Si ritorna a parlare di forma partito, di democrazia interna ai movimenti politici, di modello americano o anglosassone.

Si ritorna a parlare di forma partito, di democrazia interna ai movimenti politici, di modello americano o anglosassone.
A tal proposito, martedì scorso, 27 Maggio, presso il Boscolo Hotel Aleph di Roma, si è svolto un seminario sulla crisi dei vecchi apparati partitocratici e sulle possibili idee per il futuro. L’associazione di cultura politica “il cantiere” e la rivista Reset, infatti, anche per dare una lettura non scontata del voto, hanno organizzato un seminario sul tema “Modelli di Partito e Idee per il Futuro”. Si è discusso dell’attuale forma assunta dai vari spezzoni del centrodestra e sulle prospettive o proposte per il domani. È stata oggetto di interesse anche la caduta del Movimento 5 Stelle e la leadership di Beppe Grillo. Centrale è stato il tema dell’analisi elettorale e della schiacciante vittoria del Partito Democratico di Matteo Renzi. Perché, con il pesante 40% dei voti, il PD ha cominciato ad assumere una forma e dei connotati diversi rispetto al passato e acquisito una fisionomia simile a quella dei partiti personali. Matteo Renzi ha provocato a sinistra un superamento del partito ideologico ancora presente in alcuni apparati del Pds, poi Ds e Ulivo. Ora, la domanda è se Renzi abbia davvero cominciato ad intraprendere un cammino verso un modello di partito all’americana, sostenuto da una adeguata riforma istituzionale e della legge elettorale in senso uninominale e maggioritario oppure se si tratta soltanto di una leadership democratica. L’associazione “il cantiere” e la rivista Reset hanno organizzato questo incontro per dar vita a un momento di riflessione e approfondimento sui temi della trasformazione in corso dei partiti e sulla futura fisionomia dei movimenti politici. Con un’analisi anche su Forza Italia.
La registrazione dell’intero incontro è disponibile sul sito di Radio Radicale: www.radioradicale.it. Infine, è giusto ricordare che la tavola rotonda è stata ripresa dalle telecamere di Liberi Tv, la web tv diretta da Gianni Colacione.
Ha moderato i lavori del seminario: Camilla NATA (giornalista Rai). Gli interventi introduttivi sono stati due, tra cui quello molto atteso di Giancarlo BOSETTI (direttore di Reset) che ha svolto una disamina del quadro politico uscito dalle elezioni europee. Due anche i relatori, di sicuro interesse, che hanno regalato preziose riflessioni al dibattito. Si tratta di Mauro CALISE (professore di Scienze Politiche all’università Federico II di Napoli) e di Salvatore BONFIGLIO (Docente di Diritto costituzionale comparato e tutela dei diritti fondamentali dell’Università Roma Tre). Due relazioni da recuperare e riascoltare con attenzione perché davvero di grande impatto politico oltre che politologico. Sono intervenuti tra gli altri: Arturo DIACONALE, Direttore del quotidiano l’Opinione, che si è soffermato sull’importanza della leadership; Angiolo BANDINELLI (Collaboratore del quotidiano “il Foglio”, scrittore ed esponente storico dei Radicali), che ha fatto cenno anche alla galassia dei Radicali, a Marco Pannella e alla lotta politica per una Giustizia giusta. Molto sincero ed appassionato il discorso di Andrea BERNAUDO (Responsabile nazionale del Soccorso Azzurro per le Partite Iva, ovviamente di Forza Italia). Come pure sono degne di nota e di attenzione le analisi proposte dalla giornalista Chiara GELONI, per sua stessa definizione “Democratica e basta” e le riflessioni della deputata Lia QUARTAPELLE del PD. Hanno preso la parola, inoltre, alcuni iscritti e soci dell’associazione di cultura politica “il cantiere”, che hanno partecipato attivamente al seminario con interventi, proposte, domande. Si è parlato del progetto Eta Beta, un’idea innovativa di partito, capace di costruire un ponte verso il futuro. Insomma, ci sono tutte le premesse per andare verso un dibattito serio che riguarda la democrazia stessa del nostro Paese. A cominciare dalle forme di partecipazione politica dei cittadini alla vita sociale, civile e civica della nostra realtà storica e territoriale.

Lascia un commento