Non commettiamo l’errore di fare della Sea Watch un affare da legulei. E’ tutt’altro. E’ una vicenda che ha messo alla prova la politica su temi cruciali, che smuovono i sentimenti dei cittadini: il dolore, la pietas e la capacità di uno Stato di sapere fronteggiare situazioni drammatiche senza le inutili, vili e controproducenti esibizioni muscolari. E tutti o quasi, politici, uomini di governo e semplici spettatori si sono dimostrati non all’altezza, azzuffandosi in un groviglio di norme tutt’altro che univoche. Né poteva essere diversamente, se non altro perché le norme interne, soprattutto le ultime, che si devono al governo gialloverde, confliggono con secoli di tradizione e, con accordi e trattati internazionali.
C’è chi, leggendo tutta la vicenda come un braccio di ferro tra Carola Rackete, la comandante della Sea Watch ed il ministro Salvini, ha decretato la vittoria dell’una o dell’altro, secondo simpatia. Ma questo derby proprio non c’è stato. Ovvero: si tratta di un effetto collaterale. Una giovane donna con coraggio e determinazione, ha portato semplicemente a compimento quello che era il suo compito: salvare la vita ad alcune decine di bambini, donne e uomini. E lo ha fatto ben consapevole che sarebbe andata incontro ad un processo. E così comportandosi, ha fatto tornare alla mente tutta la differenza di spessore palesata, a ruoli invertiti dal ministro-spaccone. Quello che tenne inutilmente in ostaggio altri esseri umani a bordo della nave militare Diciotti. Ricordate? Voleva dare ad intendere che si faceva beffe dei magistrati che lo avevano indagato (“si presentino alle elezioni”), salvo poi precipitarsi dall’alleato Di Maio per ottenerne i voti che lo avrebbero posto al riparo dalla giustizia. Al contrario della capitana della Sea Watch, che ha fatto quello che aveva detto e quello che le sue convinzioni le dettavano. Una vera capitana: e se, al confronto, è Salvini a fare la figura dello “sbruffoncello”, è tutta colpa sua e della sua arroganza che lo aveva portato ad affibbiare quel nomignolo ad una giovane donna con l’abitudine di prendere sul serio il suo lavoro e la sua missione.
L’unica, secondo noi, che esce a testa alta dalla vicenda. A margine della quale ha trovato il modo di rimediare figuracce una parte della “sinistra” che non si rassegna al ruolo di opposizione. Si sono sentite e lette da parte di intellettuali, commentatori e politici che si proclamano di sinistra, invocazioni a fare propri i metodi e i ragionamenti di Salvini in tema di politiche dell’immigrazione. Un modo- è il sottinteso- per togliere argomenti e consensi al “capitanicchio”. Non si capisce perché mai gli elettori dovrebbero, poi, premiare le affrettate imitazioni rispetto all’originale. Si tratta, evidentemente, di quella “sinistra” bolsa, ancora attaccata al mito di rappresentare la parte “migliore” del Paese. Vale a dire: “la gente si rivolge a Salvini perché dice le cose che si vuole sentire dire. Se le diciamo anche noi, visto che siamo i migliori, la sinistra tornerà a vincere per fare cose di sinistra”.
Ecco, cari signori, non funziona così. La sinistra tornerà a vincere se mai sarà capace di proporre alla gente una politica di sinistra, fatta di idee e proposte ricavate dalla cultura riformista. Che è strada impervia che non contempla scorciatoie e atteggiamenti demagogici.
Nicola Cariglia

Caro Francesco,
nessuno, almeno su Pensalibero, si spella per gli applausi. Usiamo la ragione e talvolta manifestiamo opinioni diverse. In questo caso, il mio modestissimo articolo ha rappresentato cose che anche il GIP ha ravvisato. Questo dovrebbe indurre tanti commentatori con l’elmetto, che si sentono aggrediti, accerchiati e in procinto di essere invasi da un modesto natante con qualche decina di sfortunati, ad abbassare, quanto meno, i toni.
a titolo personale é libero di esternare le sue opinioni rispettabilissime come rappresentante della societa mi permetta di dissentire su tutto w il popolo sovrano
Caro Pistilli,
le mie esternazioni, a titolo personale o meno, sono sempre libere. Non mi sono mai sentito vincolato. Non rappresento nessuno e talvolta nemmeno me stesso. Ma le assicuro che se fossi rappresentante di qualcosa o qualcuno, niente cambierebbe. Direi ciò che penso, valutando, se del caso, di dimettermi da eventuali incarichi ricoperti. Con viva cordialità
Bisogna mobilitare tutti coloro che sentono il pericolo del diffondersi di informazioni incomplete o volutamente sbagliate, di essere presenti sui social, cercando linguaggi quanto più semplici possibili, per raddrizzare le notizie scorrette: l’opinione pubblica, sta prendendo una brutta piega sulla base di notizie tendenziose, che implicano la risposta prefabbricata in chi non sempre è in grado di analizzare i contenuti dei messaggi.
Il dibattito fa emergere pregiudizi difficili da demolire o “indottrinamenti” figli della martellante propaganda del Governo, infarcita di notizie non corrette, purtroppo. Ora sappiamo, per notizia dello stesso Governo (tramite il Ministro Moavero Milanesi, titolato a compiere queste dichiarazioni, non il “propagandista-populista” che ci informa della sua dieta quotidiana ma nasconde le sue relazioni dirette con Putin, tanto per dirne solo una) che la Libia non è un porto sicuro (oggi meno che mai); e che la Sea Watch, europea, si deve rivolgere direttamente a coste europee (la Tunisia, non porto sicuro, non lo è, fino a prova contraria). Il “decreto sicurezza bis” del Governo è in palese contrasto con norme di diritto internazionale e di diritto della navigazione, per cui sarebbe cancellato davanti a un eventuale ricorso davanti alla Corte Costituzionale. Per fortuna la nostra Costituzione ci garantisce ancora un sistema di equilibri e contrappesi che i fan della Lega e del vicepremier non vedono e non vorrebbero nemmeno che esistessero. E quindi, per fortuna, la magistratura (il Gip) ha emesso la sentenza più corretta nei confronti di Carla Rakete, nonostante le indegne ingerenze di un ministro che la definiva “criminale” senza avere titolarità per farlo. Solo per agitare l’opinione pubblica. Il teatrino indegno di Salvini si è concluso con una grandine di vergogna su di lui e (purtroppo) anche sull’Italia stessa, isolatissima in Europa per colpa di un Governo di parte, immaturo, non all’altezza della situazione. Che peccato! Speriamo in un futuro miglio, più umano,dove i ministri facciano il loro lavoro (finalmente) senza perdere le loro giornate riversando nei social i loro vomiti biliosi. Grazie a Nicola Cariglia e alla sua equilibrata visione delle cose.
Caro Cariglia,
Il compito della Capitana era , forse quello di salvare delle vie umane anche se i personaggi a bordo non erano naufraghi ma migranti. Ha semplicemente voluto portare i suddetti in un porto italiano che le autorità politiche le avevano legittimamente negato. Ha giocato la sua partita sulla pelle dei poveretti. Avrebbe Potuto benissimo muovere verso altri porti che le avrebbero aperto le bracciaforse) , nei giorni di sosta avrebbe avuto il tempo di arrivare in Francia (corsica) spagna Malta Tunisi, Marocco algeria . perché ha voluto fare l’ eroina non contro Salvini, ma contro lo Stato italiano oggi nelle persona di Salvini , ieri di Minniti Ieri l’altro Dalema che bombardava. Purtoppo spesso a molti mancano la capacità di ragionare con le lettere senza nomi che influenzano i giudizi. La Nave A con il Comandate B di Nazioalità C vuole entrare , nonostante il Divieto nella area della nazione D ,etc. Provate a permutare le lettere con le altre persone (nomi di Politici- Nazioni) scoprireste cose enormi: Albanesi che arrivano in Itala speronati dalle ns. navi, per esempio. L’esercizio della razionalità non è facile quando la faziosità stravolge anche il senso della nazione. In nessuna altra nazione (UK-D. etc) qualcuno plauderebbe ad una Comandante che non si ferma all’alt della Polizia/Finanza , ma non siam sati maestri , x delegittimare l’avversario politico di sputtanare la nazione nella figura del suo Capo , ed evito Nomi.
Caro Boschi,
è di grande conforto leggerla: sereno, pacato, documentato. E’ vero, ci siamo conosciuti tanti anni fa e mi fa piacere la grande strada che è riuscita a fare. Ancora di più mi fa piacere la sensazione di ritrovare uomini che usano la testa e la cultura oltre alle dita per scrivere. Le parrà strano: sono ottimista per natura e lo resto a dispetto (proprio a dispetto) delle insulsaggini e della ferocia ostentata, ma spero impotente, di tanti naufraghi della ragione.
Concordo, caro Cariglia. Ci siamo conosciuti tanti anni fa, circa 40, per delle trasmissioni dalla sede Rai diFirenze. Sono felice di ritrovarla qui e di essere perfettamente d’accordo con lei. Buona serata.
Concordo con le tesi dell’articolo e riporto un editoriale di Mauro Del Bue sullo stesso tema:
Socialisti salviniani?
di Mauro Del Bue da Avantionline.it
Io sono esterefatto da presunti socialisti diventati salviniani, manettari, tutta roba che fa più a pugni con la nostra tradizione che con quella comunista. Questo é per me un punto dirimente. Non si può dimenticare d’un tratto la lezione di Turati, Prampolini, Saragat, Nenni, Loris Fortuna, Marco Pannella e Bettino Craxi. Se ritenete che nessuno debba soccorrere 42 migranti, mentre ne arrivano centinaia coi barconi nel silenzio generale e mentre il governo non riesce a rimpatriare uno solo dei 500mila clandestini, e salvare loro la vita anche in barba alle leggi (come avrebbe fatto anche Minniti la cui politica ho appoggiato), se pensate che chi ha forzato un blocco non per rubare o per invadere l’Italia, ma per soccorrere vite umane, debba stare in galera, non c’é una sola, la pur minima, possibilità di dialogo tra noi. Voi avete ucciso i principi basilari del socialismo democratico e umanitario. Come é noto io non sono mai stato un estremista, anzi ho combattuto le posizioni estreme sempre, e sono sempre stato un socialista riformista e liberale. Ma in questa generale confusione di principi e di identità, non possono che tornarmi alla mente tutte le nostre battaglie per i diritti, tutte le nostre convinzioni sull’immigrazione, a cominciare dalla legge Martelli, le nostre lotte contro le discriminazioni e il razzismo, tendenze che stanno invadendo l’Italia. Quando sento dire che la vicenda Sea Watch porterà voti a Salvini, il che sotto sotto significa che per prendere voti bisogna comportarsi come lui, allora capisco che siamo davvero tutti morti. Sepolti vivi.
Mauro Del Bue
Caro Nicola, spiace, ma questo breve dibattito imbarazza per i tuoi sfondoni senili su cui insisti con l’estremismo insensato tipico dei bambini e dei vecchi. Non eri così..
Caro Marzio,
tu, purtroppo,imbarazzi ma non sorprendi. Sei sempre stato così. Compreso il periodico salutare per sempre salvo poi desolatamente ritornare. Sulle parole offensive che usi per bambini e vecchi sorvolo. Troppo eloquenti di frustrazioni e contorsioni. Ma non per questo perdonabili.
Come sempre Nicola non rispondi, giri, rigiri, saltelli e poi t’inchiocci nel mastice del politically correct, se ” bambini ” e ” vecchi ” per te sono offese, ma non certo saranno offese i “diversamente bambini” e i “diversamente vecchi”. Se poi l’intelligenza critica è quella di Del Bue non vedo l’ora d’essere un “diversamente crepato “. Su Pensalibero, leggo e tiro le mie conclusioni, ma questa volta gli sfondoni laccati di serena moderazione erano tali che non ho resistito. Scusa se ogni tanto t’è balenata altra verità da quella che t’inocularono alla nascita. Cercherò di evitare altre intrusioni per non turbare te e i neofiti. Poi c’è sempre come salvatutto, la bambola gonfiabile della “persona”, a cui sono certo credi molto, la “persona” dei supermercati, della pubblicità umanistica, insieme alle persone di Bergoglio che affogano e che stentano. O dio bonino, non siamo tutti persone destinate lassù a fare il girotondo con Gesù? Cappero, ci mancherebbe!
Auguri di serenità
E dopo un’infinita longevità, a te auguri di santità,
provi la capitana a fare lo stesso giochetto non dico con gli stati uniti a magari l’australia ma semplicemente stando alla fonda 14 giorni chiedere un approdo alla francia o alla spagna o magari all’olanda o alla germania che ci rimanda i migranti sedati in aereo e magari l’europa si accolla i 5 miliardi l’anno che ci costano attualmente cordialmente sergio pisilli
Caro prof. Scarlino,
lei ci faccia sapere, intanto, i lavori svolti dal ministro Salvini e la fine fatta dai 49 milioni che la Lega ha sottratto al popolo italiano. Poi potrò attivarmi perle sue curiosità. Come sa, non è, la mia, ritorsione polemica. Voglio solo testare il Suo effettivo interesse per la questione sollevata.
Caro direttore,scusi: cosa c’entrano i lavori ( non ) svolti da Salvini e i 49 milioni intascati dalla Lega con quello che ( male ) ha fatto la signora Carola ? Con il ( pessimo ) comportamento di questa “lavoratore” ( o lavoratrice ) tedesca, della quale lei loda la “missione”, conclusa – secondo lei, caro direttore – a “testa alta” ?
Caro professore, esattamente quello che c’entrano le sue domande co n il salvataggio di decine di persone sfortunate.
A proposito di “lavoro” e “missione”, caro direttore, potrebbe Pensalibero, farci sapere quale lavoro fa la signora Carola, chi le dà lo stpendio ( quanto e come ); e, sopra tutto, chi ha pagato acquisto, manutenzione e spese della nave olandese ?
Caro Cariglia,
la capitana che scorazza liberamente nel mediterraneo grazie ai soldi del babbo e dei radical-nababbi, non è purtroppo dissimile al capitano che scorrazza entro le onde emotive di buona parte del popolo italiano. Entrambi fermamente convinti nella loro posizione: l’uno a non trarre a terra i disgraziati, l’altra a tenerli in ostaggio per giorni e giorni aggravandone la disgrazia. Esiste una legge ed esiste una umanità; nel caso specifico entrambe son state violate.
Ma la passerella dei parlamentari saliti a bordo resta la peggiore rappresentazione di una vicenda già di per se’ pietosa.
Caro Stefano,
questa fanfaluca dei 42 “tenuti in ostaggio” dalla capitana è tipica di questa stagione di fake news. Pensa davvero che sulla Sea Watch ci fossero persone a bordo contro la loro volontà? Pensi che gli stessi che propalano questa incredibile storia, niente ebbero da dire quando Salvini impedì per giorni di scendere ai passeggeri della Diciotti. Che peraltro, imbarcati su nave della Marina italiana, già si trovavano in Italia.
Signor Cariglia,non riesco a darmi una spiegazione logica.
Al di la di ogni qualsiasi idea politica, quello accaduto sulla nave è un “sequestro di persona”.
Questa nave ha tenuto in ostaggio 42 persone per oltre 17 giorni davanti a Lampedusa, dichiarato dallo Stato italiano “Porto Chiuso alle navi che effettuano il traffico di esseri umani e immigrazione clandestina” (Per il Diritto Internazionale e della Navigazione, vale la pena ricordare che i Porti ricadono nell’esclusiva sovranità dello Stato e la misura della chiusura dei Porti non è proibita dal Diritto del mare.)
Quindi questa nave ha tenuto in sequestro 42 persone per 17 giorni davanti a un “porto chiuso” anzichè andare in appena 3 giorni in uno qualsiasi degli altri “Porti Aperti” come per esempio Marsiglia.
Sono state tenute segregate 42 persone per oltre 14 giorni (17 giorni meno 3) con il rischio di provocare la morte di qualche persona più debilitata.
Tutto ciò è incomprensibile e non può trovare nessuna giustificazione logica.
Poi uno può pensarla come vuole, ma così è stato.
Lei ha già stabilito che i 42 erano sulla nave contro la loro volontà? Sequestro di persona era quello dei passeggeri della Diciotti. Che volevano scendere ma furono costretti a restare a bordo per svariati giorni. E si trovavano già su territorio italiano, dato che la Diciotti appartiene alla nostra marina. Come le è certamente noto, in quel Caso Salvini, dopo aver fatto lo sbruffone, si sottrasse al processo chiedendo il voto dei 5Stelle.
Caro Cariglia, lei è convinto di essere nel giusto perché ha avuto dei consensi nella sua vita e si è fatto una opinione personale. Non dimentichi mai che il cretino (soprattutto se di sinistra) è sempre l’ultimo a rendersene conto. Lei ne è un esempio vivente.
Caro Berlanda,
e, invece, il cretino di destra esorcizza il complesso accusando gli altri. Si goda, mi raccomando,la sua intelligenza.
Il capitano della nave non ha fatto alcun tentativo per evitare la collisione con il battello dei finanzieri, rischiando così di uccidere cinque persone, eppure si è proclamata “salvatrice di uomini”, cioè dei finti naufraghi, cui il governo non ha mai negato assistenza, ma al contrario ha fatto sbarcare donne incinte, malati e bambini.
Il paragone proposto dall’ autore e’ completamente fuori posto. Spero che la magistratura faccia il suo dovere nel sanzionare in maniera appropriata la violazione delle istruzioni della autorita’ italiane. Vergogna ai politici italiani che hanno condiviso il comportamento del capitano della nave, dovrebbero anche loro, per coerenza, autodenunciarsi.
Perche’ il capitano della nave non usa la sua iniziativa impegnandosi a convincere il suo paese che certe responabilita’ devono essere condivise?
La magistratura farà il suo corso certamente. Cosa che non ha potuto fare nei confronti di Salvini per il caso Diciotti.
Ma veramente è convinto che evitare lo sbarco indiscriminato di clandestini che poi si disperdono sul territorio vivendo di espedienti e reati sia contro la volontà del popolo (sovrano fino a prova contraria) e delle leggi italiane? Le potrà continuare a trombare fin che resta senza fiato, ma sarà sempre e comunque nel torto.
bravo e preciso