La logica dei partiti, di destra e di sinistra, è ingabbiata e ha fatto il suo tempo. Il centro destra è in continuo conflitto, ma se Atene piange Sparta non ride.I momenti storici cambiano in maniera esponenziale. Stare dietro e seguire questi cambiamenti non è facile, e, mentre noi siamo gli artefici del cambiamento, dobbiamo in contemporanea anche adeguarci alle nuove realtà. Cambiare atteggiamenti e punti di vista contingenti non significa venir meno alle proprie idee ma andare oltre e superare ideologie e dogmatismi che non portano nulla di buono se non continui scontri e dibattiti con poco costrutto che fanno perdere tempo senza individuare soluzioni idonee. Con scelte politiche per teoria e prassi, nell’organizzazione, l’amministrazione e la direzione della vita pubblica. Ma non di parte o di partito. Il momento della pacificazione è ideale ma non utopistico. Quando ci si rende conto che i nostri principi sono simili se non identici a quelli di altri è il momento di agire in sinergia. Raccogliendo ciò che è sparso promuovendo quello che accomuna e mettendo da parte quello che divide. Senza chiederci tanto da dove veniamo e chi siamo stati, quanto chi siamo e dove vogliamo andare. La nostra meta è rendere migliore il quotidiano, rispettando le regole ma liberi nei pensieri e nelle azioni, senza essere repressi da una burocrazia opprimente che rende tutti meno efficienti, salvando e osservando una sussidiarietà orizzontale e verticale per chi ol.lavora in autonomia o chi si rivolge ad altro. Dipendendo da istituzioni pubbliche o nel privato. Chiedendo a tutti il rispetto delle regole e aiuto nella manutenzione dei nostri beni, le nostre ricchezze naturali e artistiche elaborate dai nostri provetti antenati, con grande creatività. Forse la migliore del mondo. Aprire gli occhi, dunque, osservare quello che non va e portare a compimento soluzioni. Non è facile ma non impossibile. A questo proposito ricordo la teoria delle finestre rotte. Introdotta da Wilson e Kelling, competenti in scienze sociali, ripresa poi da Giuliani sindaco di NYC. Il degrado porta degrado. E non voler vedere l’incuria e gli aspetti degradanti a tutti i livelli alla fine porta a chiudere la stalla quando i buoi son già scappati. E le compagini governative degli ultimi decenni sono state delle eccellenze in merito. Un esempio, la pandemia, fin dall’inizio, quando è venuto a galla il piano pandemico mai aggiornato dal 2006 ma semplicemente rinnovato nel 2017 senza essere rivisto dal direttore generale della prevenzione del ministero della salute Ranieri Guerra. Campione esemplare metaforico di leggerezza, superficialità e dabbenaggine, se non cialtronaggine acuta.La logica dei partiti, di destra e di sinistra, è ingabbiata e ha fatto il suo tempo. Il centro destra è in continuo conflitto, ma se Atene piange Sparta non ride. Occorre dunque ragionare di pragmatismo con azioni vere, utili e soprattutto con una visione a breve e lungo termine. Basta viverci, in questo Paese, per avere una visione di ciò che non va, o incontrarsi e scontrarsi. Un esempio che ricade o può ricadere su tutti, con il mondo della sanità e del sociale che forse non sono dei peggiori ma sicuramente non gestiti e organizzati al meglio. Non tutti fortunatamente ne hanno bisogno in modo pregnante, per cui vengono giudicati e valutati soltanto quando capita di sbatterci la testa. Così come l’assistenza agli anziani fragili, malati o non autosufficienti, che spesso riescono ad avere attenzione soltanto quando sono già arrivati alla meta fatale. Purtroppo. Probabilmente per una serie di ragioni che hanno sia inizio sia sbocco in una burocrazia insostenibile. Considerando che l’Italia conta il 22 per cento di over 65, uno su cinque. Siamo il Paese degli ultra ottantenni, primi in Europa. E costituirà per le future generazioni, un enorme problema di welfare.Naturalmente non si vuole affermare che tutto è negativo e che tutti si comportano male. Comunque il nostro impegno è quello di mettere un punto fermo, osservare e considerare quello che ci circonda e poi fare il possibile per cambiarlo e migliorarlo. Ricominciando da capo. Senza pregiudizi di sorta e insieme ai vari gruppi liberali, laici e cattolici, che si riconoscono in modo pragmatico nei nostri principi fondamentali.
Carla Ceretelli
La contaminazione con altri che hanno storie diverse ci migliora
Quando ci si rende conto che i nostri principi sono simili se non identici a quelli di altri è il momento di agire in sinergia. di Carla Ceretelli

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