
«Quello del Maggio è il più importante festival musicale italiano e sicuramente uno dei maggiori in Europa; il prossimo è ‘targato’ Pereira ed è grazie al nostro sovrintendente che in questi ultimi due difficilissimi anni vi è stata una notevole crescita artistica».
Così ha esordito Dario Nardella, sindaco di Firenze e presidente della fondazione del Maggio, alla conferenza stampa di presentazione della 84° edizione del prossimo festival, che sarà inaugurato il 12 aprile con l’Orfeo e Euridice di Gluck (nella sala “Zubin Mehta”) diretto da Daniele Gatti, nel suo ruolo di direttore principale del Maggio Musicale Fiorentino e con la regia del libanese Pierre Audi. In collegamento da Parigi, Gatti ha dichiarato di “aver sorpassato a destra Pereira in questo Maggio”, aggiungendo del suo nella definizione di alcune idee artistiche portate avanti dall’energico sovrintendente.
Nel complesso l’84° Festival si caratterizza per i temi dell’amore, della mitologia greca e della fabula; infatti, oltre all’opera di Gluck, il cartellone comprende Roméo et Juliette di Gounod (dal 27 aprile all’8 maggio, Henrik Nánási sul podio e regia di Frederic-Wake Walker), Le nozze di Figaro di Mozart diretto da Mehta, con la ripresa della splendida regia di Jonathan Miller del ’92 (dal 10 al 20 maggio, Teatro della Pergola), I due Foscari di Verdi, con la direzione di Carlo Rizzi e la regia di GrischaAsagaroff, oltre alla prestigiosa partecipazione del quasi 82enne Placido Domingo (dal 22 maggio al 3 giugno), Ariadne auf Naxos di Richard Strauss, a distanza di 25 anni dall’ultima rappresentazione, con Daniele Gatti nuovamente sul podio e il grande soprano Jessica Pratt nel ruolo di Zerbinetta (dal 7 al 18 giugno alla Pergola) e infine, ultima opera in cartellone e mai rappresentata al Maggio e a Firenze, Acis et Galatée di Jean-Baptiste Lully (dal 4 all’11 luglio), con la direzione affidata a Federico Maria Sardelli e la regia di Benjamin Lazar.
Molto ricco e accattivante anche il programma concertistico, comprendente dieci concerti, di cui tre diretti da Daniele Gatti, quattro da Zubin Mehta, uno da Myung-Whun Chung, ai quali si aggiungono l’appuntamento con l’Orchestra Filarmonica Nazionale di Russia, diretta da Vladimir Spivakov, e il recupero del concerto diretto da Manfred Honeck.
Ricordiamo, in particolare, il concerto d’inaugurazione del 26 aprile, affidato a Daniele Gatti e interamente dedicato alla classicità con due opere ispirate ai miti della Grecia antica. In apertura di programma svetta Il Lamento d’Arianna, SV 107, di Claudio Monteverdi, unica pagina superstite de L’Arianna – melodramma composto nel 1608 per la corte di Mantova e andato perduto – per Coro, diretto da Lorenzo Fratini, a cui seguirà Perséphone, melologo in tre scene di Igor Stravinskij su testo di André Gide (con Gatti sul podio).
Alexander Pereira ha ricordato – oltre ai vari appuntamenti concertistici e operistici dei prossimi due mesi – il festival Verdi, che avrà luogo il prossimo autunno alla “Sala Mehta” e la ‘magica’ data del prossimo 21 dicembre (in tale giorno nel 2011 fu inaugurato il Nuovo teatro e nel ’21 l’Auditorium, alla presenza del presidente Mattarella), quando è prevista la nuova inaugurazione della sala grande, al termine dei complessi lavori per il sottopalco e il cambio del software.
Per informazioni più dettagliate sul programma, si rimanda al sito www.maggio fiorentino.com
Luca Summer

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