Le notizie che vengono dalla Costituente socialista vanno, purtroppo, oltre ogni più pessimistica previsione.
Quando abbiamo rifiutato il ridimensionamento delle speranze nate (almeno in noi) a Bertinoro e Chianciano, eravamo sicuri che i gruppi dirigenti delle formazioni socialiste avrebbero fatalmente obbedito a logiche di autotutela.
Oggi sappiamo che ciò sta avvenendo in quantità e in forme che, dopo appena un mese dalla Conferenza programmatica, hanno totalmente avvilito la base dei militanti, aggiungendo al difetto di un disegno troppo piccolo, la mancanza di entusiasmo. La conseguenza è che la Costituente è ormai un processo che ha per tema la bilanciata integrazione delle nomenclature, accompagnata dall’indifferenza non solo del Paese, ma addirittura degli stessi socialisti.
Fedeli al proposito di non alimentare polemiche ma, piuttosto, di tentare di correggere la rotta, vi proponiamo una rapidissimo giro nella posta dei giornali e dei siti di area. La lettura servirà a tutti: anche a coloro che sono impegnati a dare vita al nuovo Partito Socialista.
Giacomo Granchi ( ex sindaco di Pisa ): ”La Costituente Socialista vivacchia in una dimensione scoraggiante….non c’è ancora nulla di definito su come si aderisce al partito, non si è ancora regolamentato il tesseramento, si lascia la gestione in periferia al vecchio gruppo dirigente dello SDI, geloso guardiano di una piccola posizione di rendita fatta di silenzi e marginalità in cambio di piccoli spazi di potere….
Sandro: “ …Per il bene del PS e per essere coerenti con noi stessi, ritengo che sin dai prossimi giorni occorra partecipare e vigilare per evitare che in ambito nazionale si assumano decisioni condizionate da logiche corporative ed autotutelative.”
Avolte lo scoramento pervade perfino Turci: “tutti dovrebbero capire che il problema è politico prima che organizzativo,e che i gravi problemi di inefficienza e ritardo organizzativo sono il riflesso non solo di una innegabile scarsa disponibilità di forze e di mezzi,ma anche di una incompiuta scelta politica di alcune componenti del ns progetto.Bisognerebbe avere il coraggio di tagliarci i ponti alle spalle.
FL: “…Si rischia veramente che tutta l’operazione porti ad avere uno SDI allargato, con Boselli segretario e Angius presidente”.
A-Silvestri: “Per il momento imponiamoci tutti una consegna: Basta con i piagnistei, che negli ultimi 15 anni, una occasione come questa, non era mai capitata di conseguenza pensiamo noi a come sopperire a tutti quei limiti”
Marco (a proposito dei rapporti in periferia, in questo caso Roma: “…Siamo quindi in presenza di un tizio che si “autonomina” segretario dei socialisti romani e pretende di organizzare le iniziative sul territorio come una sorta di “primus inter pares. FERMATELO, FERMIAMOLO”.
Lucia: “…Sorge spontaneo il dubbio che, in realtà, Boselli&Villetti non vogliano fare altro che trattare candidature nel partito democratico-cristiano.”
Queste denunce sono molto più di quanto avevamo detto noi nel motivare la scelta di non aderire ad una Costituente solo socialista. E si capisce perché: i vertici SDI, nuovo PSI, SI e gli ex DS che hanno aderito, non si sono limitati ad appropriarsi del progetto delineato a Bertinoro e a snaturarlo. Hanno addirittura “sequestrato” la Costituente con le loro pratiche di autotutela.
Non c’è da meravigliarsi, perché le nomenclature obbediscono sempre a questa regola anche se colpisce la misura esagerata in cui tutto ciò avviene.
Oggi molti di coloro che, a differenza di noi, hanno dato credito alla Costituente Socialista invocano il ritorno allo spirito di Bertinoro. Ci fa piacere visto che mai ce ne siamo discostati. Ma ci permettiamo di avvertire, in primo luogo noi stessi, che non è possibile salvarsi l’anima scaricando su altri il fardello di scelte che spettano a noi. E vorremmo riprendere con la franchezza e l’amicizia di sempre la discussione con l’Associazione per la Rosa nel Pugno verso i cui dirigenti, a cominciare da Lanfranco Turci, una scelta diversa non ha fatto venir meno i sentimenti di stima e affetto. Alcuni punti di cui parlare potrebbero essere questi: 1) Che ne è del programma? Il dibattito svoltosi alla Conferenza di Roma del mese scorso è stato senz’altro elevatissimo. Ma le proposte quali sono? E’ possibile rilanciare i dieci punti per un programma che approvammo a Chianciano o dobbiamo considerarli cassati? 2) E’ realistico tentare di raddrizzare la brutta piega presa dalla Costituente agendo all’interno? Se si, in quali sedi saranno fatte valere le nostre ragioni ed entro quali tempi? 3) Il tema della laicità dello Stato e dei diritti della persona non sembra interessare molto ai partners della maggioranza. Era ed è per noi un argomento “qualificante”. Continuiamo a battere musate in attesa di tempi migliori?
Nicola Cariglia

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