato di questa bagarre che sta venendo fuori e che dovrebbe convincere tutti che se non esistessero “le religioni” non perderemmo il nostro tempo a parlare dell’irrazionale, perchè di questo si tratta e non ci sarebbero neppure gli estremismi e gli integralismi religiosi che fanno altro che procurare morti e sopraffazione sempre in nome di dio, a cui sembra non freghi nulla di tutto questo altrimenti verrebbe a prendere a calci nel sedere tutti quei ciarlatani vestiti in modo carnevalesco che pontificano dai pulpiti per poi fare tranquillamente i loro affari che con lo spirituale non hanno nulla a che vedere (leggi passate problematiche dello Ior, del caso Sindona, Calvi, Marcinkus, della sospetta fine di papa Luciani, etc..etc…) Cerchiamo di guardare alle cose concrete ed alla realtà dei milioni di disoccupati esistenti nel nostro paese ed a tant’altri milioni di famiglie che non ce la fanno ad arrivare a fine mese.
    Queste sono le discussione vere. Le altre discussioni sono solo stronzate!
    E mi scuso per il linguaggio ma lo faccio perchè voglio rendere molto chiara la mia idea.
    Cordiali saluti
    Salvatore Armando Santoro
    http://www.poetare.it/santoro.html

    Rispondi

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