• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La crisi del 2007-2013: il progresso tecnico genera regressioni sociali. L’ozio creativo è la risposta

di Carlo Baratta | 29 Marzo 2014

Il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare (Oscar Wilde).

oziocreativoL’enorme potere della finanza e quindi dell’economia immateriale, rispetto e a quella reale è all’origine della crisi attuale, che come risultato, forse non atteso, ha portato all’incremento della disuguaglianza.

Lo strapotere dell’economia immateriale non ha significato solo  incremento di servizi, ma un diverso modo di creare ricchezza oggi un video gioco, negli USA fattura più della General Motor o della Chrysler Fiat con un livello di occupazione molto inferiore.

Il rallentamento del progresso tecnico è legato in Europa al forte calo demografico e alla tecnocrazia europea, che si occupa più del diametro del cetriolo da commercializzare,  che di problemi di solidarietà. In Europa l’ aumento del pil non dipende solo dal livello tecnologico, anche se per gli obiettivi di Lisbona 2000, l’Europa dovrà diventare un’economia della conoscenza, ma principalmente dai consumi interni all’eurozona e quindi dallo stile di vita dei cittadini europei, in un’ area di libero mercato la legge di Say per dare i suoi frutti ha bisogno di cittadini che amino il bello il lusso il superflo concetti che con l’austerità hanno poco a che fare.

Negli ultimi trent’anni, con la globalizzazione dei mercati e delle comunicazioni, delle idee il mondo è molto cambiato.

In molti paesi della UE il livello di benessere delle famiglie è tra i più alti del pianeta, questo in Italia, è fatto non solo di consumi di lusso, ma  di patrimoni immobiliari e liquidi accumulati da generazioni. E’ questo benessere che sino ad oggi ha garantito  la pace sociale ed è anche quello che ha permesso a molte persone  di tentare la mobilità sociale. Il benessere ha anche  determinato un modo diverso di concepire il tempo, corroborato dal progresso tecnico, che uccide tempo di lavoro, anzi serve proprio per  questo motivo, ha favorito lo sviluppo del tempo di non lavoro o come dice De Masi, l’ozio creativo:

cfr: http://www.youtube.com/watch?v=uT-OCwrY48c.

Se la durata della vita è 100  si può facilmente osservare come il tempo di lavoro medio, cioè quello passato in un luogo diverso dalla residenza e controllato da badge o da cartellini, nell’arco di un secolo si è ridotto passando dal 35% al 20%, anche perché è cresciuta la durata della vita media.

Questo dato non ha nulla a che vedere con la precarietà  o con la riduzione dei contratti a tempo indeterminato, ma semplicemente con il fatto che nel futuro  il tempo di lavoro e quello di non lavoro saranno sempre più interconnessi e che il tempo per attività non legate allo scambio crescerà. Quindi per De Masi il vero problema sarà gestire il tempo di non lavoro, favorendo lo sviluppo dell’ozio creativo.

Per ora il maggior tempo libero ha prodotto nella popolazione europea  il sorgere di un forte senso di colpa nei confronti del resto del mondo. E’ infatti il senso di colpa, che ha portato alla formulazione del principio della decrescita felice e a ipotizzare il ritorno ad uno stato  preindustriale, con tutte le “amenità” legate al consumo ad emissione zero al consumo dei soli prodotti locali al ritorno all’economia di sussistenza attuale. Il senso di colpa ha profondamente modificato, sino ad ora, la vita quotidiana, fatta di cultura di consumi di costumi, dei paesi ricchi.

Momenti di ozio creativo.

Nelle società occidentali i giovani possono permettersi alcuni privilegi, ad esempio possono decidere se studiare o non studiare, hanno più tempo da dedicare al divertimento e alle relazioni sociali. Possono anche permettersi periodi lunghi da fuori corso e ritardare l’ingresso nel modo  adulto. In genere non cercano un lavoro qualsiasi, ma uno coerente con le loro aspettative, al limite emigrano.

Nei Paesi più industrializzati, attualmente, circa un terzo degli occupati si occupa di attività con contenuti intellettuali di natura creativa, un terzo si occupa di attività  con contenuti intellettuali di tipo esecutivo e solo un terzo è impegnato da coloro che svolgono lavori di tipo fisico e ripetitivo. Per  il sociologo De Masi la differenza  fondamentale tra queste tipologia di attività consiste nel fatto che il primo terzo svolge un lavoro creativo e quindi “si esprime” gli altri due terzi invece lavorano.

Nella società postindustriale i due terzi dei lavoratori, come abbiamo visto,  svolgono comunque, un’ attività di tipo intellettuale, spesso creativa. In molte di queste attività la quantità e la qualità del prodotto non dipendono dal controllo esercitato sul lavoratore, ma  dalla sua motivazione, si pensi agli incidenti  nelle centrali, negli ospedali  che  sovente capitano non per difetti tecnici, ma per poca concentrazione per smotivazione  di chi sta lavorando.

Il futuro perciò si caratterizzerà per il primato della dimensione soggettiva, la motivazione il piacere l’interesse a fare qualcosa rispetto a quella oggettiva la tecnica, usare gli stessi strumenti per fare le stesse cose, con i parametri che decidono i tecnocrati o le multinazionali.

Pubblicato in : Primo piano

Info Carlo Baratta

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti