
(fonte Wikimedia Commons)
L’annuncio arriva dal sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi nonchè sindaco dallo scorso maggio della città di Arpino comune della provincia di Frosinone
Il giorno seguente ai funerali di Silvio Berlusconi, il sindaco Vittorio Sgarbi è apparso decisamente intenzionato a superare ogni iter burocratico e ha incaricato i suoi funzionari per provvedere in tempi celeri a individuare la piazza o il giardino da intitolare all’ex presidente del Consiglio.
Il critico d’arte fortemente legato a Silvio Berlusconi ha dichiarato che nei confronti di quest’uomo seppur molto coraggioso il sistema giudiziario è stato indegno.
Sgarbi ha ben chiaro di inserire nella delibera la motivazione di ricordare un grande leader politico, uomo coerente delle istituzioni che ha servito l’Italia con responsabili scelte politiche, anche quando non era al governo. Non teme le polemiche per la sua decisione, soprattutto dai colleghi sindaci, anzi propone inviti a riconoscere nell’aria liberale e riformista di seguire il suo esempio.
Mentre nella città di Berlusconi, il sindaco di Milano Giuseppe Sala frena tali entusiasmi e non intende appoggiare il sindaco Sgarbi, ma preferisce rispettare la legge.
In Italia la normativa di riferimento è la legge n,1188/1927 per la richiesta di intitolare a un evento, una persona, un mestiere o un l atro, una strada, una piazza o un parco, nonché l’approvazione di targhe o monumenti, possa avvenire solo mediante l’autorizzazione del Prefetto. Con la specifica che la persona sia deceduta almeno da dieci anni.
Questa iniziativa politica voluta da Vittorio Sgarbi ha fatto il giro del paese in pochissimo tempo e il possibile intervento da parte del Viminale per i sostenitori del Cavaliere è che la legge preveda questa possibilità per le persone che si siano distinte per particolari benemerenze, la cui storia in linea generale sia legata alla storia cittadina con rilevanza per la comunità.
Dolores Di Mambro

Un’altra esagerazione. Un esempio da NON seguire.
In questo, come in tutti gli altri casi, la legge qui citata indica saggiamente il limite di dieci anni per intitolazioni e iniziative simili.
Da rispettare. Per tutti. Come “per tutti” è – dovrebbe essere – uguale la legge.
Nel “Paese de’ Balocchi” ogni piazza, piazzetta, vicolo e via è buona per ogni castroneria; siccome da un bel dì smarrita fu ogni diritta Via.